In Verità

In Verità

venerdì 5 febbraio 2016

Come tante pecorelle

Jeune fille lisant, Franz Eybl, 1850

[...]mettilo vicino, a portata di mano
all’altezza giusta, nella libreria giusta
per la mente, quando molle
si confonderà meravigliosamente,
quando le parole non vorranno niente.[...]
Sandra Ballardini

L'Europa è vittima di un Complotto. Parola di Draghi

www.icebergfinanza.finanza.com

Si complica la vita per i metereologi sudafricani; se sbagliano le previsioni rischiano multe pesantissime. In Sud Africa non vanno per le spicce, mica abbattono frettolosamente i satelliti che fanno le fetecchie? No!, puniscono dei poveri metereologi che abitati dal terrore di sbagliare fanno i rabdomanti e sacrificano tapiri agli dei nel vicino Lesotho.
La severa decisione è stata dettata da una semplice esigenza: non  istillare il panico nei cittadini Sudafricani. Tanti falsi allarmi forse, vallo a capire, però si è reso necessario il provvedimento.
Peccato che Draghi non sia un metereologo sudafricano, altrimenti rischierebbe grosso. Continua a leggere su UltimaVoce 

giovedì 4 febbraio 2016

Unhappy Day

Il tango delle Unioni Civili,Pietro Vanessi
www.unavignettadipv.it

Insomma nel cosiddetto “tradizionale” inneggiato durante il Family Day ci può entrare di tutto; senza alcuno sforzo sono, con piena legittimità, incluse famiglie allargate, i figli del nuovo compagno o compagna, prole non dei propri lombi - etero concepita insomma -, nuove e vecchie fiamme, adulteri in corso, coppie aperte e corna volanti, ma non ciò che solo alcuni hanno chiamato “non tradizionale”. Anzi, se il Circo Massimo diventa luogo di eterosessuale acchiappanza è tutto grasso che cola ( e ora vi prego, non immaginate Adinolfi che suda). Continua a leggere su Postik

lunedì 1 febbraio 2016

Qualcuno ha visto la Barba di Tutankhamon?





www.marioairaghi-neurodeficiente.blogspot.it

Gianpaolo D'Elia 
Una vecchia barzelletta, assai di moda negli anni '80 del secolo scorso all' indomani del disastroso terremoto in Irpinia, immaginava di vedere sul banco degli imputati le varie componenti dei palazzi crollati. Ognuno, ovviamente, negava qualsiasi responsabilità: i mattoni si dichiaravano impotenti di fronte alla violenza del sisma; stessa cosa per quanto riguardava l'intonaco e la sabbia. L'ultimo ad essere interrogato dagli inquirenti era il cemento armato, il quale, serafico, si limitava a rispondere: “sentite, a me non mi prendete proprio in considerazione.....manco ci stavo!” Barzelletta semplice e che faceva presa immediata sull'uditorio e che, soprattutto, sottolineava una inveterata abilità tutta italiota: lo scaricabarile! Eh sì amici miei, che grandi atleti siamo in questa disciplina … peccato non sia olimpionica. E chi ce la toglieva la medaglia d'oro! Continua a leggere su Postik
Gianpaolo D'Elia 

venerdì 29 gennaio 2016

Altro che censura per Rohani! Quella è arte!


Certo, l’operazione avanguardista ha le sue pecche; infatti – per forza di cose - si è stati costretti a una tridimensionalità che ci complica un po’ la vita, ma non si poteva fare altrimenti: purtroppo gli artisti classici (poveracci!) le statue le facevano così. Non è colpa loro, cerchiamo di capire che quei “primitivi” rappresentavano il vecchio, l’antico. Mica erano evoluti come noi? “Loro” erano limitati. Siamo quindi comprensivi e teniamoci la “parallelepipedetà” come imprecisa metafora della bidimensionalità del nostro contemporaneo. Maledetto e volgare senso dello spazio che ci costringe a rammentare di botto che siamo nel mondo! Continua a leggere su Mel@cotogna