In Verità

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domenica 31 marzo 2013

AIUTO! A CHIUNQUE! (in pillole)

OFFERTISSIMA

Offresi coppia di idioti italiani famosi a pirati somali (o di qualsiasi altra nazionalità): tali Maria de Filippi e Matteo Renzi...   siamo disposti a farci estorcere due milioni di euro. Cifra che verrà estinta in comode rate annuali da un euro ognuna. Saremo felici di riceverli a trattativa conclusa... tra due milioni di anni!
P.S. Si accettano scambi anche con Marò trattenuti in India! 


sabato 30 marzo 2013

PERCHE’ MATTEO RENZI?



Matteo Renzi è l’occasione mancata… il nuovo che non è stato accettato, l’alternativa per un cambiamento reale scartata dal vecchio. E Matteo Renzi ci crede. Ci crede davvero: ha quella spocchia di chi va in giro con quell’aria soddisfatta che sembra dire: “ve lo avevo detto!”
Renzi non è nulla di tutto questo, Matteo Renzi non è questo, Matteo Renzi non è nulla!
Renzi è una faccia, un format da opporre al grillismo. Se Grillo è l’inquietante che a suon di stronzate vuole demolire tutto, Renzi è la classica faccia pulita, l’orgoglio di tutte le aspiranti suocere della politica italiana, pronto da far convolare a nozze con quelle troie di “Battatiana memoria a breve termine”.
Renzi piace a tutti… e la cosa già dovrebbe destar sospetti: piace alle mamme, alle nonne, ai padri e ai “papy”. Piace alla reazione, alla moderazione e alla destra. Piace alla televisione, piace se lo presenti alle sorelle, ai fratelli, alla famiglia, agli amici. Piace alla sinistra che non vuole esagerare (Dio solo sa cosa vuol dire). Piace ai cattolici, piace agli scontenti e ai conservatori. Piace ai detrattori, ai denunciatori, agli imbonitori. Renzi è trasversale: nel senso che attraversa anonimamente tutto l’orizzonte politico italiano – da Scilipoti alla Bindi – senza che nessuno se ne accorga.
Il perché è molto semplice: Renzi è un contenitore vuoto da riempire  a piacere! Non servono politici, non servono idee o programmi… servono facce. Facce da opporre, da esibire, da esporre per controbattere. Facce per lanciare messaggi positivi... che poi i messaggi ancora non ci siano è secondario, l’importante è trovare la faccia giusta.  Renzi è un’opera abbandonata ancora in buono stato: la si può riutilizzare con investimenti minimi. La si può convertire all’americana, alla tedesca o alla francese, come fa più comodo a seconda delle circostanze.
Ed ecco che lo stabilimento abbandonato inizia ad essere ristrutturato: vedi qualche luce accesa qua e la, un capomastro che gira intorno al periplo, una transenna qui, una mano di bianco alle pareti, le visite di un bravo architetto di interni… e il gioco è fatto! Può diventare ciò che vogliamo. Se c’è in giro un Robespierre senza controllo è bene plasmare un Marat di seconda mano da immolare. Renzi non è un’ipotesi… è una distrazione! Non è un’idea ma un arrocco!, Il risultato di un fallimento non rassegnato, la misura esatta della mancanza di ogni forma di coraggio ed infine… la dimostrazione palese, inappellabile e definitiva che in Italia non esiste una sinistra! 

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venerdì 29 marzo 2013

ARIVAFFANGRILLO!



Paradossale constatare – non tanto a dire il vero – come il calo di consenso politico che sta subendo Grillo sia inversamente proporzionale alla sua popolarità in rete ed oltre. Beppe Grillo è più popolare di prima: le sue sentenze, i suoi “coloriti anatemi”, il suo fare di tutta l’erba “UN FASCIO” lo stanno rendendo la voce più ansiogena e temuta del paese – in pratica sul piano del controllo mediatico ha sostituito il berlusconismo. E mica è cosa da poco in una società dove chi appare di più risulta il vincente? Sembra quasi che per Grillo&Co. sia più importante occupare lo spazio comunicativo piuttosto di quello politico, e che il Movimento5stelle sia solo il “mezzo istituzionale” che legittima questa presa di possesso mediatica . In pratica Grillo ha capito tutto! Da questo punto di vista le cose si ribaltano: il risultato politico non è il fine ma l’inizio del Grillismo. Beppe ha ricalcato sul web il percorso che Berlusconi cominciò negli anni 80’ (ed è stato anche più bravo… ci è riuscito in molto meno tempo e con investimenti minimi). Ha compreso che la comunicazione vale più del consenso, che essere sulla bocca di tutti è un metodo molto più efficace e dai risultati più dirompenti rispetto a tutte le altre strategie comunicative. Come Berlusconi sta producendo un clima da campagna elettorale perenne, dove il senso di instabilità e di urgenza provocano uno stato d’ansia e di confusione generalizzati e inquietanti. Per Berlusconi due erano i nemici: il comunismo e la magistratura, ma adesso gli spettri si sono moltiplicati in modo esponenziale: tutto il mondo è un ricettacolo di zombie infettati dal morso della corruzione e del marciume. Non se ne salva uno… perché tutti sono invischiati, collusi, corrotti e, quindi, da eliminare. Insomma a Grillo dobbiamo dare atto che ha finito il lavoro imbastito ad arte in questi ultimi vent’anni. Beppe Grillo è dunque il capitolo finale del berlusconismo.
Sarebbe utile suggerire agli strumenti di comunicazione odierni – vista l’esperienza del passato – di non dare eccessivo credito a tutto questo, o quanto meno di non amplificarlo. Casomai collocarlo nelle notizie di folklore o di cronaca fantascientifica… come si fa per tutte le altre stronzate: cose del tipo: “I Man in Black si sono ripresi la Santanché e Sallusti per riportarli sul loro pianeta, Brunetta è tornato a casa nella Terra di Mezzo e sfratta Frodo senza preavviso. Grillo chiama tutti stronzi e puttanieri mentre Casaleggio anticipa la terza guerra mondiale al 2016 … verrà aumentata la loro dose di farmaci.”
Dopotutto Beppe è nella verità più limpida e dogmatica… guai a contraddirlo. Per esempio lui non riesce a capire come mai anche tra i suoi sostenitori ci siano delle idee diverse e dei dissensi. Come tutti i megalomani è convinto di sapere ciò che è bene per tutti e trova davvero scandaloso e inaccettabile che vi siano delle persone che adesso si domandino: “ma come cazzo ho fatto a votarlo? Vabbè… vai a capire che poi si rincoglioniva (ammesso che sia così)!”. Ecco! Questa è la cosa più preoccupante: i deliri della “Coppia Apocalittica Grillo-Casaleggio”  fanno solo colore, ma è la loro cieca convinzione di essere monoliticamente radicati nel giusto e nel vero a spaventarmi non poco. Questa cecità la si può notare nel trattamento che lo stesso Grillo riserva a chi lo critica, giudizi offensivi e crudi persino nei confronti di suoi stessi sostenitori, liberi cittadini che si permettono di non esser in pieno accordo con la sua linea d’azione politica. Piuttosto che accettar critiche preferisce pensare e convincersi che siano delle quinte colonne, dei venduti al nemico, dei guastatori interni. Questo è tanto indicativo quanto preoccupante.  Siamo già in fase avanzata di megalomania: dal “tutti hanno voce, possono dire la loro e far proposte” al “brutti Trolls schizzi di merda virtuale non sapete di cosa state parlando e solo io so cosa è meglio per tutti”… il salto è patologico.
E la cosa mi piace ancor meno da quando ho visto che la Diade Grillo Casaleggio ha dato vita alla loro “Terza Persona”: Roberta Lombardi! Quell’essere mi spaventa…!    

mercoledì 27 marzo 2013

GRAZIE! LI MORTACCI VOSTRI!



Dopo aver sentito Squinzi chiedere aiuto mi sono detto: “Accidenti quella salma è preoccupata davvero, gli ho visto pulsare una vena! Dopo però mi sono chiesto: ma se stiamo combinati così, il governo Monti che ci ha dissanguati a fare? Il tempo di ragionarci due secondi su… e tac, la notizia del processo Meredith, addirittura stanno andando a ripescare Cogne, poi la pubblicità degli sconti auto, poi i prezzi pazzi di paninoteche americane, infine le previsioni del tempo con annessi oroscopi e facevo fatica a tenere il filo.
Per carità non ho nulla contro donnine che urlano se gli arrivano un paio di scarpe o se Banderas ha deciso di darsi alla permacultura sotto acidi mentre convive e conversa con una gallina in un mulino digitale, ma non voglio esser distratto - anche Monti ha governato con la Fornero che per un anno ha fatto il pulcino bagnato ma non ne hanno fatto un format.
Ma come, proprio mentre si decide il futuro politico del paese vanno a ripescare torbide storie del passato? Chissà perché?
Ma io ringrazio tutte le alte sfere per questa babele di sterco: le sono davvero grato senza ironia, senza sarcasmo.
Io sono grato a Bersani che non ha il coraggio, seppur con una maggioranza risicata di azzardare un governo dichiarando che sarà un esecutivo di “buona volontà parlamentare”, e altresì di affermare con onestà che se salta questa occasione la responsabilità cadrà su tutti, nessuno escluso.
Ringrazio Matteo Renzi, un uomo che è democratico così come Hitler era pacifista. Che ha fatto fuoco e fiamme per esautorare D’Alema (illuso il pupetto) e adesso vuole governare con Berlusconi? Renzi perché non affermi come Massimino che Berlusconi è un grande statista così la possessione è completa? Di certo Berlusconi firmerà una nuova legge elettorale e la legge sul conflitto di interessi.   
Ringrazio Mario Monti, questa figura assolutamente inutile, che ha avuto la straordinaria capacità di congelare una nazione senza ottenere niente. Che si è appellato per un anno intero alla responsabilità e al buon senso e adesso ha la scheda bianca nel cervello. C’è coerenza, di un inutile molesto e nefando al governo e di una strafottenza da vecchia volpe democristiana al parlamento – e adesso è anche totalmente ignaro sull’operato del suo ministro degli esteri nei confronti dei due marò, democristiano anche nell’anima.
Ringrazio i giudici che hanno condannato Dell’Utri in appello a sette anni… i quali hanno praticamente dichiarato nella sentenza che il condannato faceva da tramite tra la mafia e “un innocente” che adesso per salvarsi punta – direttamente o indirettamente - al Quirinale, che urla in piazza di essere la parte pulita del Paese.
Ringrazio Crimi che in diretta streaming ha dimostrato che assopito o meno ha la volontà di un’ameba, le capacità di giudizio di un lobotomizzato. Nessuno ha capito, caro capogruppo al Senato radiocomandato da Grillo, che due giorni fa lei non dormiva, ma era in connessione wireless con Casaleggio.
Ringrazio Grillo e la sua capacità di essere parte integrante del sistema, nuova solo per un esasperazione del linguaggio inutile – ma neanche tanto in fondo, molto prima lega celodurista –, per aver dimostrato che con le belle parole e le utopie programmatiche non si va da nessuna parte se vi è un’ottusità di fondo da reazionario della peggior specie. Poteva dettare l’agenda di un governo, ma preferisce mostrare una purezza tutta a spese della nazione. Ringrazio quest’uomo che tiene in scacco ogni opportunità di svolta perché come tutti gli estremisti ha più pregiudizi che intelligenza. Avrebbe avuto almeno l’opportunità di ottenere una vera legge elettorale e una legge sul conflitto di interessi che avrebbero cancellato venti anni di scempio, allora sì che chiudendo una legislatura avrebbe ottenuto il 70% a nuove elezioni. Caro Beppe non solo io ti ringrazio, ma Berlusconi, la cattiva politica, la criminalità organizzata, le lobbies bancarie, l’Europa economica che ci strozzerà ancora meglio… tutto quello che non sopporti ti manderà lettere e cartoline di ringraziamento a casa. Il vero Troll sei tu, neanche i tuoi parlamentari. Non hai saputo cogliere un’occasione storica solo per famelica rabbia, per ingordigia di obiettivi, per l’ottusa e cieca volontà di volerli ottenere tutti e subito, scavalcando il buon senso, la responsabilità di cui sei stato investito … e fai ridere molto meno rispetto agli anni 80’.
Ma io vi ringrazio davvero, perché forse con il vostro comportamento pavido, interessato ed esasperato ci insegnerete a pensare – anche se traumaticamente – che lo stato siamo noi, non voi; non le vostre “comarate” da pettegole che sbraitano dai loro balconi per poi trovarsi la domenica a messa insieme. Ci state dimostrando che c’è qualcosa di peggiore delle “coscienze sporche” e cioè “le coscienze mediocri:” le prime possono darsi una pulita le seconde non hanno speranza. 

martedì 26 marzo 2013

ENTITA’ BERSANI

Scrivere su Bersani è difficile! Imitarlo va bene,… il suo linguaggio  si presta ma descriverlo è un’impresa. Chi ci si avventura va quasi immediatamente in una fase di “estraniazione” e passa ad altro … inizia ad esser corale e piuttosto gioca deflettendo sull’avvenenza di Rosy Bindi, immagina la Binetti in tanga leopardato che frusta Monti, Renzi allattato dalla Finocchiaro… Letta e Fassino quando erano vivi; addirittura si presta a uno uno sforzo maggiore e pensa a come sarebbe Fassina con un cervello tutto suo, ma su Bersani non ci riesce.
Credo che esistano due motivazioni che spiegano questo blocco: la prima è perché Bersani in fondo è uno sventurato; il classico tipo sbagliato, che si trova sempre nel posto sbagliato nel momento sbagliato, e se solo i tre sbagli coincidono si può assistere ad un miracoloso quanto fortuito gioco del caso… ma di botte di culo Pierluigi ne ha avute proprio poche. E’ anacronistico nelle ossa, pensa che esista ancora la politica e crede di avere a che fare con gente equilibrata… a cominciare da quando si guarda nello specchio appena sveglio. Va in parlamento, si guarda intorno, vede i suoi ed è preso dallo sconforto. Lo chiama Renzi chiedendogli di comprare una vocale, D’Alema gli lascia il solito bigliettino nella tasca della giacca con su scritta sempre la stessa frase: “Io so che tu sai che io so! e rammenta che Berlinguer è morto ma io no!”, e si sente come un seminarista in un bordello: eretto ma alienato! Il tasso di ansia di questo segretario è a livelli da litio, che per altro usa tutto Fassina. Addirittura per adeguarsi al “PPS” - ovvero “Politic Patonza Style” - dettato da Berlusconi ha assunto come portavoce la Moretti: in fondo la ragazza proviene dalla scuderia del centro destra vicentino, ma chi siamo noi per non credere nei ravvidementi e nelle conversioni? In fondo una di quelle bellezze sobrie (e un po’ inquietanti) da moderno pseudo- femminismo in tailleur, non eccessive e tracotanti ma che intrigano quando non emettono bile dagli occhi! Insomma, Bersani ha cercato di adeguarsi ai tempi… fallendo miseramente, mostrando, dunque, una tenace e monolitica coerenza di fondo.
Il secondo fattore consiste in una radicata personalità politica “ectoplasmatica”! Bersani è di vecchia scuola: crede nel basso profilo e nel lavoro di squadra – e rimuove scientemente un dato di fatto: di trovarsi in un’arena di leoni affamati, oramai vecchi e spelacchiati però sempre voraci. Inevitabile che la sua figura appaia diafana, inconsistente, senza carattere, quasi ridicola in un paese che non ha mai rinunciato al personalismo, che crede ciecamente all’equazione coglioni=cervello, che ama i toni forti, le invettive crude e ad effetto. Insomma Pierluigi Bersani è un romanticone in mutande smollate su un set pornografico. Ma non è né un’apologia né un’ accusa… è una tragica realtà.
Il regista di questa pellicola - Silvio Berlusconi - gli propone un’ammucchiata con i suoi e la pornoattrice raccomandata Alfano – anche se Silvio amerebbe girare egli stesso la scena madre nelle stanze del Quirinale -, mentre la star del film – Grillo - fa la preziosa perché vuole  il camerino più grande e comandare tutte le scene. E in tutto questo neanche Bossi ce l’ha più duro!


    

lunedì 25 marzo 2013

SCOPRI SE SEI UN TROLL



Si deve essere decisi coi facinorosi, severi contro i dissidenti e spietati ed intransigenti nei confronti del passato invischiato e colluso. Queste sono le tre linee guida di Grillo; ma a queste si aggiunge un terzo ingrediente che fa da collante e cementa il tutto, e cioè la “mania di persecuzione”! La paranoica convinzione di essere oggetto di campagne denigratorie da parte dei media, della vecchia classe politica, di organismi sovranazionali massoni e così via… col tempo si dichiarerà anche che il Sindacato Pensionati Italiani è una copertura per una sezione Bilderberg.
Di certo Grillo e Casaleggio non godono di enormi simpatie…  però sulla persecuzione  i marpioni ci marciano, ma ancora per poco – difatti tra sette anni Casaleggio ha previsto la terza guerra mondiale e invece di farci godere questo settennato in santa pace hanno deciso di intossicarcelo.
Ora Grillo tuona dal suo blog  contro commenti poco felici nei confronti della sua intransigenza: definisce queste persone dei Troll pagati dagli altri partiti per “disturbare e dividere il movimento”, degli “schizzi di merda virtuale” che vanno stanati e scoperti. Scopriamo quindi insieme se ci sono dei Troll tra noi, con una serie di domande tipo, e se dovessimo risultare tali autodenuciamoci in rete.SEI UN TROLL SE:

1)Hai scritto sul Blog di Grillo dopo le elezioni. (io sono iscritto ma non ci scrivo da un paio d’anni

2) Se “malauguratamente” non aderisci dogmaticamente alle idee del “Semplice Portavoce” del Movimento 5 Stelle e del suo “Gran sacerdote” e lo scrivi sul suo Blog – per inciso strumento di comunicazione dichiarato libero e democratico dal suo stesso fondatore (blog che contiene anche un moderatore di commenti, e quindi decidono i redattori quali dichiarazioni pubblicare o no).

3) Se ritieni legittimo e “democratico” dissentire o non esser d’accordo dichiarandolo pubblicamente in rete o tramite qualsiasi altro strumento di informazione (libertà garantite dagli articoli 3 e 21 della Costituzione Italiana) Caro Beppe, ti do una brutta notizia: la rete tanto divinizzata e osannata da voi è libera per tutti… purtroppo… eh! Per te, per i deliri di Casaleggio, per me. E’ un guaio lo so… ma è così!

                  4) Sei un Troll – e questa è la condizione sovrana, ma tutte sono necessarie -, se vieni pagato da fantomatici partiti politici o sediziosi strumenti di informazione che vogliono surrettiziamente “screditare” le idee di Grillo che gestisce, indirizza e guida i suoi parlamentari e senatori dal web (Beppe… vai tranquillo!, non hai bisogno di aiuti esterni, ci riesci che è una bellezza da solo) . In pratica, se ad ogni nostro commento ci viene corrisposto un compenso in euro proveniente da un conto offshore denominato “Scajola” … siamo Troll schizzi di merda!


Stabilite queste quattro condizioni e appurato di non appartenervi io consiglierei ai “malaugurati commentatori” che hanno avuto l’ardire di non esser d’accordo con il “Semplice Portavoce” del Movimento 5 Stelle di querelarlo. Infatti la querela è uno strumento che spesso e volentieri lo stesso Grillo ha usato contro chi violava i “suoi diritti d’autore”, i “suoi” diritti di libero cittadino che “voleva esprimersi”, i “suoi” diritti di italiano indignato per la “cattiva politica”. Se c’è una cosa che ha sempre ferocemente difeso – e di questo bisogna dargliene atto – sono stati sempre i diritti di espressione e dissenso. Quindi lui capirà e gioirà quando scoprirà che ogni cittadino italiano ha i suoi stessi diritti. Non vi preoccupate, sarà la dimostrazione della vostra maturità di cittadini che riconoscono i propri diritti.. non potrà che ESSERNE CONTENTO!   


SILVIO SEI VECCHIO!




Silvio sei vecchio… fattene una ragione. Ma non sei vecchio per l’età, non sei vecchio perché sbavi appresso alle ragazzine, non sei vecchio perché a furia di iniezioni oramai sei una coltura semi-senziente di botulino, no! Silvio sei demodé! Il peggio del peggio! Prescindendo dal fatto che in materia di stile hai sempre mostrato deficit imbarazzanti – inevitabile conseguenza di una mentalità da parvenue arricchito, massone e craxiano , c’è da dire che oramai la tua faraonica e dispendiosissima campagna comunicativa è fuori moda.
Hai un sistema di propaganda, ora come, ora scandaloso, smaccato, stopposo, figlio di una visione del mondo oramai fallita. Troppo celeste, azzurrino, troppi cori e inni, troppe bandiere pulite, troppa asetticità senza anima, sorrisi di patonze rubate alle premiazioni dei gran premi… tutto volutamente finto. Troppa plastica, poco riciclo – soprattutto tu -,  la totale assenza di sobrietà e semplicità… e continui appelli su un futuro felice da pubblicità natalizia. Insomma, tutte le tue parole, i tuoi interventi, tutta l’atmosfera che evochi somigliano alle promesse di un ciarlatano. Il finto che promette non fa più audience… non attacca più, anzi indispettisce,  mette ansia la generazione di narcolettici che ti ha seguito e che, ad un tratto, si è svegliata di botto!  Silvio ora fai incazzare! Ora fa incazzare il tuo doppio petto su misura che costa cinque o sei mensilità di un operaio – che è già fortunato di suo perché uno stipendio lo prende -, fa incazzare l’ossessiva cura di un immagine oramai tanto decrepita quanto dispendiosa. Fanno incazzare i tuoi sprechi inutili, i milioni di euro investiti per far folle retribuite, spesi sui tuoi giornali per vivificare di continuo un personaggio oramai impresentabile – sia per i precedenti che per la faccia tosta. E’ come se avessi costruito un immenso macchinario sbuffante e inceppato, costosissimo e inquinante che serve solo per far un po’ fumo. La tua triste macchina dei sogni è un luna park abbandonato che ti ostini a far girare e sei anche l’unico macchinista: corri in giro a metter pezze, a rattoppare e imbastir di fortuna qua e la solo per ostinazione. Paradossale vedere come tutta questa macchina inutile di ricchezza mostri solo un’infinita, penosa e patetica povertà d’animo.
Ora Silvio - purtroppo per te - va di moda la semplicità… il mondo si è riscoperto “casual”, sobrio. Ora vanno di moda “i contenuti essenziali”, lascia perdere se sia vero o falso… ma è così. Il mondo cambia le sue priorità comunicative e i suoi scopi: vuole vedere i grandi simili ai piccoli, si indigna se spendi troppo, se sprechi, se hai troppe ricchezze e tu ne fai pure sfoggio. Si incazza anche se fai beneficenza per immagine: Silvio … se – nella tua immensa e disinteressata bontà – elargisci “regalini” solo a giovani gnocchette… le vecchie racchie ti aspettano sotto casa…! Silvio la gente adesso ama qualcosa che per te è inconcepibile… LA SOBRIETA’! Ma neanche se fai della tua isola-villa alle  Seychelles un immenso ospedale per lebbrosi recuperi… sei fuori: troppo compromesso con Putin, con festini modello maniera tardo imperiale con ostentazioni eccessive abitate da un gusto raccapricciante. Troppi baciamano a mostri assassinati, troppe dichiarazioni idiote a cervello spento, promesse non mantenute, opere inutili. Silvio sei irrecuperabile! Quanto mi potrai durare? La gente si sta svegliando dal triste torpore ovattato e senza contenuti che hai contribuito a creare negli anni 80’, dai jingle evocativi e sognanti costruiti  ad hoc per indirizzare l’emotività sul mercato.
Silvio ora va di moda il Papa…! Il Papa ha fregato tutti… persino Grillo!
Silvio, il Papa parla di fratellanza e semplicità e fa il botto… mentre tu hai un fratello condannato e un concetto di semplicità che farebbe sembrare LuigiXIV un miserabile… ma dove ti avvii!             
Silvio sei spacciato… ora si porta Francesco: vuole una chiesa povera (a te viene l’orticaria se senti questa parola), vuole l’amore reciproco (non come lo intendi tu… rimettiti i pantaloni!), vuole il rispetto per la natura, per il prossimo. Mostra la semplicità di San Francesco, l’umiltà di Madre Teresa, il pacifismo di Gandhi… dagli pure i poteri di Padre Pio e neanche la Kryptonite lo ferma…
Silvio sei vecchio!

domenica 24 marzo 2013

VAFFANGRILLO!




Grillo voleva Schifani come presidente del senato… facciamocene una ragione. Non solo, Grillo vuole il governissimo proposto da Berlusconi, Grillo vuole che il putridume finisca di marcire davanti ai nostri occhi, che il paese vada a male per poi opportunamente stoccarlo e riciclarlo.
Il concetto è semplice e Grillo non lo ha neanche nascosto: tutti sono cattivi, tutti rappresentano il marcio e il vecchio… quindi si alleassero per un’ultima volta e si distruggessero così subentrerà il nuovo (che sarebbe lui) così tutto il passato andrà con l’umido e l’indifferenziato e buonanotte al secchio.
Una sola domanda caro Grillo: ma tutta questa apocalissi politica poi sulle spalle di chi peserà? Formulo meglio l’obiezione: Gentile il mio San Giovanni evangelista rintanato nella Patmos piena di capelli nella testa di Casaleggio, i costi, la crisi, i problemi, lo stallo sociale che questa prolungata agonia del vecchio che auspichi, desideri, promuovi e incentivi… chi la paga? Quali classi sociali patiranno questo stillicidio dovuto alla tua ottusità da profeta intransigente, da Savonarola laicamente bilioso e anche un po’ ignorantello?
In fondo non sei diverso da chi combatti, quanto meno nei risultati: se chi vuoi disintegrare aveva poco a cuore il bene del paese per i propri interessi a te poco importano le sorti di un’intera società per una petizione di principio. Ma a conti fatti il risultato sarà lo stesso: tutto ricadrà non certo sulle istituzioni ma sulla gente; e tutto questo solo per dire “avevo ragione”? Contento tu… ! Quindi ben venga un governo Bersani-Berlusconi? Ben venga una empasse sociale insostenibile e tragica, ben vengano un altro paio di anni di tristi compromessi e larghe intese aride, di conflitti di interessi non risolti, di sopravvivenza di una scandalosa legge elettorale, di divari sociali sempre più ampi, di connivenze con la criminalità organizzata, di clientelismi, di malasanità, di mazzette e tangenti, di compromessi indecenti… solo per darti ragione. Infatti noi italiani esistiamo per dare ragione a Beppe Grillo… mica per altro? Anzi, personalmente, fammi sapere il giorno dell’impalatura che mi faccio trovare sbracato, non sia mai detto che tu possa esagerare?
Ah quei Grillini che han votato Grasso… che mazzata hanno dato al tuo progetto apocalittico: hanno dato dignità al parlamento quando tu e il tuo guru avreste preferito Emilio Fede. Ah che mazzata è stata la Boldrini alla camera … era preferibile Riina. Visto che ci sei, per mettere un po’ di pepe al tutto, perché non proponi di cambiare la Costituzione coi pizzini di Provenzano?Finisci il lavoro di Berlusconi per dargli torto! Dal tuo punto di vista è solo il marcio che si rifà il trucco e sei troppo ottuso per percepire un’opportunità. E molto più facile demolire, distruggere, piuttosto che  lavorare di fino e ristrutturare… . Somigli a un pazzo che preferisce comprare casa nuova perché la vecchia è sporca. Non sei diverso dalle multinazionali che combatti, dallo spreco di spese che denunci, dalla ipertrofia cronica del capitalismo che vuoi arginare. Preferisci l’acme del tragico al rinnovamento, il parossismo esasperato della macchina politica che deve autodistruggersi (secondo te, ma di fatto lo promuovi, perché per farlo arrivare al limite anche se come cacciavite negli ingranaggi ci sei dentro) al desiderio di rinnovarla. In fondo ti capisco, la demolizione è la via più semplice e con gli effetti speciali che rendono di più – strano che sei a favore del riutilizzo e riciclaggio però. Ma ripeto la domanda: questa operazione di distruzione politica sulle spalle di chi peserà? Sulle tue? Su quelle dei tuoi deputati e senatori? Sui tuoi adepti illuminati che preserverai dalla catastrofe? Insomma chi in termini pratici patirà la tua ILLUMINATA IDIOZIA?  
E va bene che chi va con Casaleggio impara a Casaleggiare… ma tu esageri core de casa!    
Beppe Grillo: un altro uomo che passerà alla storia (ed è tutto dire) per la sua severa intransigenza, disciplinata morale, integerrima volontà: tutte caratteristiche che da Catone a Hitler hanno contraddistinto le dittature – che poi siano alimentate da principi validi in tutta onestà non so che farmene.

mercoledì 20 marzo 2013

PAPI, ORTODOSSI E MOTTI PERICOLOSI



Marx sosteneva che la rivoluzione proletaria dovesse comunque partire ed essere guidata da una fetta di borghesia che, illuminata sulla condizione operaia, prendesse congedo dal suo ruolo storico e ideologico. Insomma che i padroni si mettessero dalla parte degli oppressi detto in soldoni!
Questo è accaduto raramente e quando è avvenuto non è durato molto - giusto il tempo di ristabilire priorità e caste, e Marx a tal proposito è servito più da mezzo che da scopo.
E anche se di questi tempi il marxismo è caduto nel dimenticatoio sembra rivivere un’ennesima giovinezza seppur mascherata da fervente e sincero afflato di giustizia sociale.
I presidenti delle Camere Boldrini e Grasso si decurtano lo stipendio del 30% e rinunciano alle abitazioni presidenziali… appena gli altri parlamentari ne hanno avuto notizia volevano linciare i grillini nelle toilettes del parlamento: Brunetta ha perso quei quattro centimetri che lo salvavano dal metro esatto,  Ghedini ha completato la trasformazione in Gollum, Berlusconi ha chiamato Veronica per un prestito e Apicella che da oggi in poi verrà retribuito a cozze, birra, sfogliatelle e pasta cresciuta! Ora tutti – più nolenti che volenti – in un modo o nell’altro dovranno darsi una calmata. I grillini negli scranni alti del parlamento – girondini ambientalisti e feroci – li osservano con occhi censori e moralisteggianti! Ma questi figli di Beppe Savonarola faranno di peggio: andranno a controllare i conti e i lavori della Tav, spulceranno nelle commissioni parlamentari dichiarando di rendere pubbliche tutte le decisioni e tutti i lavori. Sarà un po’ come avere qualche centinaio di Julian Assange pronti a rovistar nelle braghe della casta!
Ma due segnali mi hanno davvero stupito e meravigliato: il primo è reale mentre il secondo è “pericolosamente” simbolico!
La Chiesa cipriota mette a disposizione tutti i suoi beni per far fronte al tracollo economico  dell’isola. Il Primate Ortodosso Chrysostomos lo ha annunciato dopo un incontro col Presidente Anastasiades Nikos. Cipro è un’isola particolare… fino a qualche anno fa si era certi che la Cipro povera fosse quella turca e invece d’un tratto si scopre che questa nazione con appena poco più di un milione di abitanti - più piccola della Sicilia e della Sardegna - ha accumulato un debito di dieci miliardi di euro! Onestamente… come è possibile? Come può accadere che ci sia un debito procapite astronomico, improbabile anche per la mente più malata? Dell’ordine del milione di euro per abitante?
C’è da dire che questa piccola isola è – in un certo senso – la cassaforte della Russia: quindi si cerca di salvarla a tutti i costi se non si vuole entrare in guerra con Putin e la mafia russa, e se non si vuole restare senza gas! Ma la domanda resta… come è possibile avere un debito a cranio cipriota per un milione di euro? Quindi non c’è da meravigliarsi se gli abitanti dell’isola si sono un tantinello innervositi quando il  governo ha proposto di agire con un prelievo forzato sui loro conti correnti, anche perché c’è da dire che è difficile che si arrivi a un milione e rotti di conti bancari ciprioti, a meno ché anche i neonati non ne posseggano uno.
La seconda meraviglia è lo stemma papale: l’immagine è molto semplice: un sole fiammeggiante e al suo interno l’acronimo cristologico IHS (in greco ΙΗΣΟΥΣ cioè Iesous) dove la H è sormontata da una croce, al di sotto tre chiodi che rappresentano l’ordine dei gesuiti e in basso fuori dalle fiamme – ai due lati – una stella e un cardo simboli di devozione rispettivamente per la Vergine e San Giuseppe.




Ma la cosa più bella è il motto latino: “Miserando atque eligendo” frase estratta dalle omelie di Beda il Venerabile sul Vangelo di Matteo:  Vidit ergo Iesus publicanum et quia miserando atque eligendo vidit, ait illi Sequere ( Gesù vide un pubblicano e guardandolo con compassione di amore e lo scelse, gli disse “seguimi”)
Con questo motto il Papa vuole ricordare la sua vocazione nel giorno si San Matteo e sottolineare nel contempo – forse - l’amore di Dio e il suo infinito perdono.
Ma passiamo dall’esegesi dell’immagine all’ermeneutica del testo, cioè troviamo nelle parole di Beda riferimenti più profondi e attuali, dei significati più sottili: San Matteo era un levita, un pubblicano che di mestiere faceva L’ESATTORE DELLE TASSE: insomma lavorava per l’Equitalia dell’epoca… ed era senza scrupoli, e credo fosse anche tanto temuto in zona quanto rispettato nella “Agenzia delle Entrate” Romano-Israelita. E il buon Gesù si premurò di convertire l’esattore senza scrupoli “amandolo con compassione”… Chissà se in questo motto non vi sia anche un monito per un’economia più equa e giusta, meno esosa e speculatrice, che smetta di pesare sull’economia reale dei paesi schiacciandoli in una morsa di debiti.  Questo lo possiamo solo immaginare e sperare, ma per sicurezza lo IOR ha spostato la sua sede alle Seychelles.

martedì 19 marzo 2013

IL GIORNALISMO ORDISCE CONTRO I GRILLINI.




Dal suo blog Grillo tuona contro il giornalismo italiano  dichiarando con raffinata eleganza che “c’è un’opera di sputtanamento” nei confronti del suo movimento. Stamani Telespalla Casaleggio risponde a Scalfari che lo ha definito “un autistico” simil tecno-newage attaccato ai videogiochi del cellulare. La ciliegina sulla torta oggi quando è stata indetta dai parlamentari 5 stelle “la conferenza stampa” per presentare i candidati vicepresidenti e questori per le Camera e il Senato. La portavoce Lombardi è entrata, ha presentato i candidati ed è andata via senza rispondere alle domande dei giornalisti… i quali si sono indignati gridando all’indecenza e allo scandalo – e ancora tuonano dai social network! La cosa era facilmente risolvibile: bastava chiamarla dichiarazione e non conferenza stampa… e avremmo avuto meno caciara nel cortile del condominio.
Caro Scalfari, Casaleggio è tutto tranne un autistico, e da un grande giornalista questa satira di bassa lega non me la sarei mai aspettata (è più da tipi come me).
Ricordi Eugenio che acqua cheta…, e soprattutto il soggetto non mi preoccupa per quel che non riesce ad esprimere, bensì per quel che può arrivare a pensare e al credito apocalittico che può acquistare in una massa di gente innervosita da una situazione economica disastrata e da un immotivato snobismo intellettuale che ancora abita un certo pensiero e da una stampa che credono ancora di avere tutte le verità in tasca (quello stesso pensiero e quella stessa stampa che hanno permesso lo scempio di questi ultimi vent’anni, casomai lamentandosi…ma nulla di più) .
Ora veniamo alle accuse di complotto mediatico denunciate da Grillo nel suo blog. Non sono un complottista …  perchè è difficile essere complottisti in Italia dove non si riesce neanche ad organizzare una pizza tra amici – qui i complotti li fanno solo le organizzazioni criminali – ma una teoria ce l’ho, ed è forse plausibile.
Caro Grillo i giornalisti sono più preoccupati dei politici e se ci pensa bene lei sa anche il perché. Se il suo Movimento prende piede e acquista consensi anche il giornalismo italiano sarà attraversato dal timore di perdere i suoi di “privilegi”. Per anni lei non ha solo tuonato contro i politici ma anche nei confronti dell’ordine dei giornalisti e sui fondi statali destinati alle testate giornalistiche. L’ordine dei giornalisti è stata un’invenzione del regime fascista ed è diventata col tempo una vera e propria lobbie: credo l’Italia sia l’unico paese che mantiene in vita questa ulteriore e vetusta “casta” anch’essa ben foraggiata da privilegi, clientelismi e finanziamenti, tra i quali un corposo tesoretto annuale di euro a cinque e sei cifre (Il Manifesto ha rinunciato a questi fondi e conosciamo la sua agonia).
Quindi non “CASALEGGI”  dichiarando che c’è un complotto segreto dall’alto da parte dei media. Resti coi piedi per terra e tragga le sue conclusioni con logica e realismo: basta applicare il Rasoio di Ockham: inutile moltiplicare gli enti quando non è necessario, ovvero tra tutte le spiegazioni quella più semplice è anche quella vera.
Caro Beppe…   il gota del giornalismo e dei media non ordisce – raramente sa scrivere figuriamoci se pensa – al massimo è terrorizzato! O vuole contribuire a creare un clima di terrore alla Orwell? Spero proprio di no, sarebbe triste e patetico per un difensore della democrazia diretta e libera quale lei si dichiara!O no?

IL GLADIATORE SILVIO!



Berlusconi è in assetto da guerra. Da sabato scorso delira minacciando di mobilitare le piazze se dovesse salire al Colle un Presidente “di Sinistra” – Silvio è infatti l’unico che è ancora convinto che esista ancora una sinistra in questo paese; ed è anche convinto di essere l’unico baluardo contro il “pericolo rosso” – difatti ignora che ci ha pensato prima D’Alema a fare il lavoro sporco. Dobbiamo dire che è uno stratega eccezionale…  la prima mossa per distrarre i bolscevichi è consistita nel nominare portavoce alla camera Brunetta, così quando appena lo adocchieranno in branco urleranno: “un bambino!”, e cercheranno di mangiarlo! Prima almeno si potevano distinguere dai colbacchi, dalle stelle rosse, da una copia de Il Manifesto nella tasca di una giacca di velluto o dai i capelli lunghi … ora sono tra noi: lavorano al Monte dei Paschi, fanno gli opinionisti da Vespa, si annidano in cooperative mimetizzate da onlus. Il comunista è diventato furbo… fa una vita da borghese agiato, ma è una copertura, lo fa solo per spezzare il sistema dall’interno… da trent’anni! Quindi Silvio sa che per snidarli è necessario far leva sui loro istinti primari.
Berlusconi che scende in piazza è qualcosa che non riesco ad immaginare, proprio la mia fantasia non ci arriva… chi chiama? Se proprio mi sforzo al massimo posso figurare un “Patonza Pride”: delle Olgettine sculettanti su carri animati che lanciano Viagra e Cialis ai passanti: un carro dove la Boccassini prende fuoco mentre bacia il suo fidanzatino di liceo, un altro che rappresenta un comunista che muore suicida mentre Bondi declama una sua poesia col sottofondo neomelodico di Apicella. Un altro carro invece dove è narrata la storia di Cicchitto che viene folgorato sulla via di Arcore e - ad un tratto - una voce tonante dall’alto che in lombardo lo guida verso la verità: “segui la strada di banconote e sarai salvo”.
Poi tutti i carri sulla vita di Berlusconi: lui che ammaestra Bossi e dona la parola al Trota. Silvio che firma il contratto con gli Italiani da Vespa, la sua lezione di alta retorica al Parlamento Europeo. Silvio che “sbianca” Obama e che da solo ricostruisce L’Aquila. Silvio che appare alla Madonna di Lourdes per darle qualche consiglio. Silvio che dona la vista ai muti e la parola ai ciechi. Silvio a cavallo, benedetto dal suo stalliere prima di fuggire da una torba giudici sottoforma di demoni. Silvio ritratto come nel Tondo Doni ma con Brunetta in braccio, Silvio che redime giovani egiziane nipoti di Mubarak … però marocchine! Insomma tutti la Via Berlusconis tappa per tappa!
Caro Berlusconi, ora come ora… se scende in piazza senza scorta di certo si fa una folla intorno a lei ma non come immagina- non si trova una miniatura del Duomo neanche a peso d’oro.
Una manifestazione del Pdl è proprio una contraddizione in termini: è un po’ come chiedere a Marchionne di fare il sindacalista, a Vespa di fare il giornalista o a D’Alema di fare il progressista. E’ un po’ come se Gasparri si mettesse in testa di fare il puntatore laser o La Russa e Di Pietro i professori di dizione (scuola Biscardiana).
Anche se bisogna essere sempre vigili… con Silvio non è mai detta l’ultima parola: perché appena prende i rimborsi elettorali qualche migliaio di persone lo può sempre assoldare: una ricarica, un centinaio di euro, un Iphone, qualche abbonamento al Milan… e la folla si fa! Nei periodi di crisi tutto scende di prezzo… e per prima la dignità!

lunedì 18 marzo 2013

BOLDRINI ABBIA RISPETTO (cribbio!)



Gli italiani sono razzisti mettiamocelo in testa… ma di un razzismo all’italiana, tutto nostro: piuttosto edulcorato nell’esser manifestato, ipocrita e per questo mai radicalmente espresso. Raramente troveremo un dichiarato purista italiano – perché se solo si azzardasse a definirsi tale gli verrebbero elencate tutte le popolazioni, le etnie, le conquiste che hanno attraversato lo stivale dal paleolitico per fargli notare che spara minchiate. Il nostro razzista è sociale, ha pazienza e apparente apertura, dice che non è contrario ad una società multietnica “basta che i figli non sposino neri”, teme un Papa nero per ignoranza apocalittica da profezia da duemila e non più duemila e ignora che Papa Vittore non era certo scandinavo o che Sant’Agostino era macchiato al caffè. Il nostro razzista non ne fa una questione – inizialmente - di colori o culture ma la butta sulle possibilità, ci sentiremo sempre dire da questa brava gente: “Ma io volentieri ospiterei immigrati e profughi, ma caro lei… se non possiamo vivere neanche noi Italiani in Italia come possiamo ospitare queste persone?” Il razzista italiano è serafico e finge persino di sentirsi in colpa… ha la straordinaria capacità di essere egli stesso vittima della sua presunta bontà. Il razzista italiano è quindi vittimista, e se pone un argine nei confronti dell’ “altro” non è mai per odio o cattiveria ma perché – anche con tutta la buona volontà – non si può fare altrimenti. Questa è la linea della Lega Nord che da vent’anni ha fatto di questo vittimismo una efficace bandiera sino a quello spettacolo di legge che ha preso il nome di Bossi-Fini (è un po’ come se una legge tedesca si chiamasse Hitler-Goering ma questo è il bello dell’indecenza).
Quindi noi non siamo razzisti… no! Siamo realisti, siamo obbiettivi e se agiamo in modo pseudo nazionalista è per necessità non certo per pregiudizio.
Questa mentalità, oramai radicata… è alla base delle critiche poco felici nei confronti del nuovo Presidente della Camera Laura Boldrini: non solo lei ha lavorato per i diritti dell’uomo per l’alto commissariato dell’Onu, ha speso buona parte della sua vita in difesa dei più deboli, cercando di applicare una cosa che si chiama Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo – cosa che sarebbe motivo di vanto in qualsiasi paese decente -, ma ora per questa vergognosa attività deve anche sopportare le critiche e le battute di cattivo gusto di Sallusti & Co.
Ma i giornalisti che ciucciano sotto la tetta grassa di Silvio hanno ragione… eh sì! Boldrini hai voluto fare la brava persona? E allora te lo meriti! E figlia mia dov’eri quando qui si arraffava di tutto? Quando personaggi some Sallusti e Belpietro si dichiararono “allievi di Montanelli”?... Perché deve sapere che il giorno dopo la morte di Indro Montanelli i suoi allievi si sono moltiplicati come virus, come batteri… tanto il vecchio era morto non poteva dire: “ma chi vi conosce”?
Boldrini, mentre lei ha cercato di difendere i diritti universali di tutti gli uomini qui per vent’anni hanno difeso l’universale diritto di un solo uomo… noi non ci siamo abituati, noi siamo più avanti… questi signori i diritti se li sono guadagnati col "sudore della lingua," con la fatica della sedizione, con lo sforzo immane della calunnia. Cara Boldrini ma si rende conto di quanta fatica ci vuole per compilare dettagliati dossier segreti spesso falsi o tendenziosi da tirar fuori dai cassetti al momento giusto? Quanta solerzia e abnegazione richiedono ricerche sui nemici del proprio editore-padrone-capopartito-presidente del consiglio – unto del signore – operaio – casalinga – minatore – protettore delle minorenni? attraverso le quali poi ricattare, minacciare e acchetare i facinorosi? Questo, Cara Presidente, è stato il giornalismo italiano che ha fatto scuola in sua assenza… quando lei si dava alla pazza gioia per difendere i diritti dell’uomo in giro per il mondo… bella la sua vita mentre qui si lavorava di fino! Perciò abbia rispetto per Sallusti, che ha sposato anche la Santanché – quindi da qualche parte  Zio Tibia deve pur sfogare -, rispetto anche per Belpietro… un uomo che si è fatto da solo… si è solo montato male; e tenga conto che non ha un mento volitivo, per niente! Quella è tutta lingua! Vuole casomai ingraziarsi Vespa? Gli faccia fare un plastico della Dallas del novembre del 63’ ma vada il meno possibile in quello studio, provoca tremendi effetti collaterali!   

domenica 17 marzo 2013

BEPPE!!!



Ieri – e ogni tanto il parlamento lavora di sabato – sono stati eletti i presidenti delle Camere: al Parlamento Laura Boldrini e al Senato Pietro  Grasso. La votazione alla Camera è andata liscia, la Boldrini piace più o meno a tutti – tranne al Pdl e questo è un buon segno, valorizza ancora di più la figura -, ma al Senato le cose non sono andate altrettanto bene. Pietro Grasso era andato al ballottaggio con il Presidente uscente Schifani e la spunta per soli venti voti. Il Pd compatto su Grasso, il Pdl fa quadrato intorno a Schifani – tipo cella -, persino Berlusconi fa un enorme sacrificio e si presenta in aula per votare: provato e “ipovedente” arriva sommesso con la sua scorta faraonica tra gli insulti della gente con degli occhiali che credo abbia scippato a qualche pappone di Viale Europa, gli mancava solo la camicia sbottonata, un anello d’oro e una catena da motorino al collo.
I montiani invece tutti a votare sempre e comunque scheda bianca: paradossale constatare come Monti si sia appellato per tutto il suo governo al senso di sacrificio e di responsabilità ed ora si arrocca ottusamente come un bambino capriccioso che non è riuscito ad avere il suo giocattolo, senza alcun senso di responsabilità e sacrificio appunto. Era un tecnico e non un politico… però ha imparato presto!
Insomma al Senato, viste anche le direttive di Grillo al Movimento 5 Stelle, si rischiava il secondo mandato di Schifani. Qui si è posto un caso di coscienza personale, di libera scelta tra due alternative: o Schifani presidente (il minuscolo è voluto) o un’empasse che avrebbe potuto chiudere la legislatura anzitempo – cosa che è nelle mire congiunte di Monti e Berlusconi anche se per motivi diversi.
Qualche Grillino non ce l’ha fatta a votare scheda bianca e ha preferito Grasso allo sfascio, ed ora il procuratore antimafia è Presidente del Senato, cosa di certo preferibile allo Schifani bis.
Questo risultato ha indispettito Beppe Grillo che ha visto il voto di coscienza dei suoi senatori come un tradimento nei confronti dell’impegno elettorale. In definitiva ha chiesto in nome della trasparenza di sapere chi ha votato per Grasso di modo ché se ne assuma tutte le conseguenze e le responsabilità, infatti ha scritto ieri sul suo blog:

Nella votazione di oggi per la presidenza del Senato è mancata la trasparenza. Il voto segreto non ha senso, l’eletto deve rispondere delle sue azioni ai cittadini con un voto palese. Se questo è vero in generale, per il MoVimento 5 Stelle, che fa della trasparenza uno dei suoi punti cardinali, vale ancora di più. Per questo vorrei che i senatori del M5S dichiarino il loro voto. Nel “Codice di comportamento eletti MoVimento 5 Stelle in Parlamento” sottoscritto liberamente da tutti i candidati, al punto Trasparenza è citato:
- Votazioni in aula decise a maggioranza dei parlamentari del M5S.
Se qualcuno si fosse sottratto a questo obbligo ha mentito agli elettori, spero ne tragga le dovute conseguenze
.

In linea di principio Grillo non ha tutti i torti, nel senso che il voto segreto non avrebbe senso… se fossimo in un paese dove la scelta personale e di coscienza venisse rispettata e accettata.
Caro Grillo, che il MoVimento cinque Stelle sia tendenzialmente compatto è bello, ma è altrettanto piacevole sapere che ci sono anche delle coscienze singole e autonome, coscienze che decidono – forse anche loro malgrado – in base alle circostanze e alle contingenze.
Forse chi ha votato per Grasso aveva anche una fondata stima in lui, o forse ha preferito non fare il gioco del Pdl e di Monti per arrivare alle elezioni. Avrà forse pensato che per il bene di questo Paese l’opportunità di questa legislatura non deve essere buttata via e sprecata alla prima difficoltà. Forse essendo un neofita si è spaventato all’idea che Schifani diventasse per la seconda volta presidente del Senato della Repubblica – a dire il vero si spaventerebbe chiunque; io ancora mi scandalizzo che ci sia stata sino a qualche giorno fa una presidenza  Schifani,  errare è umano ma perseverare è diabolico cazzo! -, e ha dunque scelto una personalità di alto profilo che rappresenta comunque una novità (e poi a me l’idea che Berlusconi si trovi un ex procuratore antimafia come suo Presidente al Senato mi fa godere come un riccio!).
Quindi alla fin della fiera, caro Grillo, va bene tutto: la trasparenza, la compattezza e la linea comune – che non credo siano poi state tradite in modo così profondo -, ma bisogna anche fare i conti col fatto che i suoi eletti hanno una testa e un pensiero autonomi – ed è  più da apprezzare e favorire l’autonomia in una linea politica che l’automatismo -, cosa che non mi dispiace affatto. Vuole davvero che i suoi siano come i montiani o i pidiellini? Soggetti ciechi disposti a portare una nazione allo sfascio per principi o clientelismo? Per ottusità o convenienza?
Paradossalmente i suoi eletti al Senato hanno smentito Berlusconi, il quale ha definito il suo movimento una setta modello Scientology – cosa che ho scritto anche io però definendola Scientology al Caciucco, quindi chiederò la Siae al falso invalido di Arcore. Comprendo anche i suoi timori: in fondo una politica scaltra e tentacolare facilmente può travolgere il nuovo e portarlo a sé: circuirlo, dividerlo e plagiarlo, facendogli addirittura credere di agisre per il meglio, ma il rischio credo sia stato annoverato e sta nel gioco. Quindi intimare e minacciare ad ogni piè sospinto non credo serva allo scopo di mantenere compatto il gruppo, alla fine questo atteggiamento potrebbe risultare anche negativo e controproducente.
Il percorso da lei scelto, quello della democrazia diretta nel web, della trasparenza, dell’indipendenza da ogni colore politico, della politica fatta dal basso può e deve anche comprendere visioni e scelte diverse, coscienze indipendenti, idee e proposte non sempre condivisibili dal “direttivo” (chiamiamolo così) e questo non significa che non siano dettate da un senso di responsabilità istituzionale, politico e sociale. Insomma, se si è davvero liberi si deve essere anche liberi di decidere secondo coscienza e non per questo gridare al tradimento. Credeva davvero fosse una cosa facile?        

sabato 16 marzo 2013

ATTENTI ALL’ALLUPATO



Nonostante vi siano tante facce nuove in Parlamento perché mi è salita la pressione vedendo le vecchie? Ne ho adocchiati tre: l’ex Presidente della Regione Lazio Renata Polverini, ha tentato di mimetizzarsi con un nuovo taglio di capelli ma si è fatta scoprire quando ha urlato ad un collega del Pdl: “ahoo se beccamo!”. L’ex Presidente della Regione Lombardia Formigoni, che tentava inutilmente di contattare il Vaticano chiedendo insistentemente di parlare con un certo "Francesco" perché ha uno stock di giacche colorate molto casual da sbolognare. Ed infine lui, proprio… lui Scilipoti! Quando l’ho visto sono andato in crisi.. e ho iniziato a pregare ripetendo ossessivamente: “Ti prego fa che sia Danny De Vito, fa che sia Danny De Vito…” ma niente! Aspettiamo tutti il rientro del guercio d’Arcore, questo pirata della decenza. Già lo immagino… fiero della sua benda all’occhio, accovacciato sulla spalla destra Cocorito Bondi e Brunetta come provvisoria gamba di legno.  C’è una sola dote di Berlusconi che invidio ed è quella che spacca tutto: la sua tenacia! La capacità di risorgere dalle proprie ceneri con tanta caparbietà e faccia tosta che in confronto l’Araba Fenice è una pollanca rassegnata che si è già spennellata petto e cosce con rosmarino e olio.
Quando tutti credono che sia finito, caccia dal cilindro una nuova idea – e qualche minorenne. Noi crediamo che si stia facendo da parte, come è accaduto altre volte – troppe volte – e invece ritorna… EGLI VIVE! L’ultima tornata elettorale è esemplare a proposito: gli è bastato dire una cazzata, attivare gli amici degli amici, comprare qualche milionata di voti e il gioco è fatto… è ancora lì con la sua ciurma di fedelissimi – visto l’uveite Gasparri era persino disposto a donare le sue cornee, praticamente nuove.. basta solo una decisa convergenza e solo gli appostamenti della Boccassini li ha fatti desistere!
Giorni fa parlando con un caro amico inquietati ma con tanta voglia di ironia per sdrammatizzare abbiamo trovato un solo paragone storico con il  “nano eterno”, ed è stato un accostamento tanto terrorizzante quanto calzante. Abbiamo viaggiato con la fantasia sin nella steppa siberiana zarista e ripescato la funerea figura di Rasputin!
Grigorij Efimovič Rasputin … era un semplice contadino, sposato con tre figli (solo un caso?), poi peregrinò sul monte Athos - dove anche gli animali sono tutti di sesso maschile -  e si illuminò – con cosa è ancora un mistero. Offrì la sua mediocre vita ad una religiosità di stampo orgiastico (anche questo solo un caso?), fino ad arrivare alla corte dei Romanov con la fama di santone con oscuri poteri paranormali (si narra che riuscì a guarire l’unico figlio maschio dello Zar dall’emofilia e almeno lui un miracolo all’attivo ce l’ha Berlusconi ancora no, ma se si levasse dai coglioni la cosa potrebbe essere annoverata come “grazia” ed è già un risultato).
Ma anche Rasputin come il nostro era abitato da un attaccamento feroce alla vita e la storia della sua morte lo dimostra: fu ordita una congiura per assassinarlo e con la scusa di una cena a casa del principe Jusupov si decise di avvelenarlo col cianuro. La cosa bella è che ci riuscirono! Rasputin dopo il primo, il secondo, contorni, sorbetti tra carne e pesce, frutta, dolce e caffè e decine di bicchierozzi di vodka allungati al cianuro frantumati nel camino prese una bella dose di veleno…. ma niente! neanche un sintomo! Che ne so…  un po’ di mal di testa, un principio di dissenteria! niente di niente! Tranne pallidi segnali di abbiocco postprandiale il monaco stava meglio di prima. Allora i congiurati spaventati e allibiti dalla resistenza di Rasputin decisero di sparargli: il primo colpo fu al fianco… ma non servì – anzi lo aiutò a liberarsi da un po’ d’aria accumulata nel pancino -, il secondo alla schiena: e lì lo sentirono dire: “Sapete, ho un leggerissimo fastidio ai reni. Saranno stati gli asparagi?”…. il terzo colpo fu sparato in fronte, ma anche lì non erano certi, anche perché delirante il santone aveva chiesto un cachet!
Mossi dalla disperazione i poveri assassini lo trascinarono su una barca e lo gettarono nel fiume Moika – ricordiamo che era il mese di dicembre del 1917.
Il cadavere di Rasputin spuntò il giorno seguente e dopo aver recuperato il corpo fu fatta un’autopsia dalla quale emerse che nel suo corpo non vi era la minima traccia di cianuro – il tipo digeriva anche l’uranio probabilmente -, che non morì per i tre colpi di pistola subiti e neanche per annegamento… bensì per “assideramento”. In poche parole il monacaccio morì dal freddo nonostante fosse stato precedentemente avvelenato, sparato tre volte – tra cui un colpo di grazia alla testa - e annegato…! Lì dove ognuno di noi sarebbe passato a miglior vita già solo per “coma alcolico e indigestione” Rasputin non fece una piega e forse si stava preparando anche per un bicchiere di amaro digestivo della buonanotte con la famiglia imperiale.
Quindi occhio gente… non abbassiamo la guardia, potrebbe esistere la reincarnazione e il monaco - per il suo cattivo karma - può essersi insinuato nel guercio di Arcore.

venerdì 15 marzo 2013

DER SPIEGEL SI GUARDA LA "CASTAGNA"


Ieri il maggiore settimanale tedesco scrive che Grillo è l’uomo più pericoloso d’Europa. Varie sono le motivazione che l’editorialista adduce a questa tesi: Grillo è il capo di una setta, troppo vicino a idee di sinistra estrema e abitato – questa è bella – da puritanesimo radicale. Come ciliegina sulla torta era inevitabile un avvicinamento del  “Movimento 5 Stelle”  al fascismo. In fondo – si legge – anche il fascismo nacque come fenomeno di sinistra. Personalmente tanta ignoranza mi sconvolge, soprattutto ignoranza storica ad uso e consumo della malizia dell’autore. Perché due sono le molle che fanno scattare le dittature: una è appunto l’ignoranza generalizzata e diffusa, la seconda è l’indigenza, il malcontento che si diffonde nei periodi di crisi come questo. Insomma tutti gli ingredienti ci sono e lo Spiegel ci sguazza. L’Italia non è mai stata simpatica alla linea editoriale del giornale tedesco, ma il sentimento è reciproco e amo sempre ricordare che in quanto a  lungimiranza e obiettività storico politiche il giornalismo tedesco non mai mostrato spiccate e brillanti capacità.  Al massimo direi – come accadde per il fascismo – che non è il movimento di Grillo ad esser pericoloso quanto piuttosto ciò che lo ha generato e il clima che gli si può affiancare  – andare alle radici delle cose è un segno di onestà intellettuale.
Io ricordo – ma posso sbagliarmi - proprio un partito tedesco … credo si chiamasse  “Partito nazionalsocialista DEI LAVORATORI”, quindi di sinistra anche quello? Anche Hitler partì dal basso, raccogliendo consenso popolare con il lassaiz-faire compiaciuto della borghesia tedesca che lo finanziò non poco se la memoria non mi fa difetto. Ricordo anche che Hitler prese a modello proprio il nostro – ahinoi – Mussolini, quindi possiamo dedurre che - almeno per la proprietà transitiva - Hitler era un socialista, di sinistra insomma? E non è forse vero che questi movimenti che hanno distrutto l’Europa sono nati a causa dell’indigenza e dal tracollo economico dei loro rispettivi paesi di origine? Non è forse vero che hanno cavalcato e strumentalizzato la crisi sociale ed economica del primo dopoguerra per affermarsi? Non è forse vero che hanno fatto leva sull’ignoranza e sulla stanchezza di popolazioni vessate e impoverite da governi incapaci – nel caso tedesco non si diede neanche il tempo alla Repubblica di Weimar di agire? Siamo sicuri che Grillo sia un problema o è più onesto pensare che Grillo sia il primogenito di una situazione già pericolosa, e che questo potrebbe portare ad una totale “rivisitazione” dell’idea di Europa, rivisitazione che per interesse nessuno vuole affrontare? Vogliamo anche dire che le idee del Movimento a 5 stelle mettono in crisi proprio quel sistema economico che ha reso la Germania quello che è… e che difende con le unghie e con i denti? Un sistema che l’ha resa padrona dell’economia di questo continente? Nonostante tutto un sistema boccheggiante e sull’orlo del tracollo che – però - tutti difendono per interesse? In pratica Der Spiegel soffre di amnesia ed è in piena fase di “rimozione”… chissà perché?
Mi domando anche perché durante il “ventennio berlusconiano” Der Spiegel si sia limitato solo a “meritati sfottò” nei confronti dell’Italia ma non si è mai realmente preoccupato. Forse preferiva il “Pagliaccio” al “Comico”?, il ridicolo burattino al rivoluzionario orsacchiotto?
Essere critici e lucidi in periodi delicati è d’obbligo, ma tentare di alimentare il panico nel vecchio continente con tendenziose dichiarazioni e articoli che nascondo in fondo del semplice e banale conservatorismo, della stopposa reazione messa in opera per difendere l’economia e il primato tedesco mi pare una cosuccia piuttosto bieca… o no?

giovedì 14 marzo 2013

IL PAPACAOS



Uno non può fare una cosa che subito tutti devono dire la loro. La prossima volta eleggeranno il pontefice a ferragosto: bar chiusi, tutti in vacanza, televisioni con palinsesti ridotti e tanti film in bianco e nero. Uno di quei periodi che per riempire gli spazi ti sparano in successione Ben Hur, i Dieci Comandamenti e quindici documentari sulla vita di Padre Pio!
Ieri è stato eletto il nuovo pontefice dopo cinque soli scrutini del conclave: arcivescovo di Buenos Aires, gesuita, il cardinale Jorge Mario Bergoglio. Onestamente appena l’ho visto mi è partita una battuta: “Ma non avevano detto che Vianello era passato a miglior vita?...”  e con blasfema ma innocente fantasia mi aspettavo dietro di lui un frenetico e ilare Tognazzi vestito da diacono che faceva il gioco del fazzoletto con la sua stola coi cardinali dietro .
A parte la mia immaginazione da scomunica non mi ha stupito l’elezione del nuovo Papa – che io sappia accade da un paio di migliaiate di anni almeno: con alti e bassi, papi e antipapi, belli e brutti, buoni e cattivi -, ma tutto il circo mediatico intorno.
Questo Signore dal viso anche simpatico ha parlato all’incirca dodici minuti, ma neanche – metteteci un Pater e un’ Ave Maria, delle pause di evidente imbarazzo ed emozione, la richiesta e l’elargizione di benedizioni e si e no avrà parlato per sei minuti scarsi – ma questo è bastato affinché tutti i mezzi di comunicazione riempissero ore e ore – credo non abbiano ancora smesso – di palinsesti televisivi. Son stati sacrificati al nulla litri e litri di inchiostro tipografico, alberi ed energia elettrica a iosa.
Corre voce che Giulio Base abbia iniziato all’alba – già in ritardo – le riprese di un film tv sul nuovo pontefice: il titolo provvisorio è: “Papa Coso là… aspè… ce l’ho sulla punta della lingua!” perché ancora non ricorda il nome! Gli opinionisti e i vaticanisti sono spuntati come funghi, Vespa si è trasferito nel plastico di Cogne e aspetta una telefonata del nuovo Papa. Non c’è stata una sola trasmissione, un solo canale, un solo profilo di social network in cui si è letto: “nominato il nuovo Papa, è un argentino della Compagnia di Gesù si chiama Jorge Mario Bergoglio e ha scelto un nome originale “Francesco”. Troppo poco per innescare la “papalite”! Si è aperta un’esegesi su quelle  poche parole pronunciate… “viene dalla fine del mondo”, spostamento della visione “geopolitica” del mondo, pagherà l’imu, metterà in mutande Bertone e soffierà le Paoline a Bagnasco facendole diventare amanuensi, evirerà chimicamente i pedofili, licenzierà la monaca cuoca e si preparerà tutto da solo, vorrà una fermata della metro A sotto il Vaticano e se non è possibile scambierà la papa mobile con un auto elettrica, nominerà Grillo segretario di Stato e Casaleggio lo piazzerà all’inquisizione (piacerebbe a Telespalla Caseleggio eh?) di tutto e di più insomma.
Non sono mancati anche i detrattori, i critici, gli scettici, quelli che attraverso il suo passato lo vedono come un arrivista che ha puntato al soglio pontificio in pratica dall’adolescenza. Un uomo estremamente ambizioso che per diventare Papa ha scelto la strada più perversa e pericolosa, quella della morigeratezza e della semplicità assoluta. Non fidatevi di un Cardinale che non ha voluto che i suoi fedeli venissero da Buenos Aires a Roma per la sua nomina chiedendo loro di donare i soldi necessari per il viaggio ai poveri, di un arcivescovo che il Giovedì Santo fa la lavanda dei piedi ai neonati e ai malati di Aids, che ha scelto di vivere in un appartamentino di pochi metri quadri e cucinarsi da solo, non fidatevi di questa brutta gente… non ci facciamo abbindolare lo ha fatto solo per diventare Papa.
Non mancano anche voci e documenti su possibili lati oscuri e discutibili di Papa Francesco, come la paventata vicinanza con la dittatura argentina dalla metà degli anni Settanta, il suo non agire in difesa di due confratelli rapiti quando era il Provinciale della Compagnia di Gesù – anzi si ritiene sia stato proprio Bergoglio a indicarli come “sovversivi”-, tutto documentato negli articoli e nei libri del giornalista  Verbitsky che ha seguito la vita di Bergoglio per quasi quarant’anni. Ma quasi istantaneamente sono spuntati articoli di difesa – anche sullo stesso sito o testata – che invece descrivevano Bergoglio come un oppositore della dittatura. Un sacerdote che con cautela e fermezza cercò di aiutare le famiglie dei rapiti. Che chiese di persona la liberazione dei due gesuiti che scelsero di spogliarsi per combattere il regime argentino. Insomma tutto e il contrario di tutto nel giro di una giornata.
Le voci si moltiplicano e si amplificano, non interessa la notizia vera … basta una notizia, una voce, anche di corridoio, anche ascoltata negli orinatoi di fianco alla Sistina, una parola dei vicini di casa, una seduta spiritica coi nonni; tutto fa brodo, l’importante è che se ne parli.
In neanche 24 ore a Cacciari già sta sulle palle, Messori ha scritto tre biografie e due già postume, Vespa ha registrato due mesi di trasmissione con un plastico di San Pietro (opportunamente sottratto dall’Italia in miniatura perché siamo in austerity), la Venier è andata a pescare i suoi parenti nella Pampa – a spese del nostro canone – e quella santa donna della D’Urso fingerà di essere una monaca piemontese per intervistare i compaesani del borgo di origine approfittando per un po’ di questua.
Un po’ d’aria gente … fatelo respirare, già uno ha abdicato… e dei bei casini ce li ha già in casa. 

mercoledì 13 marzo 2013

LA RIVOLTA DEI “PROFESSIONISTI”



Dopo un luculliano ventennio che la nostra politica sia alla frutta è sotto gli occhi di tutti, tranne per la vecchia guardia… la quale spera almeno nel caffè , nell’ammazza caffè – una grappina per digerire, e perché no – vista la faccia come il culo -, farsi fare un cartoccio con le rimanenze  e chiedere una forte riduzione sul conto – che si prospetta salato, visti i quattro lustri satolli inchiodati a questa tavola imbandita a forma di stivale. Con fare tipico italiano dunque le vecchie volpi aprono la fase – anche surrettiziamente e per via traverse – del “lei non sa chi sono io”.
Adesso il passato si appella al  curriculare: ad una pretenziosa ed improbabile competenza acquisita nel tempo che definisce “politica di professione”. Insomma a mozzichi e graffi millantano di essere dei “professionisti” rispetto al nuovo che avanza che di riflesso non può che inevitabilmente essere incompetente e incapace.
Ora facciamo un piccolo excursus sui nostri “sedicenti” professionisti della politica. Questi “onorevoli” personaggi, senza alcun senso storico, civico hanno “ignorato” volontariamente le basi del diritto, lo spirito della Costituzione – sulla quale hanno giurato -, hanno mangiato sulla Sanità Pubblica, hanno cancellato ogni forma previdenziale e assistenziale, hanno distrutto la cultura e l’istruzione di questo paese, hanno accettato connivenze con le organizzazioni criminali e lucrato con esse, hanno accettato tangenti, hanno fatto gli interessi di banche rette da incapaci esosi, di gruppi industriali diretti da figure mediocri che attingevano dalle casse dello stato perché assolutamente privi di doti manageriali – anche se di origini canadesi. Questa “generazione di professionisti” ha creato il “cielodurismo” e il berlusconismo, ha ignorato e bypassato le volontà popolari emerse dai referenda sul finanziamento pubblico ai partiti, sull’abolizione di ministeri inutili, sulla privatizzazione dell’acqua e sul nucleare (dal 1993 se ne contano ben 12). Questa generazione di “professionisti politici” ha dato alla luce figure di cui andar fieri nei decenni a seguire: personaggi come Berlusconi, Bondi, Brunetta, Cortese, Minetti, Rosy Mauro, i lord Salvini e Speroni, Calderoli,  Cicchitto, Carfagna, Santanché, Gelmini, Trota e padre, Batman, Polverini e Marrazzo, Luisi, Del Turco, Lorenzetti, Penati, Brambilla, Mussolini, l’oratore di scuola quintiliana Borghezio, Scajola – multiproprietario immobiliare affetto da amnesia selettiva –, Mancino, De Mita, Mastella e consorte …  e ci fermiamo qui anche se la lista sarebbe ancora più lunga, trasversale, tanto tragica quanto ridicola, tanto inquietante quanto vergognosa. Ecco i nostri professionisti politici, le punte di diamante della nostra vita pubblica, l’eredità e il passato di tanta competenza e diligenza.  
Ovvio che chi ha prodotto e voluto - geneticamente modificato oserei dire - tutto questo tenti in tutti i modi di sopravvivere, si attacca con tutte le forze alla poltrona, allo scranno – credo vedremo segni di unghie ovunque nel parlamento -, perché in questo Paese è inconcepibile un ricambio generazionale senza traumi, senza vederlo come innaturale o persino illegittimo, insomma si grida allo scandalo e all’insurrezione solo perché il nuovo si sta affermando. Non devono essere i vecchi a morire, ma il vecchio… e questa differenza è sostanziale. Non sono i giovani necessariamente a dover subentrare ma il nuovo, che è spesso difficile da trovare anche in ciò che si è autodefinito tale.
Le agonie sono peggiori della morte improvvisa!, morire di botto è tragico ma almeno dopo lo shock ci si rassegna e si tenta di voltare pagina, ma le agonie sono strazianti, mietono ulteriori vittime di risulta, alimentano ulteriori sofferenze, allungano i tempi e acuiscono gli strascichi; quindi si rischia che per la pervicace, disperata, inutile e ostinata volontà di sopravvivenza di pochi finisca di andare a puttane un intero paese. Ma dico io,  se avete fatto pena per tutto questo tempo, almeno abbiate la decenza di donarvi quella che tutti chiamano a ragione la “morte dei giusti”. Un appello speciale soprattutto a D’Alema… Massimo è Shakespeariano dare direttive dall’oltretomba, ma non sei il padre di Amleto. Anzi per colpa tua tutto il Pd sembra Macbeth, ha persino sposato Rosy Bindi, che come Lady Macbeth è tutto un programma.     

AL "CARO" BERSANI



Gli otto punti di Bersani, ovvero l’elaculatio precox del Partito Democratico … i sei secondi più banali da quando ho imparato a leggere – percorso ancora non concluso.
Siamo d’accordo che nell’epoca del 2.0 va di moda comunicare velocemente, affermare con chiarezza e sintesi concetti e messaggi … ma, come spesso accade – e questo caso tragicamente non ne è esente – a discapito dei concetti e dei messaggi stessi. Esimio segretario ma lei ci è o ci fa?  E’ mai possibile che dai risultati elettorali sino ad oggi abbia tirato fuori solo questo? E’ posseduto dal D’Alema della bicamerale? In ognuno di noi c’è un piccolo Scilipoti ma a lei sta attaccando la materia grigia.  Ma andiamo al sodo, vediamo in corpore vili  le viscere di questi “inutili” otto punti e tentiamo di esaminarli – ma non credo di essere dotato di tanta immaginazione.

Punto 1) Fuori dalla gabbia dell’austerità.

La prima domanda che persino un lettore lobotomizzato si porrebbe dopo aver letto questa illuminante affermazione - che avrà richiesto ore e ore di lavoro indefesso - è : come? Io ho girato, il foglio… ho cercato le istruzioni dietro; anche in mandarino stretto mi sarebbero andate bene, persino la ricetta del pollo alla cantonese… ma niente! Come?   Almeno un’ ulteriore suddivisione in sotto punti che costava? Non ha inchiostro nel toner?

Punto 2)  Misure urgenti sul blocco sociale.

Ho nostalgia dei paroloni anni 70’ ed è tutto dire; blocco sociale non si può sentire. Ma chi glielo ha sintetizzato questo capolavoro di retorica… Biscardi? Però dal “come” siamo passati a “quali”. Bersani abbia pietà di noi … si sforzi. Almeno un aiutino da casa, il 50 e 50…. Quali misure? Ha scritto lei che sono urgenti… ma così urgenti da non avere il tempo di articolare meglio la frase?

Punto 3) Riforma della vita politica e della vita pubblica.

La prego licenzi i suoi collaboratori! O perlomeno si riappropri della facoltà di intendere e volere. Questa preposizione è un balbettio, un morso alla lingua per non lasciarsi scappare un azzardo. Qui si vede la sua paura, la volontà di non voler cambiare niente. Questa frase non ha fermezza, decisione, carattere. Non richiede una scelta forte: in definitiva non dice nulla. Non parla assolutamente dei costi dei politici, dei dirigenti pubblici, dei posti di lavoro regalati in cambio di voti. E’ una frase muta, sorda e cieca. Neanche un artifizio retorico. E’ un insulto all’intelligenza non solo umana … anche un primate che ha scoperto da un quarto d’ora l’opponibilità del proprio pollice le girerebbe la faccia sdegnato. L’abolizione delle provincie qui dov’è? I rimborsi elettorali? Le indennità ai parlamentari? Sempre la ricetta del pollo alla cantonese? Colorare gli spazi coi puntini della settimana enigmistica? Le tagliatelle della nonna Pina?

Punto 4) Voltare pagina sulla giustizia e l’equità.

Anche qui, che cosa si intende? Il Vago regna sovrano e persino il Caos gli è preferibile. Si parla di una riforma della magistratura forse, del potere giudiziario come indipendente – avrà letto Montesquieu e Locke spero, lo speriamo un po’ tutti (siamo così disperati da accettato anche il "sentito dire") – o di un ritorno a un sistema che con tutte le sue falle agiva correttamente fino a quando il Berlusconismo non lo ha violentato a morte?  Non credo ci voglia Salomone in questo caso: basterebbe eliminare tutti gli elementi virali ed endemici inseriti qui e la negli ultimi vent’anni nei codici di Diritto e Procedura Penale e il gioco è fatto. Casomai dare anche al Ministero della Giustizia e alle forze pubbliche i mezzi necessari per non continuare a sembrare ridicoli …  anche qui il sorcio del Berlusconismo ha lavorato con alacre zelo e tomo tomo, cacchio cacchio ha rosicchiato la baracca quasi fino a farla crollare – anche con il vostro placet – non agire e far finta di niente per vent’anni non è certo un alibi.

Punto 5) Norma contro il conflitto di interesse e doppi incarichi.

Questo è l’unico punto chiaro e deciso! Addirittura la viltà mostrata negli pseudo-punti precedenti come per magia si è tramutata in temerarietà, gonfia il petto e azzarda addirittura il termine “Norma”…. Qui spunta fuori il Peppone che c’è in Pierluigi… accoppa il nefando Scilipoti e va giù duro.  Credo che qui D’Alema gli abbia dato il permesso di sbizzarrirsi.

Punto 6) Economia verde e sviluppo sostenibile.

Caro Bersani un’economia più al "Verde” di questa la deve andare a trovare in Somalia, che per inciso è sì un paese povero ma con una ricchezza di dignità che noi sogniamo. Qui vuole andare incontro ai grillini senza neanche aver letto il loro programma. Avrà pensato: “ora scrivo queste due cazzate e li faccio contenti.” Ma Pierluigi, sembra la pubblicità dei pannelli fotovoltaici… ma dove lo ha preso questo slogan? Dalla patonza di Mediashopping? I cartelli scritti a pennarello con le offerte speciali attaccati alle vetrine dei negozi cinesi attirano più interesse.

Punto 7) Matrimoni gay e cittadinanza a chi è nato in Italia.

Beh, se il nostro caro Bersani si fosse premurato di informarsi da qualsiasi attivista che conosce bene questi argomenti avrebbe parlato di unioni si fatto, cosa ben più ampia rispetto ai matrimoni gay; e la cittadinanza sino ad oggi negata a chi è nato in questo paese è un abominio da denuncia al Tribunale dei Diritti Umani non certo una felice ed inorgogliente novità nel diritto di questo paese.  
Quindi avrei rielaborato questo punto descrivendolo così: Riconoscimento dei diritti universali dell’uomo, diritto alla nazionalità di nascita garantito e norme di tutela e garanzie civili, politiche e giuridiche per le coppie di fatto. Come già sancito dall’Articolo III della Costituzione Italiana. Ma visto che Bersani ama la sintesi sino all’osso bastava scrivere: finalmente applichiamo l’Articolo III della Costituzione. Vede, non serve sforzarsi tanto… se ascoltasse noi poveri idioti ogni tanto ora avrebbe qualche capello in più.

Punto 8[ovvero la ciliegina sulla torta])  Istruzione e ricerca.

Si è vero, sembra che Bersani preso dalla stanchezza o da un fulmineo attacco di narcolessia – non escludiamo comunque queste ipotesi - non abbia finito la frase, ma non è così… . Questo è il punto più chiaro, il più intenso e veritiero. Questo punto doveva esser scritto così, né una parola in più né una in meno. Istruzione e Ricerca in questo paese non ci sono più da un pezzo quindi tocca rifondarli e ricordare a tutti che prima esistevano. La voce otto sembra messa a cazzo ma nella sua asciutta sintesi supera le intenzioni del redattore… che effettivamente l’ha messa a cazzo.  Oh aveva annunciato otto punti mica poteva presentarsi solo con sette capolavori?
Manca però – e questo fa male, vista l’esaustiva e penetrante profondità di questo programma che fa arrossire anche le otto vie per l’illuminazione del Buddhismo – un riferimento ad una Sanità libera, garantita ed efficace per tutti. Ma in questa omissione Bersani dice nel non detto, si da agli Haiku, alla leggiadria del soggetto celato “tra le righe”. Qui mostra le sue profonde doti espressive… e il suo messaggio nascosto è: Cut venja un azident!