In Verità

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lunedì 5 dicembre 2016

Ciao Fidel, però mi ricordi Il Che


Nel mio sogno tornava a Cuba Ernesto Che Guevara. Non era morto assassinato in Bolivia, i suoi resti non erano in un mausoleo a Santa Clara. Era tornato e non era invecchiato di un giorno. Non provavo stupore nel vederlo scendere dalla scaletta di un aereo, era lì …. e per me era normalissimo.
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venerdì 2 dicembre 2016

Cari, Fottutissimi, indecisi, almeno non siate fessi!

www.unavgnettadipv.it  ©Pietro Vanessi

In queste ore è il potere ad essere alla vostra mercé e non ricapiterà presto, dunque senza alcuna vergogna - se non per voi stessi - andate negli uffici del clientelismo in massa: bussate alle porte delle Regioni, delle “inesistenti” province, andate tronfi dal vostro sindaco o consigliere comunale di riferimento e con venduta forza barattate il vostro voto. E se proprio volete andare a “botta sicura”, andate dal boss di turno – fatevi furbi -, baciate la mano, anche da dietro le sbarre, e vendete a caro prezzo la vostra già sporca dignità. Non ve ne pentirete! Non vi costerà niente. Si  è fatto sempre così … non volete mica spezzare la disastrosa tradizione della nostra latifondista patria? 
Più saprete contrattare e più otterrete, più avanzerete strategici dubbi e perniciose incertezze e più sarete in grado di strappare “favori”.

martedì 29 novembre 2016

The professor's house Willa Carther

Elisabetta Citro
La Cather fu definita una scrittrice classica già in vita, proprio per la sua scrittura così ponderata, oltre che per i temi trattati: la grande epopea del popolo americano e suoi diversi caratteri, in special modo ha sempre parlato di donne. Anche se le sue opere sono state tradotte in Italia solo a partire dagli anni ’80, sono uscite nelle librerie del nostro paese con già un’aura di buon prodotto da non perdere. E anche solo leggendo questo romanzo, non si può non dar ragione ai critici. Continua a leggere su Postik


venerdì 25 novembre 2016

Cari maschi, vengo con questa mia a dirvi


Cari uomini, chi vi scrive appartiene al vostro genere, ed è eterosessuale. Si lo so … nulla di eccezionale e, oltretutto, fuori moda.
Il sottoscritto, dunque, come la maggior parte di voi, ha vissuto, vive o vivrà relazioni più o meno lunghe, più o meno intense, importanti o deludenti.
Ammetto, non senza un senso di forte disagio, che ho poca autostima, quindi temo sempre – nel vivere una relazione – di essere inadeguato, non all’altezza o, peggio ancora, di trasmettere questa mia insicurezza all’altra persona attraverso pessimi strumenti come la possessività o la gelosia.
Col tempo ho imparato cose semplici ed essenziali: innanzitutto che solo i cornuti dicono in giro di non esser mai stati traditi e che il solo scopo del mio “amare” è lasciare che l’altro resti sempre sé stesso … a costo di perderlo. Continua a leggere su Mel@Cotogna

martedì 22 novembre 2016

Riflessioni sull'omologazione per la Giornata dello Studente

RaiStoria

Di Rosa Fontana
Da qualche anno, il 17 novembre si celebra nelle scuole europee la “Giornata dello studente”,  promossa dai movimenti studenteschi. In realtà, questa ricorrenza non è una novità, in quanto dal lontano 1941, quando fu istituita per ricordare i tragici fatti di Praga del 17 novembre 1939 (un corteo di studenti e docenti, in protesta contro il regime hitleriano, fu attaccato dalla polizia nazista, con conseguenti deportazioni di un migliaio di giovani nei campi di concentramento e l'uccisione di  nove alunni e professori), è rimasta al centro di dibattiti e commemorazioni più o meno fino al 1989, ripercorrendo in alcuni anni, purtroppo, il destino di repressione e sangue che l'aveva contrassegnata (vedi per esempio la rivolta del Politecnico di Atene, nel 1973, contro la dittatura dei colonnelli, o le proteste di Praga del 1989, contro il regime comunista, che diedero avvio alla cosiddetta “Rivoluzione di velluto”).
Un evento di per sé, quindi, ricco di memorie importanti che dovrebbero far riflettere giovani e adulti. Ma, come spesso accade negli ultimi tempi, l'occasione rischia di arenarsi tra lo spontaneismo privo di contenuti e la tendenziosità obsoleta di chi spavaldamente (e comicamente) si atteggia a novello sessantottino in una scuola che col famigerato Sessantotto non ha ormai nulla da spartire, e che semmai dovrebbe interrogarsi su alcune pericolose e deleterie derive che certi eccessi di quegli anni ci hanno lasciato in eredità.  Continua a leggere su Postik