In Verità

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sabato 23 luglio 2016

A Chi di loro prestereste la vostra Automobile?


Mi raccomando, mai e poi mai prestarla a Erdogan  se non vogliamo passare un guaio. Il sultano prima la farebbe esplodere sotto casa sua mentre sta facendo un rilassante semicupo sul Mar Nero e poi ci verrebbe a cercare per accopparci.  A quel punto meglio darla a Putin, sai che la sgancerebbe sulla Siria e te ne fai una ragione. Un altro da evitare assolutamente è Juncker,  se non vogliamo poi andarcela a riprendere in un deposito giudiziario belga dopo che gliel’hanno sequestrata per guida in stato di ebbrezza. Continua a leggere su UltimaVoce

giovedì 21 luglio 2016

Re Giorgio ritorna al proporzionale ... ma non troppo!

www.unavignettadipv.it

Dunque tre anni di governo Renzi al lugubre servizio delle “larghe intese”  – comprensivi di ben assestato fendente alle spalle del curato Letta – un innocuo danno collaterale? Una sciocchezza? Ci siamo tenuti Renzi che sparava cazzate anche in inglese, Alfano che espatriava illegalmente dissidenti politici, Verdini e Lupi che intrallazzavano, la Lorenzin che leggeva i bugiardini delle medicine senza capirli e la Boschi che si sistemava i guai di famiglia per niente? A saperlo prima  Provenzano tirava avanti ancora qualche mese, forse un nipote ministro riusciva a piazzarlo! Continua a leggere su Postik.it

mercoledì 20 luglio 2016

La censura tra il classico e il contemporaneo. Sabina Guzzanti e Mauro Biani


La censura è sempre un feroce gesto di debolezza. Al di là di qualsiasi considerazione etica a riguardo, considero l’atto censorio la transitoria ed inevitabile miseria di ogni potere nei confronti della storia. Non è un caso che a distanza di tempo essa si sia sempre rivelata “perdente”. La censura può ammantarsi di “nuovo”: può avvalersi di nuovi e più sofisticati strumenti, giustificarsi con nuove e più sottili espressioni, circostanziate e “superiori” ragioni, o moralistici confini,   ma la si potrà sempre riconoscere attraverso l’unico e triste fine che si prefigge: limitare la libertà di espressione. Quindi, a ben vedere, un’azione che ha per scopo la volontà di inaridire le coscienze non può che esser essa stessa (e in se stessa) totalmente sterile. Per quanto si manifesti in tutte le epoche e in tutti i poteri che in esse si succedono, la censura non ha prole, non può averne, ma solo utilitaristiche, e mai occasionali, riproposizioni.
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lunedì 18 luglio 2016

Erdogan può fare quello che vuole il mondo è impotente

Carro Allegorico del Carnevale di Mainz, Germania Al-Monitor

L’oramai legittimato padrone della Turchia minaccia formalmente di ripristinare la pena di morte – anche se l’ha sempre attuata con ufficiosa disinvoltura – e l’Europa cosa fa? Gli da’ del birichino intimandogli che se continuerà su questa linea non giocherà con lei nel fantastico mondo dell’Unione Europea. Sicuramente ad Erdoğan saranno venuti i brividi. Ora preso dall’ansia si starà facendo due conti: governare indisturbato e in modo autoritario una nazione potente, con due milioni di militari e un centinaio di testate nucleari ad Ardana, che può fare il bello e il cattivo tempo per gli equilibri in Medio Oriente e per il passaggio dei terroristi dell’Isis in Europa, o sottostare alle regole di una Unione Europea in declino, strozzata dall’austerità, dai colossi bancari e da una burocrazia folle? Per lui deve essere proprio un dilemma amletico.... Continua a leggere su Postik

domenica 17 luglio 2016

Ecco cosa ci saremmo volentieri persi in questa terrificante settimana di luglio




pagina Facebook La Settimana di Merda

di Marco Terribili
[...]Ad 83 anni, di cui 43 passati in latitanza, è morto Bernardo Provenzano. “Binnu” fu per anni, insieme a Totò Riina, alla guida del clan dei Corleonesi e di Cosa Nostra. Il boss è morto, dopo una lunga malattia, nell’ospedale San Paolo di Milano dove scontava il regime di carcere duro dedicato ai detenuti affetti da gravissime patologie. Le autorità non si sono fatte certamente intenerire dalla malattia terminale di Provenzano e, oltre ad aver impedito ai suoi cari di fargli visita quando era ormai morente, hanno impedito anche il funerale religioso, per non rischiare un’inappropriata celebrazione dell’ormai defunto boss. Continua a leggere su Postik