In Verità

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venerdì 30 novembre 2012

LE PRIMARIE DEGLI "AMICI" DI BEPPE MARIA DE FILIPPI


Anche il “Movimento a cinque stelle” annuncia le sue primarie e Grillo tiene la grande attrazione sotto il velo per l’effetto sorpresa. Si voterà per tre giorni on line – dopo previa iscrizione sul sito del Movimento - dal tre al sei dicembre dalle 10 alle 17 (quantomeno è gratis e si spera che gli andamenti e le statistiche li vedremo in real time). A questo punto è oramai palese: Beppe Grillo è stato disarcionato dal buon senso definitivamente! Non per la scelta mediatica ma per l’assoluta assenza di informazioni sui candidati!
Già le audizioni dei pretendenti erano simili a una versione anni settanta di X Factor o Amici della De Filippi, uomo con lo stesso carattere monolitico del comico ma meno peloso ed ironico. Quindi ci ritroveremo a dover decidere tra candidati sconosciuti, di cui non sappiamo niente, scelti da una persona che ultimamente si esercita – senza successo - a separare le acque del Bisagno, che tiene a precisare di essere il portavoce di un movimento quando è il fondatore despota di un partito.
Grillo per quanto si voglia allontanare dal suo ambiente naturale… la televisione alla fine adotta i mezzi comunicativi tipici dei format più consolidati.. la suspance sui candidati sembra quella dei partecipanti al Grande Fratello, solo che invece di presentarsi in Maserati ai piedi della gogna mediatica lo faranno su una vecchia due cavalli, non griffati ma tutti equi e solidali, una treccina rasta perché fa tanto anni 70’ e un cd  con “Te la do io l’America” – il loro videotesto ideologico di base!
In confronto a loro le maniche di camicia tirate su alla !Bobby Kennedy de noi artri” di Renzi  sono un vezzo da Country Club!
La cosa più sconsolante è constatare, in questa metafollia generale e trasversale, quanto determinate trovate pseudopolitiche ripescate e  mutuate dall’esterno una volta masticate in Italia diventino di un ridicolo senza redenzione. Si può essere di destra e sembrare tutti Berlusconi con costosissime cravatte a fantasie da pigiama Irge o “woodstockiani” rimasti criogenizzati per 43 anni per poi svegliarsi e salvare l’ambiente di botto, la cosa  non conta… tutte questi “habitus” una volta italianizzati si tramutano in costumi di scena da avanspettacolo – non me ne voglia l’ramai solo mnemonica tradizione dell’avanspettacolo, luogo magico e poetico degno di sognanti visioni felliniane…, ma qui il tragico è nudo, senza la consolazione della poesia… senza la leggerezza del comico. E’ Tragico e basta!  

PRIMARIE SI...PRIMARIE OH NO!!!!



Mentre i fanciulli Bersani-Renzi stanno giocando la partita al monopoli del centro sinistra con qualche citazione tristemente pindarica a “indovina chi” menandosi oltretutto wireless via Nintendo, il Pdl sembra abbandonare sempre più l’ipotesi primarie.
Berlusconi afferma che ci vuole chiarezza! Strano visto che proprio lui ogni mattina si sveglia, apre le pagine gialle e a occhi chiusi punta il dito a caso recitando il mantra: “a chi devo rompere i coglioni oggi?”
Alfano è smunto e depresso, si pente di non esser stato Casiniano, quindi attendista e pronto a guardare lì ovunque una poltrona vuota si annidi! Due giorni fa il segretario di un Pdl agonizzante nel mellifluo mare del ridicolo, era pronto a tirar fuori carattere e personalità con l’intenzione di eliminare il “Cavalier rompente” ad ogni costo; ma ieri ha ceduto di schianto sulla dirittura di arrivo! Basta! Le primarie forse le archiviamo e deciderà il consiglio di Presidenza del Pdl! Ora tutto sta a creare un consiglio di presidenza, organismo buttato lì come una busta di indifferenziato davanti al portone della politica italiana. La Meloni a sua volta oggi dichiara di non voler rinunciare alla corsa al premierato – nessuno le ha detto che Fino ad ora hanno tutti scherzato, anche Proto non era altro che una foto da giovane di Silvio – e chiede pubblicamente a Berlusconi di fare un passo indietro; ma fare una proposta del genere a Berlusconi è come accusarlo di impotenza, lui si aizza … mi si ingrifa di brutto e pur di dimostrare di essere abile e capace è disposto a tuffarsi nei navigli il giorno di Natale e raggiungere Grillo a nuoto in Nuova Zelanda e doppiarlo!
Dall’altro lato del triste cielo della politica italiana c’è un Renzi agguerrito che pubblicizza il giorno del ballottaggio e tramite la fondazione Big Bang compra pagine di giornali, spazi nei siti web, applica tazebao scritti a pennarello negli ingressi degli autogrill – non sapendo che molti elettori del centrodestra si sentono vocati a partecipare alla resa dei conti perché in fondo “Matteuccio” è di casa! Ieri da Santoro era in logorroica fase ectoplasmatica: completamente avulso all’annoso tema dell’Ilva sciorinava pensieri moralisteggianti e populisti… tenendo comunque a precisare che non era lì per far propaganda, applicando in modo tutt’altro che surrettizio il famoso scioglilingua: “io so che tu sai che io so”. Detto in talleri… propagando promuovendomi… dichiarando di non propagandare la mia promozione! E quindi giù di ovvietà: la questione ambientale senza un piano ambientale, la questione economica senza un piano economico, la questione occupazionale senza un’idea di crescita ma con il solito proposito buonista e demagogico che recita: questo paese deve cambiare, il modo e il progetto sono inezie, particolari trascurabili da affrontare a babbo morto. Illuminante è stata la domanda finale di Santoro a Renzi in sostanza il primo a chiesto al secondo qualcosa di sinistra… Renzi non si è girato fino a quando non è stato nominato. Si guardava in giro chiedendosi: “ma Santoro con chi sta parlando? Con chi ce l’ha? Tranne il segretario della Fiom Landini chi cazzo c’è di sinistra?”
Il suo diretto avversario, un certo Pierluigi Bersani, lo ritroveremo da lì a poco da Vespa – solo questo lo inchioda senza appello -, anch’egli con idee confuse anche se espresse in modo più navigato e sornione; fortemente piccato per il tiro mancino pubblicitario e propagandistico tiratogli da Renzi e dalla fondazione Big Bang in questi due giorni. Extra Moenia televisive la guerriglia del centro sinistra – davvero patetica – ha ben altri toni: il gioco sporco di Renzi è stato denunciato al garante delle comunicazioni come scorretto, in quanto ha usato mezzi esterni e al di fuori delle possibilità del candidato, e si è parlato anche di esclusione del sindaco di Firenze dalla corsa alla primarie, Renzi dall’altra parte dello stesso partito denuncia un complotto lobbistico del gota del Pd ai suoi danni (si comincia sempre così… poi si finisce con le toghe rosse), alludendo anche a brogli elettorali e scorrettezze nel sistema di voto. In poche parole Caino e Abele si scambiano i ruoli, e appena c’è una telecamera nascondono le pietre che si tirano appresso in casa, se poi qualcuno nota gli ordigni tutti sono pronti a dire che sono “confettoni di Sulmona” per la grande festa del Pd!
In tutto questo io voto Landini… già solo per la decenza e il rispetto per se stesso che ha e ha avuto nel non voler diventare un’abominevole attrazione di questo circo di fenomeni! Il mio voto sarà nullo? Quindi? Cosa cambia?     

mercoledì 28 novembre 2012

IL TRAGICO GIORNO DELL’ILVA




Taranto e Satte vengono colpite da una tromba d’aria: una gru cade in mare e il suo manovratore risulta ancora disperso. In tutto 38 feriti non gravi e anche nove bambini di una scuola elementare.
Danni strutturali al martoriato “stabilimento città” dell’Ilva, oramai al centro di una polemica interminabile. Il Decreto Legge Aia (Autorizzazione Integrata Ambientale), anticipa l’Ansa, dovrebbe entrare in vigore e quindi lo stabilimento potrebbe ripartire.
Oggi, sempre in merito al caso Ilva, il ministro dell’ambiente Clini riferisce in parlamento sulle conseguenze ambientali che si verificherebbero se lo stabilimento venisse chiuso e lasciato a se stesso. L’impatto ambientale sarebbe nullo, ma quello sulla salute catastrofico se una struttura così enorme venisse abbandonata senza un piano di risanamento. Per non parlare delle conseguenze sociali sulla popolazione che “vive di Ilva”: per le migliaia di operai e addetti  che resterebbero senza lavoro e di conseguenze per le loro famiglie. Il decreto Aia una volta attuato dovrebbe garantire un risanamento lento e graduale, ma efficace, per portare gli impianti a una soglia di sicurezza accettabile. In pieno accordo con il Governatore Vendola, che dovrebbe assumersi anche la responsabilità del processo di bonifica, Clini cerca di risolvere una situazione che rischiava di far fallire completamente il più grande impianto metallurgico d’Europa per una questione giudiziaria, il tipico malaffare all’italiana: manager e proprietari assolutamente incuranti dei loro beni pronti a spremerli fino all’osso per poi lasciarli marcire.
Ma la cosa più eclatante ce l’ha postata su Twitter il parlamentare Sarubbi del Pd… il ministro Clini riferisce in parlamento sull’Ilva in un’aula praticamente vuota! Uno degli scandali più imponenti, sia economici che ambientali, che il nostro paese ha vissuto e vive, viene totalmente o quasi ignorato dalla nostra classe politica, se non per riempirsene la bocca per far retorica… ricordiamo le uscite di Renzi tipicamente demagogiche sulla questione Ilva, solo accuse e farneticazioni ma nessuna proposta.
Sarubbi chiede fotografie del nostro Parlamento durante l’intervento di Clini, immagini che potrebbero far capire come e quanto la nostra classe politica sia assente, menefreghista e assolutamente distante dalla vita reale del Paese. Parlamentari che nonostante l’assenza percepiranno il loro stipendio comunque, grazie al codicillo “Mancia” fortemente voluto nel Ddl di Stabilità.







COSA UNISCE NAPOLITANO E MONTI?




Dopo l’intervento di Monti da Fazio mi faccio sempre la stessa domanda: cosa unisce Napolitano e Monti? Perché si sostengono vicendevolmente nonostante abbiano tradizioni e formazioni diametralmente opposte? Monti a metà dell’intervista con Fabio Fazio rivolgendosi ai politici e alle camere - in riguardo alle riforme strutturali - afferma: “vedete cosa stanno facendo?”
Lungi dal giustificare le pressioni fiscali e gli interventi di emergenza attuati dal governo, continuo comunque a chiedermi perché il Presidente della Repubblica e il Capo del Governo si spalleggino in modo così evidente. Tutto si può dire di Napolitano tranne che non possegga un vivissimo senso dello Stato, di certo può esser discutibile nelle scelte e nei metodi a volte, ma è innegabile che lo possegga. Altrettanto si può dire di Monti, che da economista poco si interessa delle conseguenze sociali degli interventi del suo governo. E’ insito nella sua formazione un approccio senza sentimenti e asettico. Da buon ragioniere l’unica sua monomania e far tornare i conti.
Quindi tanto diversi e tanto vicini entrambi rappresentano una “delusione” in termini sociali, nessuno si sarebbe aspettato che Napolitano appoggiasse senza remore un’ottusa austerità ai danni solo delle classi sociali più deboli, solo perché fiscalmente più rintracciabili.
Tornado alla frase di Monti  a “Che tempo che fa” un sospetto mi viene, ed è un sospetto che sentiamo sussurrare in giro dappertutto: nei bar, nelle discussioni da salotto, nelle lamentele comuni dopo un nuovo taglio o una nuova tassa:  Monti è stato chiamato per fare il lavoro sporco! Quello che i politici non avrebbero mai fatto, un lavoro che è stato rimandato da vent’anni e che adesso ci costa lacrime e sangue. Ovviamente Napolitano si è assunto la responsabilità storica e politica di tutto questo… ma perché non vanno oltre? Perché la loro azione di risanamento è rivolta solo ai cittadini e non anche alla casta e alla grande imprenditoria?  Quale ostacolo hanno in comune Napolitano e Monti, un ostacolo che non permette loro di poter essere finalmente equi nella distribuzione delle lacrime e del sangue? In fondo quando due anime diverse si alleano è perché hanno un nemico in comune, sono le circostanze le contingenze e le emergenze ad unirle non certo dai loro ideali diversissimi. E qui la risposta flemmatica ma decisa di Monti a Fazio nei riguardi della classe politica: “vede cosa stanno facendo?”
Cosa unisce i due personaggi se non una classe politica totalmente estranea alla realtà del paese? Ecco cosa mette insieme Atene e Sparta, Napolitano e Monti… un Parlamento e un Senato oramai affrancati dal Paese, e insieme a questi tutte gli organismi politici regionali e territoriali sparsi per lo stivale. La classe politica è l’ostacolo comune di queste due cariche dello stato così diverse per formazione, cultura e azione.
Assistiamo quasi ipnotizzati e senza rendercene conto a litigi da adolescenti  dei nostri politici - dell’una e dell’altra parte – felici di scontrarsi su piccolezze ma sempre pronti coalizzarsi senza eccezione di colori per questo o quel mantenimento o rafforzamento dei loro privilegi. Facciamo solo un esempio: per la legge elettorale non c’è un’intesa – figuriamoci una soluzione - neanche se scendessero dal cielo, ma c’è stata un’ unanimità per la famosa legge “mancia”: quella che permette ai parlamentari di percepire la “diaria” anche se fanno l’80% di assenze nelle rispettive camere. Pensiamo all’escamotage tutto parlamentare aggiunto, sempre al decreto legge sulla stabilità, per garantire comunque ai consiglieri regionali i vitalizi. Sempre parlando in termini regionali: la giunta regionale Lazio dimissionaria è riuscita senza alcun problema a spartirsi quasi 60 milioni di euro, mentre i malati di Sla hanno dovuto minacciare, e tutt’ora sono in allerta, lo sciopero della fame per vedersi garantire il diritto essenziale all’assistenza sanitaria.
In fondo la discrepanza creatasi, l’abisso che corre, tra la vita reale e quella politica ha raggiunto picchi sconcertanti, quasi surreali. Ma nessuno riesce a metter mano a tutto questo. Lo stesso Monti sembra impotente, quasi come se vi fosse stato un patto tacito tra la casta che lo ha voluto e la sua azione di governo, una cosa del tipo: “trova i soldi ovunque ma non toccare i nostri, altrimenti ti renderemo la vita difficile.”
Ma tutto questo non giustifica né cerca di difendere l’azione di questo governo a senso unico. Perché anche se nell’ipotesi che Monti e Napolitano siano impotenti nei confronti di una classe politica oramai irrecuperabile e distante anni luce dal senso dello Stato, potremmo sempre imputar loro una viltà politica che si traduce in una loro volontaria sottomissione a delle Camere oramai delegittimate dalle loro stesse azioni. Nel loro essere impotenti manifestano la poca volontà di affermare pubblicamente che sono ostaggi di un potere legislativo inetto ma sempre pronto a coalizzarsi per difendere i propri interessi e privilegi, soprattutto a discapito dei cittadini comuni. Quindi Monti e Napolitano o in un modo o in un altro sono colpevoli: o sono colpevoli perché non toccano i poteri forti per scelte personali e politiche o sono colpevoli per omissione: perché pur sapendo di essere alla mercé di una politica corrotta, autoreferenziale e indifferente non fanno nulla in proposito. 

martedì 27 novembre 2012

RENZI E LA “BERLUSCORINIPINA”



La berluscorinipina è una sostanza che – grazie a Dio – non esiste in natura, viene secreta dalle ghiandole di soggetti pseudolopolitici oramai compromessi ed è composta da un mix letale di megalomania egocentrica accompagnata da rincoglionimento acuto, legate a loro volta agli effetti collaterali di botox e materiali plastici per uso chirurgico… aggravata infine da rialzi chilometrici per scarpe! Ma c’è da dire che questa sostanza è in circolo negli ambienti politici da circa vent’anni e quindi ha irrimediabilmente compromesso l’equilibrio psicopolitico della nostra classe dirigente. Ovviamente i più deboli e “infettabili” – come sempre - sono i virgulti, i giovani politici che già da ragazzini, negli anni 80’, venivano esposti senza protezione a mode venefiche come quelle dei paninari e degli yuppies! Tutto questo per dire che temo che Renzi sia stato infetto dalla Berlusconiripina! Dopo i risultati del primo turno e la candidatura al ballottaggio gli effetti della sostanza cominciano a farsi sentire in modo acuto: il giovane sindaco di Firenze sente odore di fregatura e brogli, anche se ha sottoscritto le regole per la votazione criticando pesantemente il ballottaggio, però adesso è la più bella invenzione del mondo; chiede la pubblicazione dei risultati e questo può starci ancora.
Ma i sintomi si aggravano quando inizia a pensare di essere la soluzione ai problemi del mondo e tutti gli altri rispetto a lui sono esseri inferiori (questa si chiama “fase dell’unzione” nel processo di avvelenamento da berluscorinipina). Difatti si sente solo contro tutti, non è più in un partito che cerca di eleggere in modo democratico - bene o male - il suo candidato… bensì è l’unico eleggibile in un limbo geriatrico di inetti e accidiosi senza alcuna sostanza (fase due: megalomania accompagnata da delirio di onnipotenza). Afferma di essere il futuro anche se sembra il passato prossimo più nefando.
Difatti Gasparri che conosce bene la sindrome - e su di lui ha avuto gli effetti che noi tutti vediamo -, con occhio vigile (l’altro un po’ meno) afferma: “Renzi? Lo teniamo d’occhio!”… a parte che bisogna chiedere a Gasparri di non far battute al posto nostro… perché ci toglie tutto il divertimento! Ma il senatore del Pdl sa benissimo quanto converrebbe un nuovo affetto da sindrome di berluscorinipina nella cricca della politica italiana.. e ci marcia. Lo stesso Berlusconi (il paziente zero) trova più simpatico il giovane Matteo Renzi e ci sarà un perché, no?
Si vocifera anche di pidiellini infiltrati nei seggi delle primarie del centro sinistra… li si riconosce dal rialzo alle loro scarpe nel quale è contenuta la sostanza infettante… e anche perché si stupiscono dell’assenza di strafighe con calze a rete e tacco dodici che prendono le schede dalle loro mani e le mettono nell’urna ansimando!
Bersani cerca di ricordare a Renzi che sono le primarie di un partito, che non esiste un noi e un loro, ma Matteo spara a zero: oramai la fase tre (sbroccamento totale ed irreversibile) è cominciata e si sta cronicizzando. Renzi è oramai irrecuperabile: inizia a spararle grosse… cose del tipo: se volessi potrei fare un mio partito perché ho dalla mia il 25% degli elettori (scambiando i dati del ballottaggio per una percentuale consolidata e acquista), fa paragoni calcistici – e questo è un chiaro sintomo dell’infezione – parla di allenatori, di riserve, di calciatori… scusate… se non è BERLUSCORINIPITE questa! 

SALLUSTI NON VUOLE FAVORITISMI



Il Salvasallusti non passa al Senato… e mentre il direttore del Giornale anela “martiricamente” il carcere, l’ordine dei giornalisti festeggia rinfrancato lo scampato pericolo. Non saranno, dunque, i giornalisti a pagare con la detenzione la loro libertà di espressione e il diritto di cronaca.
Non credo che sia un caso questa contrapposizione di stadi d’animo tra Sallusti e l’Ordine dei Giornalisti, in fondo il direttore del Giornale sta al giornalismo come  Luca Giurato sta alla sintassi; infatti pur manifestando formale solidarietà a Sallusti il giornalismo italiano cerca quantomeno di conservare quel minimo di dignità ancora non intaccata da un’editoria politicizzata in vari modi e misure, sempre invadente e tendenziosa.
Sallusti a sua volta twitta il ordine di carcerazione –che scade a mezzanotte di oggi -, scrive un editoriale diretto alla procura con toni alla Dostojevski, nel quale tiene a sottintendere che questa vergogna ricadrà sulla storia della magistratura italiana per secoli e secoli e chiede ai suoi “carnefici” una cosa veloce e indolore; tenendo infine a precisare che non vuole alcun trattamento di favore rispetto ai delinquenti comuni – neanche nei confronti “dell’ultimo dei marocchini”, così scrive -, figuriamoci una commutazione ai domiciliari con la compagna Santanché. Già considerare un trattamento di favore condividere lo stesso tetto con l’onorevole piedillina la dice lunga sulla vena sadica di Zio Tibia.
Credo che la possibilità di una convivenza forzata dei due abbia preoccupato non poco il Vaticano. Se dovesse accadere la chiesa deve rivedere tutta la sua posizione sui metodi contraccettivi, perché Sallusti e la Santanché potrebbero dar vita all’anticristo.
Insomma, tutti gli ingredienti per la ricetta “Sallusti è una vittima dell’Inquisizione giudiziaria” ci sono. Un’ottima occasione per accostare la sua immagine a quella del martirio per la libertà… grazie alla quale potrà scrivere un libro, dal libro poi realizzare un film tv dove per l’occasione verrà riesumato il grande  Klaus Kinski.  



lunedì 26 novembre 2012

SILVIO: OVVERO MUOIA SANSONE CON TUTTI I FELISTEI




Berlusconi è affetto da una tipica malattia italiana: “la sindrome della prima donna”. Dopo aver sbroccato mesi fa contro tutti e tutti per poi ritrattare e promettere di creare una fondazione per la costruire ospedali nel mondo per i bambini, si è poi accontentato di ricoveri per la demenza politica, ma non prima di aver distrutto tutto ciò che ha costruito.  Innanzitutto si è messo a posto determinate cosucce – come se non fossero bastate le leggi ad personam. Paga l’università alle sue olgiettine, ha piazzato le sue guardie del corpo private nei servizi segreti, ha dotato di un gps sottocutaneo il ragionier Spinelli ed ha presieduto alla presentazione dell’ultimo libro di Vespa: “GRANDI DENTRO, Storia d’Italia dai sette nani a Silvio Berlusconi.”
Alfano ha tentato di tutto per voltare pagina nel Pdl, ma il fondatore “prima donna” del teatrino politico italiano fa i capricci nel camerino. Angelino ha inizialmente tentato di ignorarlo, poi di accontentarlo, in seguito esasperato stava per rinunciare a tutto dichiarando che se Berlusconi aveva ancora intenzione di bazzicare via dell’Umiltà le primarie del centro destra erano inutili.
Ma il “Cavaliere Osiris” non pago sbotta, allude, s’incapriccia come un’adolescente viziata e annuncia in rete un partito dal nome fantasiosissimo: “Forza Italiani”… un anno a spasso col solo pensiero di far cadere in prescrizione processi a suo carico e mi tira fuori questo obbrobrio? Il terribile sospetto che a capo del suo staff di pubblicitari ci abbia messo il Trota ti viene!
A questo punto Alfano – correndo il rischio che la compagnia di saltimbanchi si sciolga – annuncia che farà la sua strada a prescindere dalle paturnie dell’attricetta di punta. La bella  Silvy a questo punto mette gli occhialoni da sole, un dolcevita nero - che fa tanto depresso ed esistenzialista - sventola arrabbiata il suo collo di piume di struzzo prima di lasciarselo cadere sulle spalle, sbatte la porta sbuffando e infine indice un vertice a casa sua. Chiama a raccolta la crema della destra… la Santanché, La Russa e Storace… Casa Pound e Ordine Nuovo li incontrerà in settimana per fare una seduta spiritica nel tentativo di resuscitare Adolf e Goring …. Benito ha idee troppo riformiste per i suoi gusti e questo ha fatto incazzare la Mussolini che già di suo non è un fiore di campo!  
Berlusconi è un tipico Roi Soleil “de noi artri”. Uno di quei personaggi irrimediabilmente affetti da protagonismo cronico con punte stagionali di megalomania acuta – ma sempre latente quanto ingiustificata -, con deliri di onnipotenza che spesso tracimano in demenziali figure di merda - e nel nostro caso hanno raggiunto picchi di eco interplanetarie!
Silvio non riesce ad accettare un’esautorazione oramai consolidata da più di un anno fino a rendersi tanto ridicolo quanto pericoloso per l’assetto politico del paese.

LA UE NON TROVA ACCORDI PER LA CRESCITA PERO' FINANZIA LE BANCHE



L’Europa è un organismo estremamente curioso (si fa per dire). Politicamente è in uno stallo cronico ma economicamente risulta estremamente scialacquone. Mentre non ci si mette d’accordo sul bilancio settennale o per aiutare la Grecia, la bce stanzia la bellezza di 37 miliardi di euro per quattro banche spagnole disastrate dalla speculazione e puntualmente nazionalizzate dal governo di Madrid: Banca di Valencia, Novagalicia, Catalunya Caixa e Bankia saranno gli istituti che beneficeranno di questo finanziamento a pioggia - la cifra definitiva sarà di intorno a 42 miliardi di euro, perché un fondo a parte sarà disponibile anche per banche non nazionalizzate che vorranno aumentare i loro capitali con “fondi pubblici”.
Questo finanziamento non risulterà indolore per le casse europee – visto che la moneta viene acquistata con tassi di interesse dalla stessa  banca centrale comunitaria- e peserà ulteriormente in un continente che conta la bellezza di 80 milioni di abitanti ai margini della soglia di povertà e circa 27 milioni di disoccupati.
I tagli alle spese, le riforme sociali e le politiche di occupazione vengono puntualmente bocciate, sino ad essere fonte di scontri in fantomatiche riunioni notturne a Bruxelles, ma le lobbie finanziarie riescono sempre a spuntarla facilmente. Ovviamente il ministro dell’economia spagnolo  Luis de Guindos annuncia con estrema soddisfazione, dalle pagine de El Pays, questo “rifornimento bancario” che farà respirare la finanza spagnola ma forse un po’ meno l’economia reale del paese.
In neanche ventiquattrore la comunità europea smentisce le parole di ottimistiche del Presidente Monti durante la trasmissione di Fazio. L’Europa sembra non essere assolutamente disposta a cambiare rotta, né il suo metodo, oppone resistenze nel voler abbandonare quel costume finanziario e speculativo che è stato causa della cronicizzazione di una crisi economica che non abbandona il continente da oramai quattro anni. Il Governo europeo dimostra così di essere un organo impotente e incapace in temi di politica economica e di rinnovamento delle regole finanziarie, e – come se non bastasse - totalmente asservito ad un sistema finanziario-speculativo che è in grado di muovere enormi capitali per foraggiare facilmente e in qualunque modo esclusivamente se stesso. 

RENZI E BERSANI,OVVERO INSIPIENZA O TORMENTO?



Ballottaggio tra una tradizione difficile e scomoda e l’insipienza, così si può definire il confronto tra Bersani e Renzi che deciderà domenica prossima il futuro del progressismo italiano.
Bersani cerca di definire un processo di evoluzione nato con la fondazione del Pds di Occhetto, mentre Renzi volutamente ignora la storia politica di questo Paese aggrappandosi ad un ideale di Partito Democratico di stampo statunitense che è valido e ammiccante solo da un punto di vista di immagine. Renzi non è il nuovo che avanza ma il passato che non si conosce. Renzi non sa a cosa appartiene, e la sua non è ignoranza ma, appunto, insipienza… e la distinzione non è sottile. L’insipienza non consiste semplicemente nel non conoscere una determinata cosa ma è caratterizzata da un preciso atto di volontà, e cioè quello di “non voler” conoscere qualcosa. Il sindaco di Firenze rifiuta il passato – dove gli appelli “rottamatori” rappresentano solo un’invenzione di propaganda populistica tanto grezza quanto efficace – e può permettersi di rifiutarlo grazie al suo appartenere ad una generazione che non ha saltato a piè pari il suo retaggio. Renzi è il rappresentante una nuova ma copiosa razza col pedigree tutto da scrivere… i cui geni hanno provenienze disparate, confuse e indefinibili… dove la conoscenza della storia delle idee politiche del nostro Paese è fumosa e labile, composta da una miscellanea di  tradizioni apprese a morsi e messe insieme in un solo piatto masticate e mal digerite. La nostra generazione è quella che ha conosciuto in termini storici e politici il revisionismo, che ha visto la borghesizzazione dei refusi anonimi di quella “meglio gioventù” autodilanianta non dalle ideologie – questo sia ben chiaro – ma dall’esasperazione ideologica, spesso strumentalizzata e utilizzata, sia in passato per fare i “lavori sporchi” e sia nel presente per svuotare di ogni contenuto ideologico l’azione politica contemporanea.
 Apparteniamo a quella generazione che ha visto, senza comprenderla, la veloce e sommaria conversione del comunismo ad uno pseudoliberalismo progressista che da rosso acceso è divenuto arancio, o che al massimo si è riparato dietro alla battaglia ambientalista o quella della difesa dei diritti delle nazioni del terzo mondo; ma solo pochi si sono poi realmente votati a queste impegnative scelte ideologiche: la maggior parte di noi se ne è sempre semplicemente vestita per “apparire” comunque – in un modo indolore e conveniente - comunista (di Gino Strada, di medici senza frontiere, di attivisti pacifisti, di insegnanti anonimi e convinti che abbandonano tutto per le loro idee non è affatto pieno il mondo; ma tutti ci identifichiamo in questa minoranza che è sempre nel giusto per sentirci un po’ i salvatori del mondo) . Ecco cosa è Matteo Renzi, egli è tutto questo e “niente di tutto questo”. Egli è un confuso che gradisce ignorare perché trova più conveniente un “ruolo” rispetto ad una posizione; e in questo ultimo ma significativo aspetto il giovane candidato rientra a pieno diritto nella tradizione politica italiana, ricca di bocca ma povera di sostanza.
Bersani, au contraire, da favorito si ritrova ad esser costretto a far convivere e a far conciliare troppi aspetti che lo possono portare ad una  paralisi in termini di azione di governo. Il segretario del Pd deve guardare al suo passato e, contemporaneamente, affrancarsene; Bersani deve cercare alleanze un po’ dappertutto: deve mantenere e difendere un’identità facendo comunque l’occhiolino ai moderati, ai centristi dichiarati e capricciosi, ai cattolici riformisti e invadenti. Il suo compito è  pericoloso nel “Paese delle Poltrone”, dei clientelismi radicati, dei favori necessari. Bersani rischia di trasformarsi in un impotente politico che ha tra le mani uno strumento tanto enorme quanto inutile perché macchinoso e malfunzionante.
Comunque vada domenica ci ritroveremo a fare i conti con un futuro difficile e tutto da riscrivere: sia che vincerà l’insipienza di comodo o la tradizione “zavorra” sarà sempre un’incognita.  

domenica 25 novembre 2012

ROTOCALCO DEL DI' DI FESTA!




Le primarie del centro sinistra stan facendo il botto! Si parla di un’affluenza record: più di due milioni e mezzo di votanti. File ai seggi e addirittura a Firenze c’è una ressa da concerto dei Pink Floyd. Domani invece assisteremo alla solita scaramuccia dei numeri sui vai quotidiani e sui vari mezzi di informazione, più o meno schierati: solo in Italianistan la matematica è un’ interessata opinione. C’è chi sparerà cifre astronomiche, chi le ridimensionerà notevolmente, chi dirà che le primarie saranno domenica prossima e griderà all’alto tradimento…ognuno insomma costruirà la sua perniciosa realtà come sempre accade.Intanto Berlusconi tiene sulle spine il suo vecchio partito. Ha capito che minacciare di restare conviene molto più che prendere una decisione netta e risoluta. Se qualcuno della sua vecchia cricca dice o fa qualcosa che non gli piace gli basta dire che torna e tutti lo accontentano.Anche Fede ieri ha presentato il suo partito “Vogliamo Vivere” al teatro Nuovo di Milano. Il battesimo del VV è andato deserto… Fede si è consolato nella sala Bingo accanto e ha perso il partito al gioco dopo quindici minuti.  Intanto in Europa accade di tutto: la Catalogna al voto per il rinnovamento del parlamento regionale registra un’affluenza quasi plebiscitaria… e il presidente nazionalista Artur Mas con il suo partito Convergenzia i Unio conquisterà probabilmente la maggioranza assoluta… se ciò accadesse nel giro di due o tre anni questa regione realizzerà un referendum per sancire l’autodeterminazione e l’indipendenza dalla Spagna; cosa che preoccupa non poco l’assetto dell’eurozona.Infine la Bce e la Fmi tentano il tutto per tutto nel tentativo di salvare la Grecia. La loro proposta è tanto drastica quanto disperata: dimezzare il debito di Atene per salvare l’euro. I due organismi chiedono ai paesi creditori di portare il debito pubblico greco dal 144% al 70%! Naturalmente contraria la Germania che al limite sarebbe disposta a diminuire gli interessi di qualche punto. Strano notare due cose: quanto sia necessaria la presenza della Grecia per la sopravvivenza dell’euro – cosa negata solo pochi mesi fa – e quanto la Germania abbia più a cuore il suo credito rispetto alla salute della Comunità a cui appartiene per Costituzione Europea! Insomma mentre noi nel giro di un mesetto sapremo appena quali “spiranti leader” si contenderanno il governo di questo paese… l’Europa non ha ancora deciso di quale morte morire, però una cosa è certa: le sue ultime parole saranno in tedesco. 


OGGI E' UN GIORNO DI FESTA E NON CONOSCIAMO NESSUN ROBERTO GIACHETTI.



“Oggi è una festa” dice Bersani riferendosi al tanto agognato giorno delle primarie; si fa fotografare con la famiglia in versione casual – in pratica un Obama semi pepponiano che persino la penna di Guareschi non avrebbe potuto immaginare! Renzi intanto mette il vestito della domenica corredato da scarpine ortopediche – quelle bianco lucide con i due occhietti, sempre in coppia con i calzini traforati a mezza caviglia. La Puppato è lì, silenziosa… con quella classica espressione interdetta che comunica questo stato d’animo: “Mi hanno detto che devo stare qui. Volevo fare spese con la famiglia… non ci sono venuta mi ci hanno mandata!” Tabacci è convinto di trovarsi al congresso della Dc (e la cosa non è da escludersi) e Vendola percepisce anche un bonus di voti: dopo il regalo che Brunetta gli ha fatto da Santoro dandogli espressamente dell’ “invertito” in diretta! Paradossale la cosa, visto che se trapiantassero il cervello di Brunetta ad una rana il malcapitato anfibio comincerebbe a saltare all’indietro!   
E mentre tutti – a modo loro – fan festa un deputato del Pd fa “volontariamente” la fame! Roberto Giochetti ha iniziato lo sciopero della fame 83 giorni fa per protestare contro la mancata riforma della legge elettorale! Tutti si riempiono la bocca per cambiare il porcellum ma nessuno ci mette veramente mano. Il Pd in fondo non lo disprezza poi così tanto come un tempo: la deriva del Pdl e il favore schiacciante nei sondaggi gli fan sembrare quella scandalosa legge molto più conveniente e appetibile – anche se l’outsider Grillo può mettersi di traverso raccogliendo tutti i voti dei reazionari delusi da una destra agonizzante. Monti e la sua accolita composta da industriali cool, finiani e casiniani attend-opportunisti punta a sostituire il vuoto che sta lasciando il centrodestra-, anche se non lo ammette giocando la carta della indiscussa competenza e specchiata  integrità(la faccia è tosta). Il Porcellum fa comodo un po’ a tutti quindi… e Roberto Giochetti lo ha capito… e ne ha avuto anche le prove non ricevendo alcun segnale dal suo partito, se si esclude una telefonatina di Renzi che dopo ha pensato di mandargli anche il video della sua campagna elettorale. Alla fin della fiera Giochetti resta lì, deperito e arrabbiato… l’unica consolazione è la foto che vede Bossi, Calderoli e Borghezio abbracciati… istantanea che lo aiuta ad alleviarlo dai morsi della fame. Uno  spettacolo del genere schianterebbe anche il più vorace e coriaceo verme solitario!

sabato 24 novembre 2012

E’ TORNATO BRUNETTA… ITALIANISTAN CAPUT IMMUNDI!


Dopo un lungo silenzio dove nessuno di noi si è lamentato è riapparso in televisione Brunetta, e non ci ha delusi. Renato Brunetta è una calamita naturale per le figure di merda.  Farebbe milioni se mettesse a frutto questa capacità. Avete qualcuno da sputtanare? Mettetegli in tasca un Brunetta: pratico, comodo, tascabile, inesauribile – unica pecca perde forfora che puzza di piedi!
In confronto il ministro Fornero è Kissinger! Ed è tutto dire!
Ieri durante un faccia a faccia con Vendola nella trasmissione di Santoro ne ha sciorinata una delle sue: ad un’obiezione di Nichi, Renato si infervora e il Presidente della Puglia gli chiede di non scaldarsi, di non incendiarsi…. ecco che Bruny tira la cazzata dal cilindro (nel quale peraltro comodamente risiede) rispondendo: “No, sei tu che ti ecciti in maniere diverse! Io mi eccito normalmente!” Ma questa “chicca” è il coronamento della carriera di Brunetta – anche la sua fine se non fossimo in Italianistan!
Perché, caro ex Ministro Brunetta… gli omosessuali come si eccitano? Crede forse che gli si irrigidiscano gli alluci e per questo amano le infradito? Oppure sono le cartilagini delle orecchie? Veda che gli omosessuali non sono ferenghi!
Ora mica tirerà fuori che ha tanti amici gay? O peggiorerà le cose dicendo che tutti i suoi cari amici omosessuali di fantasia – il Lubi, il Bubi e il Tibi-  sono molto più sensibili delle “persone normali” e hanno ottimi gusti nel vestirsi e nell'arredare casa?
Inizio ad avere qualche teoria sulla prolungata assenza di Brunetta dalle scene televisive: la prima è traumatica e quindi spiega il peggioramento delle sue condizioni: è rovinosamente precipitato nel vuoto per non aver visto lo scalino di un marciapiede. La seconda è che ci ha messo un anno ad uscire dai rilievi di un tombino di ghisa scambiandolo per un labirinto. Entrambi plausibili… anche contemporaneamente.

Ma io non riesco a spiegarmi come fa quella povera donna di sua moglie ad accettare quel suo carattere supponente e presuntuoso – ora anche omofobo! Ma la povera donna ha perso una scommessa? Avrà una vita straziante, anche se agiata. Temo che tra qualche tempo esasperata farà una follia imitando Veronica Lario… forse leggeremo sui rotocalchi di pettegolezzi questo titolo: “La moglie di Brunetta è ferocemente attanagliata dal dubbio che suo marito sia cornuto!”




BERLUSCONI NON TRAPASSA:ALFANO TENTA LE DIMISSIONI ASSISTITE


Sabato infuocato e non solo per le strade di Roma che vede nuove manifestazioni che saranno puntualmente boicottate e sminuite dagli organi di informazione.
E’ guerra aperta anche in via dell’Umiltà. Il Pdl è oramai allo sbando e la frattura si prospetta insanabile e radicale. Alfano dichiara che se ci presenteranno alle primarie candidati indagati lui rinuncerà alla corsa. Un’affermazione sensata, che cerca di affrancarsi dal passato adeguandosi al clima – soprattutto un’affermazione che taglia le gambe a Berlusconi… che già non è alto di suo. Il  Cavaliere si sente escluso (proprio questo Angelino voleva ottenere) e stamani annuncia la fondazione di un nuovo partito, in pratica preferisce tentare pietosamente di ricreare il passato piuttosto che ritirarsi – ma non c’è bisogno di sottolineare che Berlusconi non è, non è mai stato e mai sarà Numa Pompilio!
Proto, sino ad oggi uno sconosciuto e anonimo playmobil pidiellino… dopo esser stato inquisito dalla procura di Milano per truffa e aggiotaggio, sfida Alfano candidandosi comunque alle primarie- forse è un figlio illegittimo del torello dell’olgiata! Ha la sua stessa faccia di bronzo.
 La Santanché – anche lei in corsa perché assolutamente priva di quel sentimento che tutti noi umani conosciamo come senso del pudore – risponde indirettamente al figo del Bigoncio dichiarando che non devono essere i Pm a decidere i candidati. Cara Santanché, non sono i magistrati a far la cernita ma il codice Penale e quello di Procedura penale, due testi che vengono puntualmente ignorati come il libro di ricette della Parodi.
Alfano tenta quantomeno una separazione consensuale dichiarando diplomaticamente – ma con poca convinzione - su Twitter che Berlusconi è stato ed è un perseguitato della magistratura, intanto è riuscito a prendere le distanze dallo scomodo e ostinato fondatore del suo partito, oramai improponibile ed anacronistico visto il vento che tira.
   



venerdì 23 novembre 2012

PAROSSISMI E COMPULSIONI MADE IN EUROPE!


Monti è in piena fase di negazione! Nonostante due vertici fallimentari dei paesi europei – il primo sulla Grecia e il secondo sui programmi di bilancio – il nostro Presidente del Consiglio si dice parzialmente ottimista. Mario applica alla lettera il vecchio detto “nessuna nuova, buone nuove”. Nulla di fatto? Tutto si può fare. Anche se con metodi meno eclatanti e pagliacceschi, Monti ha aderito alla tattica berlusconiana: negare, negare e negare sino allo stremo; e anche se si sprofonda nelle sabbie mobili bisogna avere la prontezza di affermare con lucida e rassicurante sicurezza che si stan facendo delle miracolose sabbiature. “La proposta di Van Rompuy” – sottolinea il nostro bocconiano – “va nella nostra direzione, ma i progressi non sono ancora sufficienti!” Io non so come funziona il processo cognitivo di Monti ma vorrei ricordare che il vertice di ieri è fallito! Si è risolto in un nulla di fatto! La domanda dunque è: perché mentre  Van Rompuy  si fascia la testa Monti parla di soddisfazione?  Ricordiamo che la bozza presentata dal presidente del Consiglio Europeo Van Rompuy – meglio conosciuto come Mr. euro – prevedeva una riduzione dei tagli su coesione e politiche agricole, sul piano di sicurezza e sui progetti per linee di trasporti europei, nonché tagli anche ai programmi scientifici. Insomma una serie proposte di crescita sconclusionate e senza un filo comune che rosicchiano 75 miliardi di euro sforbiciando alla rinfusa nel “mare monstrum” europeo. Nulla di programmatico quindi e tutto molto sbrigativo – in pratica Van Rompuy non ha fatto i compiti a casa e si è ridotto ad arrangiarli, alla buona e scopiazzando qui e la, in cinque minuti davanti i cancelli della scuola poco prima della campanella.
Nonostante l’evidente empasse continentale il capo del Governo tecnico di questo paese ribadisce cauta soddisfazione e ottimismo e si prepara per un Natale per lui certamente più sereno di quello della maggior parte dei cittadini che governa; infatti tutto il carrozzone europeo ha rimandato a gennaio 2013 ogni decisione sul suo futuro.
Il nostro Monti non sa più che pesci prendere per promuoversi e si riduce a negare l’evidenza? Perché insiste a negare un fallimento costosissimo e a proteggere una proposta di crescita di Mister Euro che Rajoy ha definito “inaccettabile” nonostante la Spagna sia in condizioni peggiori delle nostre? Intanto ha comprato le palle per l’albero di Natale… poi si vedrà!



PER LA POLVERINI E PER LA EX GIUNTA DEL LAZIO VIGE LA LEGGE DEL MENGA!



Sergio Rizzo fa di nuovo centro. Ieri sul Corriere della Sera ha scoperchiato il Vaso di Renata! Il governo uscente del Lazio prima di accomiatarsi ha approvato una serie di delibere “spartifondi” dai numeri sconcertanti. Approvate, ad esempio, delibere sui piani urbanisti e immobiliari che permetteranno ad amici, parenti e affini di poter utilizzare fondi per costruire, ristrutturare e “ridestinare” un po’ qui e un po’ la nel circondario. La longa mano della violenza urbanistica – e il Lazio è un territorio tutt’altro che vergine - toccherà comuni come Sutri, Bolsena. luoghi strardonari. Vedremo stanziare fondi per far sorgere nuovi centri commerciali nella ex zona industriale di Castel Romano – tutto merito di del Vicepresidente Ciocchetti. Si sborseranno 33 milioni di euro per realizzare un cinema e un teatro a Frosinone – con ogni probabilità si resusciterà Palladio per una cifra del genere, altrimenti non si spiega. Straordinario il tempismo con cui si è cercata di salvare la società di trasporti regionale Cotral con uno stanziamento fiume d’emergenza di 28 milioni di euro e una nuova tranches di assunzioni   – il problema è che la società era sull’orlo del fallimento da quasi un anno, ma adesso può assumere la bellezza di 3650 dipendenti.Ricapitalizzata – ovviamente – anche la società per le Autostrade per il Lazio, dove la regione partecipa al 50%, tanto da permettere al  Presidente Cefori - ex consigliere regionale per il Popolo delle Libertà - di percepire un mensile di soli 5.760 euro. Ma i furbetti della legge del Menga hanno pensato anche al bene dei laziali: innanzitutto hanno approvato uno stanziamento per le spese sanitarie del Lazio di circa 37 milioni di euro (per varie strutture sanitarie compresa la costruzione di asili nido “prefabbricati” nel viterbese che costeranno la modica cifra di 5 milioni di euro),  ma di questi 37 milioni solo sette sono a carico della giunta uscente, gli altri 30 saranno a carico del prossimo governo laziale.Rizzo ricorda anche la fondazione Romaeuropa che ha ricevuto 125.00 euro per il Digitalife, a cui vertici ci sono la stessa Polverini e Letta, nonché il palazzinaro Scarpellini, il proprietario delle residenze dei Senatori.Ma il massimo del massimo sono gli incentivi per i dipendenti della giunta regionale. Rizzo ricorda che questi incentivi sono basati – grazie ad accordi sindacali - sul sistema valutativo: cioè i dipendenti per poterne beneficiare devono raggiungere almeno la sufficienza su una scheda di valutazione e produttività. Ma su queste schede di valutazione la sufficienza è il voto minimo, quindi tutti ne beneficeranno.Riporto in seguito a mo di elenco la distribuzione degli altri spiccioli dei contribuenti che verranno felicemente spartiti per evitare a questi signori la fame:
1)   euro 20.000 per l’associazione MetaMorfosi
2)   euro 30.000 per la settimana degli sport acquatici (federazione italiana nuoto)
3)   euro 442.000 per la cooperativa edilizia  Azzurra (Nettuno)
4)   euro 1.450.000 per il museo delle vittime del terrorismo e delle 
stragi
5) La più eclatante: previsto uno stanziamento 18 milioni di euro - a carico della giunta futura - per promuovere la "Strada del Vino di Latina"... sembra assurdo, ma tutto si spiega... perché parte dei fondi serviranno per la costruzione di un Teatro. Quindi i "conti tornano(si fa per dire)!" Scala di Milano sei avvertita ....Trema! 

 Per una visione più completa ed esauriente rimando all’articolo di Sergio Rizzo.   


giovedì 22 novembre 2012

BESTIARIO QUOTIDIANO



Sintetizzare questa giornata apre le porte ad un piacere viziato, quasi oppiaceo… e solo coi fumi venefici prodotti da quello che succede in questo paese si può lavorare di fino con la perversione delle menti che lo governano.
Il patto di stabilità passa, passano anche decreti e “de-cretini” che salvaguardano il carrozzone circense della Casta. Il Salvasallusti è un mostro multiforme che ha raggiunto la sua evoluzione definitiva: I direttori non vanno in galera! Solo i giornalisti! Quindi Sallusti, Belpietro, Feltri e Ferrara possono sparare a zero nei loro editoriali ma i giornalisti che riempiono le loro testate – spesso con una qualità superiore rispetto alle  invettive dei loro direttori tanto povere quanto perniciose – andranno in carcere!  La sinistra ne ha fatto una battaglia ideologica ma il voto – puta caso – di Pdl e Lega l'hanno sconfitta! Chissà perché la sinistra italiana tende a perdere sempre le battaglie che non gli conviene vincere. La Finocchiaro dopo la sconfitta ha affermato che il salvasallusti è uno scempio ma ci sono cose delle priorità incombenti, cose più importanti  da fare… quindi - per adesso - “apparentemente contrita” ha dichiarato forfait. Tutti d’accordo invece per il benefit d’indennità per i parlamentari  – cifre che vanno da 50.000 a 150.000 euro a seconda del territorio di competenza. Questa battaglia l’hanno vinta… forse perché tutti non l’hanno combattuta?  
La storia d’amore tra Renzi e Bersani è al suo acme: Bersani, con gli occhi a cuoricino, dichiara che se non fosse certo di andare al ballottaggio voterebbe per Renzi! Pierluigi… non essere ipocrita! Mostra il vero fair play alla romagnola! Se davvero ami Matteo portalo ad una festa dell’Unità – dubito che il pupattolo ne abbia visto una – e offrigli una piadina… fagli mangiare quelle mezze pagnotte di una volta, quelle che tracimavano di broccoli e salsiccia che se non le digerivi in tre giorni eri fascista! Renzi a sua volta si fa beccare in un fuori onda radiofonico mentre parla di amici da piazzare in parlamento… la rottamazione – quindi – serviva solo per il posto auto? Si sveglia anche la Bindi che definisce il sindaco di Firenze un giovane cresciuto nel ventennio berlusconiano! In effetti.. si può dar torto alla Bindi? L’anagrafe ci inchioda tutti! Renzi risponde che il vero partito democratico è Obama non la Bindi! Ma anche tu Matteo... non sei il sindaco di Boston! E poi gli Usa non sono tutti rose e fiori (se dici così non  ti rendi conto di dar ragione a Rosi)… anche se l’Italia in termini di democrazia è paragonabile un seme caduto nel cemento armato di pessima qualità  degli anni 60’!
Le Primare del Pdl si terranno invece il 16 dicembre – e non il 25... giorno del compleanno dell’Unto -, i candidati sino ad ora oscillano tra i 12 e i 216. Scilipoti e Brunetta faranno gli scrutatori passando le schede direttamente dall’interno delle cassette!  

Formigoni vede una luce nella Ville Lumière....ed è subito UFO!



Formigoni a Parigi scambia il riflesso di un lampione per un ufo… e il comitato dell’Expò – per sicurezza - prima di stanziare altri finanziamenti chiede una perizia psichiatrica per l’ex governatore della Lombardia. Esclusa l’ipotesi che si trovasse lungo la via per Damasco l’illuminato “magliaro lombardo” deve mettersi in saccoccia tutta l’ironia della rete. La cosa più sconcertante è che dopo aver messo la foto su Twitter – e sottolineo LA FOTO - dello pseudoevento extraterrestre chiede ai suoi contatti se secondo loro “si stesse muovendo”! Certo Formy! Se shakeriamo lo schermo del pc sembra che fa anche su e giù! La pallida speranza che venisse “assunto in cielo” perché è stato sputtanato in terra è sfumata in una delusione generale rallegrata solo dalle dissacranti battute della rete. Dopo l’Unto – Signore e Signori - l’Illuminato (ex in Celeste) … Una prece! Dobbiamo tenercelo, neanche per gli alieni è un soggetto interessante! Anni Luce buttati!

   

C’E’ NEBBIA SULLA MANICA… L’EUROPA E’ SOLA!



Non si placa la diatriba tutta economica tra i Paesi della comunità europea. Stasera il vecchio continente si riunirà per decidere il prossimo bilancio settennale (2014-2020), l’ultimo non è che sia stato rispettato né ha previsto – o quantomeno arginato - una crisi che ci portiamo dietro oramai da 4 anni. “La riunione di Bilancio sarà lunga”, avverte Rompuy, “meglio munirsi di qualche camicia in più”! Infatti le cose saranno tutt’altro che facili visto il trattamento riservato alla Grecia solo la notte scorsa, opportunamente sedato dalla Merkel che esclude un esonero del paese ellenico dall’eurozona, anche se di soldi neanche a parlarne per adesso nonostante la Grecia abbia rispettato tutte le richieste della Bce sino a disossarsi!
Gli eurottimisti dovranno placare molti scetticismi: a partire da quello della Francia che desidera un maggiore impegno sociale e di crescita dal basso – creando nuove opportunità di lavoro e benessere collettivo. Ma un po’ tutti i 27 stanno cominciando a credere che ciò che spendono, sia in termini economici che sociali, è nettamente superiore a ciò che ottengono da Bruxelles
L’Italia è silenziosa! Il Bel Paese è il primo della classe: non fa domande e fa sempre i compiti a casa. Nel nuovo accordo con le parti sindacali il Governo Monti promette: se c’è più produttività abbasseremo le tasse!... che è un po’ come dire a un torturato: “se parli non ti strappiamo tutte e dieci le unghie… solo cinque!” Magra consolazione quando il problema - dopo quello della pressione fiscale - è una capacità di acquisto ai minimi storici, ed è difficile immaginare che un fantomatico aumento di produttività corrisponda a una maggiore volontà di spesa… e, di conseguenza, ad una ripresa effettiva dell’economia. Poi ci si stupisce se la Cgil non firma!
La nazione più indisciplinata dei ventisette allievi della Comunità Europea è la selvaggia Gran Bretagna… da sempre scettica e critica – non le si può dare tutti i torti. Sempre premurosa e guardinga, Londra evita e critica pesantemente le manovre a sostegno dei paesi in difficoltà, prendendone puntualmente le distanze - infatti non ha firmato il Fiscal Compact - e pone spesso il suo veto sulle discipline di bilancio europeo. L' Inghilterra serve poco all’Europa ma l’Europa serve ancora meno al Regno Unito, infatti secondo un ultimo sondaggio il 56% dei britannici sarebbe favorevole all’uscita del proprio paese dalla comunità europea oramai percepita come una zavorra ai piedi della Germania. Con questi presupposti quello di stasera più che un vertice sul bilancio sarà un summit sul futuro della Comunità Europea così come la conosciamo: da quattro anni in crisi, economicamente disastrata e  mai così divisa seppur nominalmente unita da una moneta pronta a frantumarsi ad ogni piè sospinto

http://it.reuters.com/article/topNews/idITMIE8AL01E20121122

mercoledì 21 novembre 2012

SCILIPOTI E LA DIMETILRIPTAMINA



Il programma della Parodi su La7 è nato sotto una cattiva stella. Una settimana fa Formigoni voleva far menare la giornalista dalla sua addetta stampa, stasera Scilipoti scirocca di brutto e vaneggia in collegamento video al CristinaparodiLive! Il migrante trasformista più ridicolo della politica italiana – e questo bisogna riconoscerlo in quanto la concorrenza è feroce – ha affermato di aver salvato l’Italia – o di aver tentato di farlo – quando dagli scranni dell’Italia dei Valori è passato alle poltrone del Pdl! Il suo è stato un sacrificio necessario per la patria, un immolarsi affinché il paese non cadesse nelle mani della speculazione finanziaria – almeno io questo ho capito traducendo dallo scilipotese all’italiano! Alla fine della dichiarazione si assiste al picco d’acido quando Scilipoti accosta la sua azione politica a quella di Saragat! E’ ovvio che Domenico qualcosa ha assunto… altrimenti non si spiega.
Caso ha voluto che proprio oggi è stato arrestato all’aeroporto di Ancona un trafficante di dimetiltriptamina, sostanza psicogena usata da secoli da sciamani brasiliani per avere allucinazioni di vario tipo. Il trafficante si è definito un “consulente religioso” - beh chi più di lui può far vedere la madonna un po’ a chiunque?  
Secondo me le due avvenimenti sono collegati: Scilipoti ha preso il suo bottiglione di dimetiltriptamina e se l’è finito prima di andare dalla Parodi  – e il guaio è che gli hanno arrestato anche il “consulente religioso” di fiducia. Da ciò si può dedurre che mentre era in diretta su La7 gli sarà apparso uno sciamano brasiliano che gli avrà suggerito il delirio al quale abbiamo assistito – e bisogna ammettere che a Jim Morrison veniva meglio.
Ma la cosa che più mi preoccupa non è il grado di dipendenza da acidi del nostro pidiellino dell’ultima ora… ma che adesso in Brasile c’è uno sciamano che vede Scilipoti!


TRISTI CRONICI!



C’è chi lavora nel caos! C’è chi - come il saggio che aspetta sulla riva passare il cadavere del suo nemico – si crogiola nella bagarre generale come un maiale nel fango.
Le primarie del Pdl sembrano il primo giorno dei saldi: si candida la Meloni, esce la Mussolini, ignorano la Lancia, entra Proto! Ma soprattutto… chi è Proto? Insomma il Pdl è un porto di mare! Infatti Bartolini abbandona il partito dichiarando che Berlusconi è lo Schettino del Popolo delle libertà… ed è ora di calare le scialuppe per salvarsi. Si prospetta un nuovo esodo trasformista come quello che coinvolse la Dc e il Psi dopo tangentopoli? In fondo i topi quando scappano da una nave che affonda ne cercano un’altra: una petroliera, un peschereccio, una chiatta, anche una zattera va bene per i primi tempi, basta che si rosicchi!
A sinistra le cose non vanno meglio: Renzi prima è  pro Tav poi ci ripensa (chissà quanto l’ha influenzato la sentenza della Corte dei Conti francese), manda allo scasso Veltroni, poi gli vuole rifare motore e carrozzeria. Bersani depresso non ha più nuove idee per perdere, per quanto si sforzi corre il rischio di andare al governo. Non gli resta che scippare qualche anziana alle poste! Tabacci - al quale è stata dedicata una statua alla stazione Termini, solo che al posto del nome è stato inciso il suo nickname: GiovanniPaoloII – vuole dimostrare che è di sinistra: ha la canottiera rossa con la faccia del Che – che non cambia da aprile - e afferma che il centro è stato distrutto dall’ attendismo di Casini.
Tabacci!? Ma lei ha fatto la cresima con Casini! Fino a pochi mesi fa facevate le vacanze in camper insieme, andava a trovare puntualmente tutte le sue mogli, sempre con il dovuto rispetto. Che è successo ora? Caro Bruno, lei sa meglio di me che il centro non morirà mai in questo paese. Il fantasma della Democrazia Cristiana è come il debito pubblico: non ce ne liberemo mai ma un po’ tutti ci marciano!
Vendola non presenta un’idea neanche sotto tortura, figuriamoci un programma! Ha sparso la voce in giro che il programma è pronto ma è pieno di “S” quindi lo vuole esporre in aramaico per essere più chiaro!
Intanto nel buio della sua bara tappezzata con i logo delle agenzie di rating Monti si frega le mani!  Dopo aver strappato la lingua alla Fornero, Mario prepara la sua vittoria alla chetichella: chiama Montezemolo e Fini – Casini serve il dessert e il digestivo – e  pianificano il futuro di questo Paese.
Montezemolo – che è un creativo nato – ha già pensato ad un conio celebrativo per il Monti bis: su una faccia del nuovo euro sarà rappresentato Italo che sfreccia nelle terga di un’Italia prona, nelle vesti di Pallade Athena; nell’altra si vedrà impresso un rattrappito Eracle con le fattezze di Monti che strozza lo spread sotto forma di Idra! Bellissimo! Navis aut Caput?  

MONTI E LA SINDROME DELLA NEGAZIONE



Monti, scorrazzando per il Golfo Persico in cerca di “compratori” che ancora si ostina a chiamare investitori, tiene a precisare che l’Italia non solo è un paese stabile finanziariamente ma che il peggio è passato e anche se la famosa luce in fondo al tunnel non si vede, il tunnel se lo sta arredando con mobili Ikea. La cosa strana è che il Presidente del Consiglio non tiene conto di ciò che sta accadendo in Europa. Solo ieri Moody's – la più importante agenzia di rating – toglie alla Francia la tripla A, forse per il timore che un governo di sinistra possa azzardarsi a fare politiche sociali a discapito del debito pubblico accumulato in questi anni - un po’ di terrore finanziario rimette tutto al suo posto e calma i desideri di sovranità dei debitori, piccoli o grandi che siano – e oggi si ha notizia che la Germania fa saltare l’accordo per sostenere la Grecia. In fondo Berlino teme che il paese che ha dato vita alla civiltà da queste parti – e in occidente in generale - sia un secchio bucato – in poco tempo l’Europa ci ha già rimesso 15 miliardi di euro che non rivedrà -, un debito pubblico arrivato al 170% e destinato a lievitare sino a diventare incolmabile è preoccupante per chi sin dal 2010 ha cercato di specularci sopra, ma erano solo due anni fa; strano che nessuno abbia messo in conto un’ipotesi del genere visto che eravamo già in piena crisi.
Dopo una riunione finita alle 5 di questa mattina  il premier greco Antonis Samaras  esce sconfitto: i 44 miliardi di euro promessi non li avrà! Ma Samaras ci riproverà lunedì.
Senza saper né leggere e né scrivere non sembra che le fiamme in tutta Europa siano state spente e la catastrofe finanziaria evitata, come sosteneva solo ieri il nostro Monti, ancora corteggiato dal Gota finanziario mondiale che lo vorrebbe vedere ancora Presidente del Consiglio di questo paese. Credo che Monti sia in piena fase di rimozione e negazione… sarà il vento elettorale che inizia a soffiare?


martedì 20 novembre 2012

Amarcord:SI STAVA MEGLIO NELL'EDEN!



Cominciamo col dire che il paradiso perduto, o Eden, è un mito, quindi partiremo con la convinzione che le cose non siano andate così. Ma noi moderni crediamo che solo da poco questa leggenda sia ritenuta assurda dalla scienza ufficiale. Ma non è così, fin dai tempi più antichi tutti avevano compreso che il giardino dell’Eden era qualcosa di impossibile, e sapete perché? Perché l’uomo e la donna ne facevano parte e il loro rapporto non poteva certo essere edenico o idilliaco.

Prima osservazione. Dio crea l’uomo e l’uomo inizia a sentirsi solo.

Basterebbe già dire che se il paradiso terrestre fosse stato un posto perfetto l’uomo creato da Dio non avrebbe avuto ragione di sentirsi solo. Tutto era perfetto, no? Perché complicarsi le cose?
L’uomo era lì, in un luogo perfetto… nudo… ah, nudo come il boss lo aveva fatto, senza preoccuparsi di guardare le parti basse del toro e sentirsi in difetto. Tutto il giorno lo passava andando in giro a dare nomi alle cose, agli animali alla vegetazione, ai mari, alle stelle! certo, dopo un po’ comincia a sentirsi insoddisfatto, cosa inverosimile se pensiamo che abitava nella perfezione.  Allora inventa il gioco, si mette a pensare un po’, prende un pesce palla dal laghetto dell’Eden e inizia a palleggiare, si diverte, ma dopo un po’  che il pesce palla trattiene il respiro schiatta e si sgonfia… allora Adamo ne prende un altro, e poi un altro e un altro ancora, e allora il padreterno per evitare il primo disastro ecologico – dio aveva già intuito che l’uomo pur di occupare il tempo è capace di distruggere tutto – comincia a pensare che al soggetto sterminatore serve una compagnia. Ma la cosa si ferma lì. Gli dice solo di non sterminare i pesci palla e di imparare a occupare il tempo libero imitando il pesce “sega”. Ma Adamo diventava ogni giorno più insoddisfatto e solo; fino a ché finalmente vede qualcosa che lo “attizzò”… sì, vede quell’essere perfetto, dall’andatura un po’ maliziosa ed invitante… che sembra stare sulle sue dandogli le spalle mentre cammina sui prati del giardino delle delizie… LA PECORA! Inizialmente, visto il colpo di fulmine, Adamo non chiamò quell’animale col nome che conosciamo adesso, ma bensì Natasha (Adamo inventa il pastore sardo!): passava tutto il tempo con lei, e più faceva la stizzosa e l’offesa e più lui se ne invaghiva. È stato sempre così… più fanno le preziose e più ci incaponiamo! Ma arrivati a questo punto Dio decise di intervenire, non voleva, sapeva che creare una compagnia all’uomo avrebbe complicato le cose, che “la pezza sarebbe stata peggiore del buco”; ma non poteva vedere la sua creatura più perfetta portare dei fiori a “Natasha” e chiamarla “luce dei miei occhi”. Allora fece addormentare Adamo, e, senza anestesia e cicatrici postume, gli tolse una costola.. e creò la donna! Che dio la benedica… bella come solo la donna può essere, bellissima e dall’aria innocente. E quando l’uomo la vide subito pensò: “tutto questo con una costola? Figurati cosa sarebbe saltato fuori se mi avesse tolto un braccio?” 

Seconda osservazione: le prime difficoltà.

Adamo conosce la donna e, ovviamente, se ne innamora… con la pecora Natasha è una storia vecchia e lui ci tiene a non mortificare il suo nuovo amore parlando delle ex. Ma la donna non è stata creata nemmeno da cinque minuti che già agisce senza proferir parola. Si accorge che Adamo è nudo, sgrana un po’ gli occhi e ride, si gira arrossendo e si trova il toro davanti… e “ammirata smette di ridere” (voi vi chiederete perchè il toro è sempre presente… non lo so… chiedetelo a lui). Ma con questo gesto la donna crea di un sol colpo il mito di Pasifae e, ancor peggio, il senso di inferiorità nell’uomo e L’INVIDIA DEL PENE, da quel momento in poi… tutti i maschietti della storia avranno il timore di avere un toro affianco che li mortifichi.
Ma la cosa non finisce lì; il povero Adamo visto l’enorme imbarazzo decide innanzitutto di dare un calcio in culo al toro (finalmente!) e di coprirsi, invitando anche la donna a fare altrettanto(anche perché se si fosse coperto solo lui mentre Eva restava nuda la foglia di fico sarebbe servita a ben poco visto che avrebbe funto da sipario sempre alzato di fronte alla splendida bellezza di lei, dando vita oltretutto ai primi e precoci problemi di prostata ingrossata della storia).

Terza osservazione: l’eleganza.

Ora uno dei grandi misteri del mito è: perché tra tante foglie di albero il primo uomo e la prima donna scelsero la foglia di fico? Perché tutti sanno che la foglia di fico punge ed è appiccicaticcia e molti uomini preferirebbero avere un gatto idrofobico per un quarto d’ora nelle mutande piuttosto che una foglia del genere tutto il giorno lì, quindi c’è da pensare che la scelta del capo d’abbigliamento, tutt’altro che comodo, non sia stata dell’uomo, visto che le donne dicono SEMPRE che per esser eleganti bisogna sempre un po’ soffrire. Quindi, non essendo stati inventati ancora i tacchi a spillo e i tanga la bellissima Eva decise di martoriarsi e martoriarlo così… “nature”!
Ma facilmente possiamo immaginare che Adamo al primo albero di fico si ferma stacca una foglia emette il suo rassegnato “urlino” e chiude la cosa. Ed Eva? Secondo voi Eva si sarebbe accontentata? Chi sa quanti alberi avrà letteralmente dilaniato prima di trovare la foglia giusta e dire quelle parole che ancora oggi sentiamo echeggiare dopo ore e ore di shopping, e cioè: “PRENDO QUESTA!”
Così, ancora una volta d’un sol colpo, Eva ha inventato la moda, lo shopping, e quella terribile frase che ancora oggi le donne si trasmettono di generazione in generazione, come una malefica eredità: “Amore ma sei già stanco? Vedi che quando siamo insieme ti annoi? Non sono sicura che ci tieni ancora a me… Ma questa frase darà vita ad un’altra invenzione: IL SENSO DI COLPA! … perché Adamo pur di non perdere Eva negherà, negherà di avere due calli numero 43 al posto dei piedi e le ragadi, di essersi beccato l’orchite per colpa di quella stramaledettissima foglia di fico che lo costringe a stare tutto il tempo a grattarsi, mentre Eva imbarazzata gli dice: smettila di stare sempre lì a grattarti che ti prendono per un maniaco…!
Ma Adamo per amore smette… si tiene il terribile prurito nonostante desideri accoppare il primo coccodrillo e usare la sua schiena come un grattino… se lo tiene, per amore… solo per amore, ma non sa.. non sa… il povero Adamo che Eva al primo appuntamento non la dà a nessuno; che deve capire che è lui l’uomo giusto…nonostante ci sia solo lui, che lei è una donna seria e dai sani principi… e che durante la prima notte insieme… lei fingerà il suo primo mal di testa! E valla a trovare un AULIN nel paradiso terrestre.
Così già il secondo giorno Adamo ricomincerà a sterminare pesci palla e sentire una gran nostalgia di Natasha. 


AI POSTUMI DEI POSTERI DI ADAMO L’ARDUA SENTENZA. NON VI GRATTATE… SE NO VI PRENDONO PER MANIACI.