In Verità

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lunedì 30 settembre 2013

LE DEMOCRISTIANATE SOCIAL DI “LETTINO DA LAZZARETTO”


Sottotitolo: mai avrei pensato di trovarmi a difendere Grillo. Il mondo è bello perché avariato!

Ieri “Lettino da Lazzaretto”- secondo Grillo - ha volutamente mentito agli italiani con la sua  serafica e clericale sfacciataggine. Da Fazio Enrico Letta ha mostrato tutto il suo patrimonio genetico democristiano attribuendo la responsabilità della “mancata legge elettorale” ad altri. Troneggiando da un maxischermo in studio collegato da palazzo Chigi  ha dichiarato che sarebbe stato favorevole ad un ritorno al vecchio Mattarellum ma “purtroppo” si è trovato contro il Movimento Cinque Stelle di Grillo. Ma Beppe prontamente ricorda dal suo blog che il cittadino deputato – così amano farsi chiamare - Giachetti propose il ritorno alla vecchia legge elettorale ma trovò l’opposizione proprio dei partiti di governo Pd e Pdl… e la cosa cadde nel nulla.
La risposta non tarda ad arrivare e stamani da Facebook “Letta tuona contro Grillo e i suoi. Il presidente del Consiglio rimanda l’accusa al mittente dichiarando che è proprio il comico ad essere il primo sostenitore del Porcellum – infatti vuole tornare al voto con questa legge – e che la proposta di Giachetti ebbe esito sfavorevole perché incompleta, in quanto incentrata esclusivamente sulla legge elettorale senza estendersi anche alla modifica di tutto l’articolo 138 della Costituzione.
Da questo pistolotto del Presidente del Consiglio sul popolare social network possiamo dedurre due cose: innanzitutto che nonostante la crisi imminente, le minacce di dimissioni di massa del Pdl e tutti i suoi guai, Letta può permettersi di perdere tempo per sentenziare in tv, chiedere intercessioni alla comunità di Sant’Egidio e a smanettare su Facebook, cosa che ci consola non poco viste le condizioni ottimali del Paese. In seconda istanza dovremmo ricordare al nostro “Primo Ministro” che le chiacchiere e le dichiarazioni stanno a zero e quelli che contano sono i fatti. E per stabilire i fatti bastano poche domande:  
Prima domanda: In aula chi ha votato contro il ritorno del Mattarellum? Grillo e i suoi? Ecco il primo dato di fatto; conta chi ha votato non chi ora ci ricama arrampicandosi sugli specchi.
Seconda domanda: Caro Presidente Letta… anche se la proposta di Giachetti era da ritenersi incompleta, se fosse passata avrebbe comunque permesso di tornare alle urne con una legge elettorale meno scandalosa, più equa e democratica? Domanda retorica visto che rispetto al Porcellum anche tirare palline da ping pong nelle bocce di vetro rotanti dei Luna Park è più equo e democratico.
Caro Presidente Letta, non crede che siano finiti i tempi per usare sempre la stessa mediocre, confusionaria e stantia retorica? Non ne è stanco anche lei? Eh su! Persino il suo amico  Alfano vuole convertirsi al “diversamente Berlusconiano” perché proprio lei vuole raccoglierne il testimone?


domenica 29 settembre 2013

DIVERSAMENTE BERLUSCONIANO MA PROPRIAMENTE ANGELINO!


Sono sicuro che Alfano non ci farà sentire per nulla la mancanza di Silvio! E’ un comico naturale! Possiede delle doti uniche e, soprattutto, involontarie. Oggi, commentando su Facebook la convulsa giornata, ha confermato la sua patologica lealtà a Berlusconi… anche se ha tenuto a precisare che ogni estremismo fa male al paese, e per questo motivo ha dichiarato la decisa volontà di diventare “DIVERSAMENTE BERLUSCONIANO”.
Alfano si è concesso sorta di outing mozzicato, con un’ affermazione che non significa nulla; una di quelle frasi circondate da un’ accidentale e leggera  brezza surrealista: un po’ come dire che Brunetta non è per nulla basso… solo “perennemente” lontano, che il Trota non è ignorante ma guarda semplicemente il mondo con gli occhi di un babbuino dalle chiappe glabre, o che la Santanché non è per nulla rifatta ma studia giorno e notte da gommone. Queste affermazioni godono di un ampio spettro comico, aprono la mente a un ventaglio pressoché infinito di giochi del pensiero tra loro contagiosi ed intercambiabili, e per questo… dalle combinazioni inesauribili.
Bisogna dire che Angelino è stato preso di sorpresa, gli è arrivata d’improvviso tra capo e collo una tegola enorme. Cerchiamo di capire il momento di follia che lo ha attraversato. Ieri, di botto, si è ritrovato il partito di cui è ufficialmente segretario sfasciato da un pregiudicato senza essere neanche avvertito. Non una telefonata, un Sms con una faccina incazzata, neanche un messaggino gratuito da WhatsApp con su scritto “dimettetevi tutti lol”, segue in allegato fotografia delle mie chiappe “cribbio”!
Dopo tutto questo ambarandan è comprensibile che Angelino si sia un tantinello innervosito; il vicepremier si sarà ovviamente chiesto: “Ma come? Non solo lo difendo contro ogni evidenza, mi sputtano totalmente in giro qua e là per dire a tutti che è innocente, gli porto Dudù a pisciare nel parco, compro i Calippo alla fidanzata, mi tengo la Santanché e la Biancofiore nonostante non vogliano fare il richiamo per l’antirabbica, e questo ci fa dimettere tutti senza neanche avvertirmi? Ma sono o no il segretario del Pdl?”  Ecco, credo che Angelino con questo amletico quesito si sia risposto da solo.  Alfano è il segretario del Pdl come Razzi è un accademico dei Lincei, come Sallusti è un tronista e la De Filippi una donna!
“Quasimodo Angelino” è un omino di paglia, un mero esecutore di volontà altrui, e lo ha dimostrato più volte: dal famoso “Lodo Alfano” sino al caso Shalabayeva ha solo eseguito ordini e solo questo è in grado fare. Persino adesso che è stato completamente ignorato dal suo “padroncino” non ha avuto il coraggio di esprimere la propria opinione; ed ecco spiegata la stitica gestazione del battutone della giornata: “Sarò diversamente Berlusconiano”. Un dover dire qualcosa senza voler dire nulla di compromettente o offensivo, un asservirsi completamente prono ma… con l’occhio sbilenco a mezza altezza… giusto per alzare lo sguardo dalla punta dei piedi a quella del ginocchio. 

Se un giorno sarà possibile il trapianto di materia grigia ed io, malauguratamente, dovrò averne bisogno chiederò espressamente il cervello di Alfano, perché praticamente è ancora imballato! 

77 CANDELOTTI SULLA TORTA DEL CRIMINALE.


CRONACHE DI UNA TORTA ANNUNCIATA 
Oggi Berlusconi compie 77 anni e per il suo genetliaco si è regalato una bella crisi si governo, visto che nessuno gliela voleva comprare. “Stanotte dopo 59 notti in cui non riuscivo a dormire, ho dormito 10 ore di fila. Sono pronto a riprendere la battaglia.”, dichiara riposato il pupetto attempato da Napoli. E’ fatto così!, se non rovina il paese almeno una volta all’anno il poveraccio diventa insonne e nervoso, e poi succede che ci va in narcolessia in aula o durante la parata del 2 giugno. Ma adesso è fresco e tosto… pronto a continuare la sua battaglia. Ma si vede ad occhio nudo che è sereno e rilassato come una centrale nucleare col nocciolo fuso. Silvio ha il viso riposato e disteso come la carta crespa del presepe nello scatolone il 7 gennaio.
Nel frattempo un Letta furioso si è lasciato andare a giudizi severissimi e offensivi: infatti su Twitter ieri ha avuto il “temerario ardire” di definire Berlusconi un “rivoltafrittate”.  Questo Tin Tin andato a male evidentemente mutua i suoi insulti da vecchi numeri del Corriere dei Piccoli che conserva gelosamente in soffitta; ma, quando ha notato che persino il suo spelacchiato Milù si è tappato le orecchie nell’ascoltare questa tremenda imprecazione, Enrico subito si è pentito ed  è andato a confessarsi per aver perso il controllo.
Oggi il presidente del consiglio - ritornato finalmente in sé dopo il momento di rabbia -  incontrerà Napolitano e decideranno il da farsi. La crisi è aperta, le alternative sono poche e ovunque andranno a pararsi si sente il puzzo di inciucio.  Da buoni reazionari tenteranno di tutto per trovare una nuova maggioranza tra i vari dissidenti: penta stellati eresiarchi, pidiellini che non vogliono perdere lo stipendio – sono tutt’altro che pochi -, nonché montiani riesumati, disincrostati e lucidati.  Intanto Grillo tuona per le elezioni anticipate anche col porcellum, facendo la danza della pioggia sulle ceneri annunciate delle larghe intese, e Renzi resta in silenzio sulla riva del fiume aspettando che passi il cadavere del suo amico “lupetto”, ammazzando il tempo giocando a tressette col morto con l’ex rottamato D’Alema – ma questo mutismo durerà poco… ahinoi!
Se ricordo bene, solo cinque mesi fa sia Napolitano che Letta si dichiararono pronti alle rispettive dimissioni se il raccapricciante esperimento delle “larghe intese” fosse fallito; infatti per loro era solo una pallida eventualità l’innescarsi una crisi dopo essersi alleati con un megalomane, delinquente e condannato – veri campioni di lungimiranza, dei veri e propri politici di razza! Ma cinque mesi in politica sono “eoni” e, quasi certamente, faranno gli gnorri; giustificando casomai la loro molesta vocazione all’istinto di sopravvivenza  con la solita solfa del “dobbiamo evitare di precipitare nel baratro” quando, in realtà, ci siamo già sfracellati al suolo da tempo.     
Se Napolitano e Letta  fossero davvero dotati di buon senso avrebbero una sola alternativa valida: dichiarare davanti al paese di aver sbagliato tutto e scusarsi, e in seguito predisporre le camere per tornare almeno al vecchio “Mattarellum” – che come legge elettorale sarebbe il male minore – e, infine, dimettersi e tornare alle urne, così potranno definitivamente prender congedo dalla vita politica e godersi un “immeritato riposo. Qualsiasi altra soluzione sarebbe l’ennesima offesa alla nostra intelligenza, alla decenza e alla democrazia.  

sabato 28 settembre 2013

TUTTI I BURATTINI DEL DECADENTE!


Alla fine Silvio ha dato fuoco alla piccionaia! Il delinquente con un comunicato stampa innesca l’operazione “fuori gli zeri” e immediatamente a tutti i parlamentari e i ministri del pdl si accende la lucina rossa dell’ “autodistruzione” nel cervello, organo - sino a quel momento - in standby da una vita!
L’input arriva prima ad Alfano il quale dopo l’attivazione lo estende a tutti: da Brunetta a Schifani, dalla Santanché a  Bondi si alza una sola voce: “ci dimettiamo perché Letta con l’aumento dell’iva è venuto meno al patto di Governo, e non sottostiamo ai suoi aut aut!” Messaggio in codice che tradotto significa: “ Qua se c’è uno che comanda e ricatta è solo il pregiudicato frodatore che non avete voluto salvare, e ora ci serve una scusa da usare anche in campagna elettorale per dar vita alla crisi… e quella dell’iva cade a “fagiuolo”!

Letta, a sua volta ci casca e dichiara che l’aumento dell’imposta è dovuto ai capricci del decadente; così il canonico, senza rendersene conto ha presieduto all’inaugurazione dell’ennesimo tormentone mediatico, della nuova e immancabile discussione sterile che aumenterà ipertoficamente le quantità di “quote latte” nelle ginocchia degli italiani, e sulla quale si incentrerà la campagna di rincoglionimento nazionale in vista di nuove elezioni.    
E così, mentre queste avvizzite e stantie lottatrici “di fango” si accapiglieranno per stabilire chi fa meno schifo, le conseguenze della loro “inconsistenza” e della loro vergognosa mancanza di decenza ricadranno solo sul paese.
Ad una lettura meno caotica di questa pantomima tragica si può solo evincere la “cesura finale” tra la vita politica e quella reale. Per mesi un coacervo penoso di soggetti ha anteposto i propri interessi a quelli di una nazione allo sfascio. L’ultimo filo di pelle che li teneva drammaticamente insieme si è spezzato, e tra le immediate conseguenze la più rosea consiste nel caos.

Questa classe politica era in un molesto stato comatoso da tempo, e tra tutte le morti possibili ha avuto la capacità di scegliere la più penosa e disonorevole: ha sprecato le sue ultime forze alleandosi con un delinquente condannato in via definitiva, ha scelto di farsi ricattare da un pregiudicato deriso da tutto il mondo, un uomo che è stato in grado  –  grazie anche al favoreggiamento di tutti  – di annientare la democrazia e le istituzioni di questo paese piegandole ai suoi interessi. Ora questo delinquente – che in qualsiasi altro paese mai si sarebbe potuto avvicinare alla politica – ha avuto persino il potere di calare il sipario su questo raccapricciante e vergognoso spettacolo.

Non è difficile – dunque – trovare i responsabili di questo scempio… basta vedere chi è stato sul palcoscenico in questi venti anni, chi ha voluto quella patetica regia, chi ha permesso che Silvio Berlusconi dirigesse attori e comparse. 

Il problema è che tutti abbiamo calcato quelle assi! Chi più e chi meno tutti lo abbiamo accettato: c’è chi lo ha fatto per interesse, chi credendoci, chi per un proprio tornaconto e c’è chi lo ha permesso restando in silenzio, delegando ad altri battaglie e responsabilità, chi è rimasto indifferente, chi ha creduto che non ci si potesse far nulla perché tanto vincono sempre loro. Ora con chi possiamo prendercela?

Ma in fondo siamo bravi e un capro espiatorio da sacrificare lo troveremo… qualcosa ci inventeremo; perché proprio loro ci hanno insegnato che le responsabilità sono puntualmente altrove e sempre di qualcun altro, ci hanno dimostrato che è facilissimo prendere a pretesto un singolo aspetto di un intero sistema corrotto e poi drammatizzarlo ipertroficamente fino a renderlo l’unica causa dello sfascio totale, lasciando tutto il resto nel buio dell’ombra che “interessatamente” produce. Facciamo così da sempre.      



venerdì 27 settembre 2013

ORGOGLIO E PREPUZIO!!



“Non è che abbiamo fatto una cazzata con queste dimissioni di massa?” Con questo fine interrogativo, profondo e pregno di significati, Berlusconi stamani ha espresso i suoi dubbi. Nell’ascoltare queste parole il  suo preparatissimo entourage, impegnato a scroccare un pranzo, dopo un breve istante di “pausa rigurgito” non si è per nulla scoraggiato e ha continuato a strafogare imperterrito. Brunetta e Schifani  seguono ancora la linea del “colpo di Stato” e si accingono a far firmare ai loro parlamentari fogli in bianco sui quali verranno in seguito redatte le dimissioni. Razzi all’inizio ha tentennato – ha ancora un mutuo aperto - ma ha denti stretti accetta dichiarando in abruzzese stretto: “Lu ruecche fa gna vo’ e lu povere gna po’ (Il ricco fa come vuole ed il povero come può), anche se aggiunge una postilla “stonacando” a due mani la pagina intonsa: “Silvio penza anghe ai cazzi miei” – lui la preposizione “in calce perfavore” la intende così!
Minzolini - visto l’andazzo - ha fatto richiesta per esser reintegrato in Rai… ma gli è stata data questa risposta: “raccomandare è umano … perseverare è Minzolini!”
Napolitano è sgomento e avvilito… ha annullato tutte le visite e le uscite pubbliche, e nelle stanze del Quirinale si vocifera che mediti le dimissioni. In fondo l’aveva detto, e forse sarebbe l’unico gesto coerente che vedremo all’epilogo di tutto questo manicomio. Il Presidente della Repubblica non è certo scevro da responsabilità, forse, prima ancora che politiche… storiche; immaginare un governo di coesione nazionale con certa gente oramai alla disperazione era un po’ come chiedere ad Hannibal Lecter di diventare vegano mentre gli veniva servito il secondo. Berlusconi appena sente la parola “Responsabilità” mica pensa al bene del Paese? Quello tutto nervoso corre a controllare la cassetta della posta per vedere se gli è arrivato un avviso di garanzia. Eh su! Non ci prendiamo in giro!
Caro Presidente, anche Letta ci ha marciato… e non poco: ha cercato inutilmente di farsi un nome e una credibilità rosicchiando alle spalle di un governo voluto da lei e nato già agonizzante. Appena questa tetra alleanza si è formata subito si è premurata di lasciare in fondo alla lista delle urgenze una nuova legge elettorale per non tornare alle urne; non è stata in grado di realizzare nulla procrastinando tutto.  Anche se Enrico Letta, con la sua ultima dichiarazione, dimostra sempre più di essere un politico di razza; infatti ha dichiarato dagli Usa che il Pdl ha umiliato l’Italia, scaricando tutte le colpe ai sui suoi alleati. Ma come? Solo qualche mese fa rideva con suo amico Alfano in parlamento, addirittura lo ha difeso sul caso Shalabayeva dichiarando - senza vergogna - che il suo amichetto ministro degli Interni non sapeva nulla di un’operazione di rimpatrio forzato verso una dittatura dell’est di una madre e di sua figlia, e adesso vuole farci credere che è solo il partito di Berlusconi ad averci umiliato? Non è forse stata un’alleanza assurda? Il voler credere che sarebbe potuto nascere qualcosa di buono facendo comunella con il partito di un plurinquisito, condannato in cassazione per frode fiscale e con altri processi a carico? Ora davvero Letta vuole che crediamo che sia solo colpa del Pdl? Ammettendo che in Italia esista “davvero” bipartitismo?     

Non importa se adesso l’offeso Enrico fa l’orgoglioso mentre il caciarone Silvio aggiunge una favolosa “new entry” pronta a scalare la superclassifica del sue cazzate, il danno è fatto da aprile, dalla rielezione di Napolitano, dall’annuncio delle larghe intese, volute e sostenute da tutti: da Renzi – che ora nega tutto – a Berlusconi, dall’ Unione Europea a Monti,  da Draghi a Scilipoti. Questo è stato il vero “Colpo di Stato”. 

giovedì 26 settembre 2013

L’ULTIMA STRABILIANTE PICCHIATA DI JO CONDOR.


“Ha insistito tanto che alla fine ho detto di no!” . Con questo aforisma di Romano Bertola – artista poliedrico e autore, insieme a Toni Pagot, delle avventure di Jo Condor – possiamo sintetizzare la funesta e appassionante relazione tra Berlusconi e Letta. Il loro è un amore tellurico, pieno di colpi di scena, di promesse infrante, giuramenti solenni e tradimenti meschini. A loro confronto Liz Taylor e Richard Burton sembrano Pina e Ugo Fantozzi, rispettivamente in vestaglia e canottiera unta davanti alla tv!
Silvio… uomo rude e  insensibile, con un passato torbido che tenta male di nascondere. E’ potente, capace di tutto ed è in grado di rincoglionire a parole chiunque. Un giorno d’aprile Silvio, oramai braccato dalla magistratura deviata e, per questo, destinato a perdere tutto,  incontra il devoto Enrico, promettente rampollo della famiglia  Bilderberg. A dire il vero Silvio ha visto crescere Enrico, perché è il nipote di uno dei due suoi più cari amici…  Gianni, quello incensurato;  ma solo in quel preciso istante il nostro tenebroso protagonista ha visto davvero Enrico. Solo in quel momento ha capito appieno cosa poteva essere per lui quel giovane chierico dai modi gentili, timido e riservato. L’uomo al tramonto incontra un essere in apparenza così diverso da lui e ricorda quando dondolava sulle sue ginocchia come Kermit dei Muppet’s, ma adesso quel fanciullo verdino è un uomo verdino… e quell’uomo si appresta a governare il paese.  Silvio allora vede in lui un’ancora di salvezza, una nuova opportunità per rinascere. A sua volta Enrico è affascinato da quella figura raccapricciante che ha ancora tanto da dare: mezzi, disponibilità economiche, amicizie, agganci e… una maggioranza stabile; e in fondo ad Enrico sono sempre piaciuti i tipi maturi, aveva persino un ritratto di Andreotti nella sua stanzetta verso il quale, innocentemente, rivolgeva tutte le sue speranzose preghiere, nel quale riponeva in segreto tutti i suoi sogni e le sue ambizioni. Un’infanzia difficile quella di Enrico… ma questa è un’altra storia.
E’ vero… questo amore nasce per interesse ma loro ci credono! Col tempo hanno imparato a conoscersi. Il carattere di Silvio è difficile, lunatico, megalomane e pregiudizievole, e a tutto questo si aggiungono notevoli problematiche comportamentali : manie di persecuzione, erotomanie croniche, fenomeni coscienti e puntuali di cleptomania aziendale, ma nonostante tutto Enrico è sempre ottimista. Con grandi sacrifici emotivi il giovane amato serba tutto il fiele e le difficoltà nel suo animo, e a chi lo incontra dice sempre che va tutto bene, che si amano davvero e con tutte le loro forze.
Ma un giorno arriva per Silvio la resa dei conti. Viene condannato in via definitiva e dovrà separarsi da Enrico. Il torbido passato dell’anziano amante in realtà non è mai andato via, questo oscuro peso lo ha sempre accompagnato. Sì, lui ha tentato di ometterlo, di arginarlo, di ignorarlo… a volte è riuscito anche ad “indultarlo”, persino a  “prescriverlo”, ma stavolta non ce l’ha fatta… quei maledetti magistrati sono riusciti a incastrarlo nel  “tremore” degli anni!

Ora il loro amore sta vivendo un momento difficile, forse non riuscirà a reggere alle tensioni che arrivano dall’esterno, all’invidia che questa passione suscitava in giro. Il nervosismo e la diffidenza hanno preso il posto dell’amore e della passione, le parole di affetto e di stima reciproche ora sono solo un pallido ricordo sepolto  dall’arida  e obliante rena del rancore. Quelli che una volta erano due piccioncini ora non si fidano più l’uno dell’altro. Enrico si sente preso in giro perché Silvio non ha mantenuto fede a quel giuramento d’amore eterno inciso a due mani con un artiglio della Santanché su uno scranno di Montecitorio, e Silvio ha perso ogni fiducia in Enrico perché lui e nonno Giorgio non hanno fatto nulla per difenderlo dall’inevitabile condanna, ed ora solo e sconsolato si è rimesso gli occhiali da sole dei Visitors e fingendo una ricaduta d’uveite accarezza Brunetta guardando l’orizzonte chiamandolo Dudù.  

mercoledì 25 settembre 2013

PIDIELLINI SULL’ORLO DI UNA CRISI DI “SERVI”.



Berlusconi continua a giocare col governo come il gatto col topo. Durante la trasmissione di Radio24 “La Zanzara” arriva un comunicato stampa di un non bene identificato deputato pidiellino, nel quale si annunciano come inevitabili le dimissioni in massa dei parlamentari del pdl in vista della decadenza del cavaliere, e che stasera in un vertice a Palazzo Grazioli verranno decisi tempi e modalità del gesto, gesto che comporterà l’inevitabile caduta dell’esecutivo.
Onestamente questo comunicato è piuttosto strano e i conti non tornano: Proprio oggi Berlusconi sposta la sua residenza a Roma e neanche ventiquattro ore fa è stato eletto Vicepresidente della Camera il pidiellino imitatore della Boldrini  Simone Baldelli con un piccolo plebiscito: 274 voti per simpaticone imparruccato  e incipriato, 94 per la cinque stelle Francesca Businarolo e solo 8 miseri voti per la serpentona Santanchè. Poverina… anche se si fosse sdoppiata in un paio di  stivali di pitone non ce l’avrebbe fatta lo stesso.
Riepilogando: il pdl ottiene dal governo tutto ciò che chiede… basta uno schiocco di dita e il maggiordomo Enrico corre; inoltre  Berlusconi sceglie di risiedere a Roma, così potrà scontare domiciliari o servizi sociali lì dove si concentrano tutti i suoi interessi politici, e proprio adesso che tutto va a gonfie vele e il boss si riposa per un annetto a spese dello stato - mentre il governo lavora per lui - vogliono buttare tutto all’aria? Sarebbe da masochisti. Altro che vertice a Palazzo Grazioli!, stasera in villa si festeggerà follemente: Brunetta in perizoma leopardato cavalcherà Dudù come un toro meccanico... scorreranno fiumi di Margarita e Moito già shakerati in una piscina…  nella quale delle impazzite Gelmini e Polverini in topless - a mo di lottatrici nel fango - imiteranno Santoro e Travaglio nell’ultima apparizione di Silvio a Servizio Pubblico!
 Anche se dobbiamo ammettere che Berlusconi in effetti è un tantinello suscettibile , e spesso – da buon bipolare – ha cambiato improvvisamente idea. Monti, ad esempio, è stata l’ultima vittima illustre di questa destabilizzante patologia comportamentale. Forse teme tradimenti interni e vuole far saltare il tavolo prima che siano i suoi ad isolarlo; e a pensarci sarebbe una carognata epica. Eh già! Questi poi che faranno? Sarebbe tragico per i parlamentari del pdl! Che sanno fare? Uno Scilipoti, un Razzi, una Santanché… una volta fuori dai palazzi e buttati in mezzo a una strada cosa potranno mai combinare? Alfano almeno la sfangherebbe prendendo la nazionalità kazaka... da quelle parti devono restituirgli un favore; anche Ferrara e Brunetta un avvenire, bene o male, ce l’hanno: in qualche circo diventerebbero delle attrazioni… ma gli altri? Alcuni rischiano anche con la salute: Minzolini e Capezzone senza l’opportuno trattamento mi vanno scialorrea cronica!  
Lo scoop de La Zanzara non solo ha messo in crisi l’esecutivo e la sua stabilità – ultimamente è il gioco preferito di Berlusconi – ma ha allarmato gli stessi pidiellini! Mica possono di botto sopravvivere solo con quelle poche decine di migliaia di euro di vitalizio? C’è chi ha famiglia: due o più mogli, un’amichetta, un amicchetto – chi sono io per giudicare – una “nipotina” da mantenere, un cane da vestire, un gatto da rapare, una velina da piazzare. C’è si spende senza sosta in personali battaglie di beneficenza: “Adotta anche tu un chirurgo plastico”,  “Fondi offshore senza frontiere”,  “Colora anche tu le giacche di Formigoni”, “Gratta la tangente e vinci anche tu la spesa con la Polverini in pieno centro a bordo di un auto blu contromano”. Mettiamoci una mano sulla coscienza… non lasciamoli soli!   


martedì 24 settembre 2013

LA "SVOLTA LIBERALE" A TARALLUCCI E VINO DI SILVIO E MATTEO



L’Italia resta un paese di geni; abbiamo mutato gli scopi verso i quali indirizziamo i nostri talenti ma le energie mentali spese restano comunque enormi e affascinanti. Riuscire a far creste spaventose sul pubblico, far pagare ai contribuenti diecimila euro il riempimento di quattro buche stradali – pronte ad autodistruggersi puntualmente al prossimo timido temporale -, speculare sulla sanità e sulla scuola in modi sempre nuovi e fantasiosi, rappresentano attività che hanno raggiunto livelli di perfezione surrealista assoluti ed ineguagliabili. Paghiamo ancora opere oramai superate, come la Tav, altre addirittura abbandonate.. però tenute in vita a suon di proroghe, come il ponte sullo stretto di Messina; ma la lista dei balzelli assurdi sarebbe lunghissima e scandalosa: dalla tassa sull’ombra – che prevede il pagamento di una tassa per l’ombra prodotta dalla tenda di un locale pubblico perché  considerata dall’erario “occupazione di suolo pubblico”-, passando per accise antichissime sui carburanti, la più nota è per i reduci della guerra in Abissinia – conflitto conclusosi nel 1935 -  sino ad arrivare alla “tassa per le tasse”, infatti noi paghiamo l’Iva sulla tassa sui rifiuti.
Il nostro erario è in piena sintonia con la nostra politica, in fondo mai mutata dai tempi di Crispi, perché sono tutte e due di radicata e consolidata natura “sorciesca!”


Ho sentito parlare in questi giorni di “mancata rivoluzione liberale” sia da Berlusconi che dalla sua nemesi Matteo Renzi. Entrambi evidentemente ignorano cosa avrebbe dovuto comportare “a priori” una svolta liberista – e non liberale - nel nostro paese. Innanzitutto non  è strettamente necessario avere una prece di Friedmanin come segnalibro o conoscere a menadito la scuola di Chicago per assumere uno o due concetti basilari, e cioè che uno stato liberale è “leggero” e che questa leggerezza non deve tradursi – come i due geni italiani hanno fatto – in “evanescenza”. La politica del lassaiz – faire ha un cardine che la rende fortemente statalista, cardine che consiste nel controllo monetario da parte dei governi. Interessante  notare come la politica monetaria della Bce si rifà espressamente a  Friedmanin, però per farlo ha dovuto prima polverizzare e poi accentrare su di sé tutte le politiche monetarie dei singoli stati sovrani della zona euro, per giungere dunque a un paradosso: la politica monetaria europea è liberista ma i singoli stati che la compongono no. 

Altro fattore per il funzionamento di un libero mercato consiste in un fisco tanto  snello quanto efficace;  l’erario non deve soffocare la libera impresa e  promuovere l’iniziativa privata incentivandone le potenzialità senza gravare sul suo sviluppo, ma allo stesso tempo non può assolutamente permettere che le proprie casse siano svuotate dall’evasione e dalle frodi. Da tutto questo ne consegue una politica fiscale severissima e incentrata sul reddito; l’esempio tipico è quello dei paesi anglosassoni che Matteo Renzi tanto “cinematograficamente” ama . Da quelle parti  gli evasori e i frodatori vanno in galera grazie a leggi severissime e non fanno i capi di governo per depenalizzare i reati fiscali e… “udiamo” “udiamo” non si fanno eleggere per godere così dell’immunità parlamentare procrastinando così ad libitum sentenze di condanna. Il liberismo avrà pure poche regole ma queste poche sono “monolitiche”.

Ma Renzi e Berlusconi arrivano in ritardo, e, con ogni probabilità, hanno selettivamente voluto rimuovere l’anno 2008! L’anno in cui l’economia liberista stava facendo crollare il mondo così come lo conosciamo, lo stesso anno in cui la regola che imponeva una radicale distinzione tra stato e mercato teorizzata da Friedmanin è stata tradita proprio nel paese più liberista del mondo, e cioè negli Stati Uniti. Infatti il Tesoro statunitense per evitare il tracollo definitivo della borsa iniettò il mercato con i soldi pubblici della Federal Reserve facendosi carico della maggior parte dei titoli subprime tossici.
Renzi e Berlusconi persino come sorci non sono tempestivi! Le loro svolte sono in differita. Hanno parlato di svolta liberale in un paese dove la pressione fiscale è letteralmente “criminale”, dove non si è realizzata nessuna politica per l’autosufficienza energetica dai tempi di Mattei, dal quale sono scomparse piccole e medie imprese, dove non solo il tasso di evasione e di frode fiscale è elevatissimo ma nel quale questi reati sono stati anche “opportunamente” depenalizzati. E tutto questo senza considerare le “interessate”, “frequenti” e “pressanti” ingerenze dello Stato e delle varie “associazioni a delinquere” all’interno di ciò che è rimasto del capitalismo italiano – la distinzione tra stato e mafia l’ho fatta solo per insufficienza di prove.

Al ridicolo si aggiunge il miserrimo, l’ignoranza e il penoso. Si fa demagogia senza consistenza, ascoltiamo della retorica vuota. Si apre bocca per aver consenso. Berlusconi lo fa per sopravvivere, per restare a galla: è un condannato alla disperazione ma con la valigia dei bottoni ancora in mano – splendido regalo delle Larghe Intese. Renzi invece, con estrema boria e presunzione, fa già dichiarazioni a nome del partito, nella sua ambizione parla come se fosse unanimemente il segretario e il candidato unico di un ectoplasma senza identità pronto a frantumarsi ad ogni minima tensione. In questo generazionale passaggio di consegne può leggersi unicamente il vuoto, un appiattimento tragico che annulla ogni prospettiva degna di questo nome.
Ma si sa che il sorcio è un animale intelligentissimo e opportunista di natura, ovunque può rosicchiare e parassitare lo fa! Anche nella versione più rabbiosa e tristemente evoluta: la pantegana! Le sue doti sono da sempre note, come ricordava anche Plauto nel Truculentus: “Pensa a quanto è saggio un topo: non affida mai la sua vita a un solo buco.”    

  

venerdì 20 settembre 2013

SILVIO E' SEMPRE DIETRO DI NOI



E’ piuttosto imbarazzante leggere una dichiarazione della Bindi ed esser d’accordo con le sue parole; se continua così potrei trovarmi una sera di ronda sotto la reggia di Arcore a fare il cambio di guardia giurando su un libro di Vespa in trotese stretto! 
L’ex presidente del Pd credo che abbia visto giusto quando ha dichiarato che non bisogna fidarsi di Berlusconi, che il cavaliere può staccare la spina al governo quando meno ce lo aspettiamo, e che quel videomessaggio e il ritorno di Forza Italia rappresentano l’inizio di una vera e propria campagna elettorale. C’è da dire che Silvio è in campagna elettorale dal 94’ e non esiste forza politica in Italia che non gli abbia fatto promozione gratuita da vent’anni a questa parte.
Berlusconi è un instancabile lunatico, dotato di una megalomania iperattiva ed ipertrofica, ed è un amante ossessivo delle terga, in qualunque forma esse si presentino: appena credi che tutto vada bene e sembra sia giunta una sorta di stabilità, lui ti arriva alle spalle e ti si avvinghia addosso come un chiwawa arrapato quando vede il “nudo” piede di una sedia! Per questa patologia c’è ben poco da fare… a parte la castrazione! Ma anche in questo caso sarebbe tutto inutile, l’intervento arriverebbe comunque troppo tardi e lui continuerebbe a stantuffare qualunque cosa che si trovi di spalle solo per effetto memoria… esattamente quello che succede anche adesso!  
Negli ultimi due anni Berlusconi ha annunciato almeno tre volte il ritiro, dichiarando addirittura di vivere in un paese di merda, inoltre garantì per ben due volte che avrebbe sostenuto il governo Monti… poi vide la Fornero in lacrime raccogliere venti centesimi caduti a un esodato – tutto il suo TFR - e… la sindrome del “piede della seggiola” ebbe il sopravvento! Come biasimarlo? Chi sarebbe riuscito a resistere? 
Come tattica è perfetta, calma gli animi e, quando meno se lo aspettano, colpisce nel sonno… è dall’Iliade che si fa così. Ma per farlo bisogna sempre stare in allerta per cogliere il momento giusto, tenere sempre l’avversario sulle spine, cuocerlo a fuoco lento punzecchiandolo di tanto in tanto per vedere se è cotto, e infine “inaspettatamente” tranquillizzarlo, garantirgli casomai amorevolmente che non lo attaccherà. Ma appena la carne della preda si è rilassata ammorbidendosi in un torpore rassicurante… taaac! La si inchiappetta a freddo! Ecco perché è sempre in campagna elettorale… non da mai tregua! Solo quando è sicuro di colpire a morte!
Questa metodologia ha fatto scuola in modo trasversale; certo… è un po’ stressante ma il risultato è garantito. Renzi e Grillo fanno esattamente la stessa cosa, anche se personalizzano non poco il metodo: Renzi ad esempio ama prendere alle spalle il suo stesso partito… il Pd! E questa è perversione allo stato puro: accanirsi sui moribondi rasenta la necrofilia! Grillo invece è la classica scheggia impazzita; si scaglia su tutto a meno ché non sia straniero, biodegradabile al 98% e – soprattutto - spedibile in allegato.
Comunque Berlusconi resta il caposcuola insuperato di questa strategia, con ammiratori ed imitatori in tutto il mondo: figure importanti e potenti che lo ammirano e lo difendono; Primo tra tutti Putin… che ieri ha confidato a Prodi che se Silvio fosse stato gay nessuno lo avrebbe condannato. Ebbene questa testimonianza sincera, onesta, elegante, così pregna di garantismo e civiltà ci dimostra inequivocabilmente che Berlusconi e Putin sono cresciuti e si sono formati insieme, graffitando  la stessa parete della stessa caverna appena scesi dagli alberi.



giovedì 19 settembre 2013

IL VIDEOMESSAGGIO IPNO-SUBLIMINARE!



Due sono le notizie che riempiono i rotocalchi in ogni formato possibile: il videomessaggio apocalittico-avventista di Berlusconi e il ritorno di Charly, il tenerissimo pony più piccolo al mondo. Per carità, solo un uomo senza cuore non può non gioire alla notizia del ritrovamento dell’unico mezzo di trasporto di Brunetta – si notava che il politico era fortemente turbato quando ha rilasciato l’intervista a Sky tg24 – ma si sta un po’ esagerando. E mentre noi costruiamo metafore con forti accenti moralistico-ermeneutici sul “raddrizzamento” della Concordia, con allegata una guerra tra sciacalli per accaparrarsene il disarmo,   e dibattiamo sui deliri video di un condannato affetto da irreversibili derive messianiche – anche se è furbo… mica fa la prova del nove? Schioppare per vedere se dopo giorni resuscita! – in Europa assistiamo  cosucce piuttosto inquietanti.

Per la Merkel si fa più complicato il percorso verso il terzo mandato consecutivo. Anche nella padrona d’Europa il malcontento e il disagio prendono sempre più piede.  La Cancelliera nei sondaggi è sempre in cima ma la sua coalizione meno; sia il suo partito  CduCsu che i liberali del Fdp hanno perso punti preziosi. Il rischio che si corre è quello dell’ingovernabilità. La Merkel vincerà ma in condizioni tutt’altro che favorevoli, cosa certo non buona; anche se già solo questo basterà per  far rosicare di brutto Silvio… essere condannato e tagliato fuori dalla politica mentre colei che finemente definì una “culona inchiavabile” resta al governo deve essere una botta pesante per il suo ipertrofico ego.

Anche la forte Olanda – quinta economia dell’eurozona - arretra non poco sul campo dei diritti e del sociale: proprio ieri il sovrano Guglielmo dichiara davanti alle Camere che bisogna dire addio alla previdenza e allo stato sociale – uno dei più avanzati al mondo – e che l’austerità è diventata un’esigenza. Anche qui i partiti di governo sono in caduta libera; la coalizione di governo tra liberali e laburisti ha un gradimento comatoso.. se si andasse al voto i partiti di governo perderebbero più della metà dei seggi.


Anche la verde Irlanda cerca di evitare un futuro meno roseo, ipotecando possibili    difficoltà chiedendo di aderire al piano di salvataggio europeo con un intervento di dieci miliardi di euro. Il primo ministro Michael Noonan precisa che non è un semplice aiuto, ma un vero e proprio credito di emergenza, e spera che la Bce non appesantisca ulteriormente l’economia del paese con  un aumento dei tassi di interesse. Possiamo assicurargli che questa sua speranza sarà puntualmente disattesa.
Attorno ci succede un po’ di tutto ma noi lo sentiamo solo come un sussurro, come una eco lontana. Rispetto alle vicende personali di un condannato che hanno congelato un governo inutile e tutta l’informazione di un paese, la notizia del fallimento dell’intera economia di un continente – per chi non lo sapesse trattasi del continente in cui siamo – passa in secondo piano.
Peccato che le cazzate non siano una forma di energia alternativa, altrimenti saremmo la prima economia al mondo e con risorse pressoché infinite!

mercoledì 18 settembre 2013

SARO’ SEMPRE CON VOI … METTETEMI SUL PARABREZZA!


Io sempre sordo, sempre cieco e senza una vera fede…, oggi, su questa novella via di Damasco, ho avuto un’ illuminazione. Dopo il discorso finito con la mano sul cuore di Berlusconi mi sento chiamato, internamente chiamato, oserei dire visceralmente chiamato. Quando ha detto: “Tu… sì sì… proprio tu Cribbio! Scendi in Campo…” ho guardato il video perplesso; allorché mi sono girato indietro!, ma non c’era nessuno. Ho anche controllato due volte, ho guardato in basso – poteva essersi consumato il Raid ed esserci un Brunetta -, ma niente, c’ero solo io… e solo in quel momento  ho capito che cercava me, proprio me! Questa testimonianza viene da dentro… dal profondo, più o meno dallo stesso posto della chiamata – forse un po’ più a destra – e scende, scende… e non posso più controllarla, mi invade – mi contorce pure un po’, tipo peperoni a mezzanotte dopo tre birrozze!

“Abbiamo il dovere di fare qualcosa di forte e di grande” contro questa giustizia che come un uccellaccio del malaugurio dalle aule dei tribunali ci augura di avere una “brutta malattia”, contro questa politica sporca, inconcludente e qualunquista. Na vera zozzeria! E se questa schifezza non la pulisci subito sporcherà anche te! E si sa che contro lo sporco incostrato…! Cambia Filippino! Cambia tutto, chiama la “Fulgida” e scendi in campo con forza Italia! Diventa anche tu un missionario, un questuante, una dama di carità, un evangelizzatore delle masse intorpidite della chiesa di Silvio contro la notte buia, contro il Male! Segui colui che coi i rialzi ai piedi di una scrivania di noce ci ha promesso che non ci lascerà mai, che non ci abbandona manco se lo ammazzi. Colui che resta con noi la sera e così avremo la pace…! Che non si stacca neanche con la fiamma ossidrica! Ai voglia a strofinare, neanche a litrate di Mastrolindo! Diventa portatore “insano” del suo annuncio d’ amore, di libertà e giustizia! Chiama il vicino, il parente, l’amico, tagga su Facebook, sponsorizza su Twitter; non fare lo gnorri spilorcio e spendi una ricarica per Silvio per annunciare la buona novella, scendi in campo!

Sarai il guerriero di un esercito per la  giustizia e in vita combatterai la battaglia dell’amore; ma dopo, nell’aldilà ti sarà promesso un “Puttantour” eterno, tutte rigorosamente giovani parenti di capi di stato!  

Cosa aspettiamo? Compriamo un adesivo di Silvio con su scritto: “Ti guardo da Arcore, però guida piano cribbio, se no scendo!” e contribuiamo alla rinascita del paese!

Mobilitatevi tutti! dall’Esercito di Silvio ai Ringo Boys, dall’ insegnante di inglese della Biancofiore al parrucchiere di Razzi, dal pitone della Santanché all’oculista di Gasparri… tutti, nessuno escluso!, rendiamo insieme questo Paese ancora più ridicolo! W L’Italia, W gli Italiani e gli uomini liberi… perché Dio nel creare l’uomo lo ha voluto sì libero… ma mica pirla?   

http://esistentepaziente.blogspot.it/2013/08/w-litalia-w-forza-italia-w-la-bip.html

http://esistentepaziente.blogspot.it/2013/08/berlusconi-is-not-delinquent.html  

BISOGNA SAPER ESSERE PIU’ FAN DEL COOL!


Il consiglio comunale di Firenze ogni giorno si rivolge alla redazione di “Chi l’ha visto” per sapere che fine ha fatto il sindaco. Stanno pensando seriamente di dotarlo di targhetta identificativa e microchip sottocutaneo. Ieri, un soggetto che somigliava a Renzi è stato segnalato alla festa del Pd di Bosco Albergati a Castelfranco in Emilia. Il giovanotto in piena logorrea ha dichiarato dal palco che votare Pd deve diventare COOL!  
Evidentemente l’aver frequentato per troppo tempo lo stilista Cavalli deve aver illuminato Matteo; solo così possiamo spiegarci questo miracoloso e pindarico salto intellettuale del “nostro”. A chi non piace tutto ciò che è “cool”? Senza cool si è piatti… e un cool piatto é peggio del cool moscio! E se sei un politico e ti casca il cool è matematico che fai la fine di Bersani, ti “spompi”. Mai più un cool basso!
L’opera di lifting radicale è cominciata, e per Renzi – direttore artistico e consulente di immagine - è inarrestabile ; il guaio è che nel partito ci sono ancora dei refrattari, dei matusa senza stile che oppongono resistenza al restyling.
Civati stamani replica, pur premettendo che ha smesso di commentare le sparate del suo ex collega rottamatore: “Cool? Vorrei sentirlo parlare di politica” , liquida con spocchiosa sicumera.
Cuperlo addirittura lo prende sul serio e si esibisce con un pistolotto narcoinducente:   “Non sono convinto che serva scegliere il segretario più divertente – dichiara cominciando bene -, “serve piuttosto scegliere una idea di Paese e di partito. Noi abbiamo alle spalle anni che hanno accentuato le diseguaglianze in modo anche immorale. Renzi dice di volere un partito di amministratori e parlamentari, cioè di eletti. A me non convince. Non vorrei immagine caricaturale del nostro dibattito”, conclude ripetendo per ben tre volte sempre lo stesso concetto!

Anni di Berlusconismo costringono gli attori politici a rispondere a tutto, ad ogni cosa… persino alle idiozie. Il non rispondere anche alla minima stupidaggine da anni è considerata una vera e propria “debolezza dialettica”, debolezza che regalerebbe voti all’avversario. Se non si risponde significa non avere argomenti per controbattere ad un’obiezione o a una critica, anche se il 99% delle obiezioni e delle critiche spesso si rivelano aride e puerili provocazioni. Oggi non far cadere nell’indifferenza ciò che meriterebbe come minimo l’oblio è un errore che nessuno può permettersi.  La macchina del fango non è solo un processo mediatico per annullare questo o quel contendente, ma è una vera e propria forma di linguaggio rende indistinto e nebbioso il tutto. Un vuoto irredimibile di significati, un’endemica assenza di decenza che mescola la propaganda con i programmi, le idee con le idiozie, gli insulti con le proposte; un metodo mediaticamente criminoso e miserabile che annulla  tutto in un indistinto marasma mellifluo e stopposo. Dire tutto “è” un caotico “non dire niente”!, stordire e offendere per colmare il nulla che abita la politica, fingere di dare importanza ad ogni più piccola ed insignificante sfaccettatura affinché ciò che davvero conta si disperda e passi inosservato. 

martedì 17 settembre 2013

TUTTI VOGLIONO LA CONCORDIA!



Letta fa del recupero della Costa Concordia un vanto nazionale … “nonostante siamo un popolo di autolesionisti oggi dobbiamo essere orgogliosi”, dichiara tronfio su Twitter. Ed ha ragione! Chi non andrebbe fiero davanti a cose del genere? Due anni fa un capitano irresponsabile fa affondare una nave da crociera lunga 290 metri e alta 70, dal peso di 115 mila tonnellate, facendo morire 32 persone – di cui due rimaste intrappolate nel relitto -, un incidente unico nella storia della navigazione. Un primato di cui non andavamo certo fieri. Ma oggi è tutto diverso; dobbiamo essere onorati del fatto che si spenderanno 600 milioni di euro per averla rimessa dritta!
Qualcuno dirà che è un’operazione mai tentata prima e, per questo, unica nel suo genere: che un pool di tecnici e ingegneri hanno lavorato giorno e notte per progettare il ripescaggio. Certo… ma si può sempre ribattere che se al comando non ci fosse stato un emerito inetto, presuntuoso - e anche vile -  non avremmo avuto bisogno di scomodare questi validissimi esperti.
Ma la Concordia è oramai diventata un simbolo: ha preso definitivo congedo dai rozzi gangli del reale per volare nell’empireo degli “emblemi”. Il recupero passa in secondo piano rispetto all’affondamento; la tragedia? Un dettaglio desueto e moralista rispetto ai molteplici usi simbolici e propagandistici del suo odierno raddrizzamento!

Così Letta, in evidente deficit di motivi di vanto, fa suo l’evento; allo stesso modo vari sindaci litigano per avere il relitto nei loro porti, da quello di Piombino a Orlando. Un intervento ingegneristico unico… certamente, impatto ambientale evitato, perfetto!, recupero importantissimo, ma da qui a “sciacallarci” sopra ce ne corre!        

LODO MONDADORI:SOLO UNO SCONTICINO


Silvio si sta scorticando di brutto! Ecco cosa succede se vai in giro senza protezione. La peggiore estate della sua vita: due condanne, una un primo grado per sfruttamento della prostituzione minorile e un’altra in cassazione a quattro anni e pene accessorie da “risistemare” per frode fiscale. Persino nel procedimento per associazione mafiosa, che condanna in secondo grado il compagno di merende Dell’Utri, Silvio non viene dimenticato: secondo la sentenza della Corte d’Appello di Palermo Marcello era l’ambasciatore di “Cosa Nostra”  per l’amico di gioventù… il mediatore tra la mafia e Berlusconi. Ed oggi dalla cassazione arriva un’altra bella mazzata: è stato respinto il ricorso presentato dai legali del “Cavalier frodante” sul lodo Mondadori; per la guerra di Segrate Berlusconi dovrà pagare un risarcimento a De Benedetti  564,2 milioni di euro. Gli avvocati del Cavaliere nel ricorso avevano chiesto uno sconto di circa 300 milioni - arrivando a circa 160 milioni -, ma questa cifra non corrisponde neanche al danno senza interessi subito dalla società Cir che ammonta a 180 milioni. Dunque nessun “condono” giudiziario; è stato ricalcolato il tutto e hanno potuto abbonare a Berlusconi solo 23 milioni di euro. Lo sconto c’è stato ma… è irrilevante – ammettendo che 23 milioni di euro nella vita reale siano bruscolini! 

E’ finita una battaglia durata più di vent’anni; da quando Silvio letteralmente scippò alla Cir la 
Mondadori. Si legge nella sentenza che l’allora giudice Vittorio Metta, influenzato da Fininvest, non diede alcuna possibilità alla Cir di impugnare il lodo, impugnazione che senza questo fattore avrebbe avuto certamente esisto favorevole. Si legge ancora che nell’operazione non mancarono illeciti di varia natura, compresa la corruzione di vari magistrati.

La tegola è pesante, diciamo piuttosto che è un bel tocco di travertino! Tutto in una volta e… tutto adesso? La cosa può apparire strana ma a ben vedere non lo è tanto; Per quanto Berlusconi rigirerà la frittata nel  padellone del vittimismo – condendola generosamente col pessimo olio del giustizialismo sommario -  i segnali sono chiari. Berlusconi non è più protetto! Ha chiuso il suo ciclo anche se non lo accetta! E se questa zavorra, oramai inutile, non si accomiata con le buone, e di sua sponte, non resta altro che iniziare a “chiederle il conto”. 

Un’intera vita imprenditoriale e politica costellata da innumerevoli favori e impunità è un debito notevole da riscattare, senza parlare  degli interessi. Su una cosa Berlusconi ha ragione… questo paese gli sta costando un botto… era meglio se comprava la  Tunisia a Craxi.

lunedì 16 settembre 2013

A ME UNA BETONIERA! IL PD SECONDO MATTEO.



Bisogna ammettere che per i suoi slogan Renzi fatica il doppio rispetto a Grillo, anche se è superfluo calcolare il doppio di “niente”. A quest’ultimo basta sacramentare indistintamente in tutte le direzioni – a volte anche contro i suoi – e si toglie il dente, Renzi invece si è specializzato in parole semplici, dall’effetto immediato, invettive e punzecchiamenti da canonica e mai volgari: delle sorte di elementari sintesi capaci di agglomerare senza distinzione la stanchezza e l’insoddisfazione nazionale. All’epoca delle primarie si era “intellettivamente” speso senza sosta per inventare il termine “rottamazione”, una fatica intellettuale che provocò una sola e temporanea vittima… Massimo D’Alema! Soggetto politico tetragono e inquietante, ora impegnato a sponsorizzare - con la sua proverbiale quanto irritante e immotivata protervia -  proprio il suo presunto demolitore. 
Ora Renzi è passato all’artiglieria pesante! L’ atmosfera in canonica inizia a scottare! Infatti per la sua nuova parola d’ordine non lesina in citazioni “dotte” chiamando in causa congiuntamente la saga Fast and Furious, tutta la filmografia di Micheal Bay e l’Anas! Ieri, a Sesto San Giovanni gasatissimo dichiara: “se andiamo alle elezioni “li asfaltiamo tutti”.
Qui il fattore evocativo è fondamentale perché subito l’immaginazione crea un nuovo personaggio: Vin “Renzi” Diesel alla guida di una betoniera alimentata con un motore a fissione nucleare che rifà il manto stradale d’Italia...  dalla Gela-Siracusa alla Tav andata e ritorno, in tre quarti d’ora netti e senza neanche prendere il traghetto. Ci tengo a precisare che  sarebbe bastata mezz’ora… ma la pausa Camogli è un rituale!
Aldilà del richiamo “squisitamente epico” – quasi “neomericamente motorizzato” - io non metterei le mani tanto avanti ipotecando senza appello una vittoria schiacciante, nonostante i sondaggi a favore. Bisogna ricordare che anche lo “Spompo” Bersani dopo le primarie vantava un gradimento alto, forse anche maggiore di quello che ora sbandiera il sindaco di Firenze, e Berlusconi era ai minimi storici. Non sottovaluterei innanzitutto il potere nefando e “carognesco” del porcellum, e né un inevitabile effetto boomerang – che tutti ora ignorano – dopo il possibile ritiro dalla vita politica “attiva” del pregiudicato Berlusconi. Eh Già! Silvio da “passivo” recluso potrebbe essere ancora più pericoloso!, perché la capacità e i mezzi per persuadere una bella fetta di elettori restano intonsi e a sua completa disposizione. Per chi possiede e influenza tutta l’informazione di questo paese è un gioco da ragazzi passare per la vittima di un sistema giustizialista, e dobbiamo ricordare che la succitata è una carta già bella e che rodata! Se ha funzionato bene senza che vi sia stata mai una condanna ora potrebbe ingranare alla perfezione. Un ultrasettantenne condannato ai servizi sociali, espulso dalla vita politica con il placet delle istituzioni - oltretutto infettate da una magistratura iniqua – è un format golosissimo. E in Italia lo cher è più influente dei sondaggi! Questo se mi va dalla D’Urso e lacrima in stereo con lei, mentre Dudù e la De Pascale in video si strappano rispettivamente peli e vesti – e viceversa – per l’epocale ingiustizia subita, qui succede un quarantotto!  


  

domenica 15 settembre 2013

FACCIAMO I BRAVI CON LETTA ALTRIMENTI ARRIVA IL BABAU!


Ci sono cose che noi semplici votanti non potremo mai immaginare. Partiamo dal semplice presupposto che chi ci governa sia lì… dove nessun normodotato è mai giunto prima, perché possiede delle capacità, delle competenze, se non addirittura dei meriti che noi non abbiamo. Però, da un quindicennio a questa parte, abbiamo iniziato più o meno a comprendere che questo benevolo presupposto è piuttosto labile, infondatamente ottimistico e pregiudiziale … in pratica una cazzata! Ma per un corposo quanto ingombrante scorcio di storia questa generazione consacrata all’inettitudine ha avuto - purtroppo - tutto il tempo di insediarsi, radicarsi e riprodursi, ed ora non molla la presa neanche davanti al più lampante ed irredimibile dei fallimenti.
Enrico Letta, l’ultimo nato di questa gloriosa generazione, pur di restare al suo posto, ci allieta vaticinando scenari apocalittici, iniettando il nostro già preoccupato quotidiano con dosi massicce di veleno destabilizzante e ansiogeno.  La carta del suo governo è l’unica sul tavolo, non ci sono alternative se non il Caos, la crisi sta finendo ma se il suo esecutivo cade non coglieremo l’occasione, saremo schiavi dell’Europa e…pagheremo l’Imu! I segnali della fine dei tempi per Letta quelli sono: Il Papa Nero e la tassa sulla casa! Non si scappa!
C’è però da dire che la sua Apocalissi – in genere recitata al tramonto – è piuttosto arida, ripetitiva e senza pathos. All’inizio funziona, inquieta non poco… ma si sa che col tempo ci si abitua a tutto, e a lungo andare potrebbe anche non sortire più alcun effetto, addirittura annoiare. La Cassandra “de noi artri” dovrebbe dunque lavorare sul testo: renderlo più accattivante, casomai mettendolo in versi:

Gli italiani lo sanno, si esige il cambiamento
E io sono qui - immobile - per il rinnovamento.
Se dovessi cadere, Dio non voglia,
solo per un galeotto che imbroglia,
Cadremmo in un baratro infinito.
Anche Napolitano l’ha detto…è garantito!

Sarem alla mercé dell’Europa Feroce
che ci invierebbe fior di conio all’antrace.
Dell’Ellade ci faran trista sorella
Lacrimosa schiava della teutonica gabella.
Senza me né talleri e né amici…
Solo tasse, iniquità e sisifi sacrifici
Mai più sarete senza pensieri e occupati
Ma ai mali peggior condannati:
Tutto finito, tutto in dissesto
Vi pignoreran il Colosseo in protesto.
C’è una luce, quella della ripresa, una speranza
Ma io non devo schiodarmi da questa stanza.
La mia stabilità è il segreto malcelato
Altrimenti tutto sarà condannato.
E’ il continente che lo anela, che lo vuole
Perché sono stanchi di beccare solo sole!
Voi non c’entrate, colpa non avete, e a male…. non ve la pigliate!,
Ma pur alle terga di qualcuno le membra nostre dovevan restar avvinghiate.
Ma Saccomanni il mago Pio ha emesso il suo verdetto
Un altr’anno e mollerem la presa - anche se non è detto.
Più abile di la Pizia e Tiresia, codesto l’oracolo
Ci vuole mesti e fiduciosi nel miracolo.
Intanto nulla io vi nascondo
Il vostro terror è fecondo
Mi è utile per un mirabile scopo
Render grigio e preoccupante il dopo!
In fondo poi…  siete avvezzi, da tempo abituati
Vi abbiam inutilmente e per anni salassati.
Nulla è cambiato ma vi abbiam gabbato
E per poco non ci avete pure ringraziato.


sabato 14 settembre 2013

ORA C’E’ CHI TEME IL “RIBALTACCIO”!


Letta no nonostante aspiri alla santità, attraverso CL, Opus Dei e  Bilderberg    - ama le crune degli aghi -, ancora non possiede il dono dell’ubiquità,  e non può mica fare il Presidente del Consiglio se è già impegnato ad andare in giro per promuovere il vuoto e litigare di sottecchi con Renzi? Cerchiamo di venirgli incontro!
Renzi gli sta dando un po’ di tregua- visto che è il futuro salvatore d’Italia è socialmente impegnato a presentare il libro sulla vita dello stilista Cavalli - opera di assoluto spessore che mancava alla nostra letteratura come una martellata sulle ginocchia. Ma la vera croce del martire Enrico è Berlusconi! La sua imminente decadenza potrebbe produrre la fine di un governo che condannerebbe precocemente  il nostro “presidentucolo”all’oblio politico.
Ma “quaggiù” si teme che qualcuno lo ami, forse c’è chi non vuole che il suo esecutivo cada. Tornano vari fantasmi recenti, recentissimi. In un articolo del Giornale Guzzanti parla di un’altra possibile mossa “sorciesca” dei 101 che mandarono a casa in aprile la coppia Bersani-Prodi. Questi “patrioti” – come li definisce Guzzanti – avrebbero tanto a cuore il paese da non permettere la decadenza di Berlusconi durante la votazione solo per tenere in vita l’unico governo possibile in queste condizioni. Io – posso sbagliarmi – ricordo che i patrioti andavano a petto scoperto contro il nemico – tipo la legione straniera in marcia -, mica si nascondevano dietro il voto segreto per garantire una cosa alla sera e fare l’esatto opposto il mattino dopo? Ci sono tanti nomi per questa tipologia di comportamento – alcuni anche estremamente coloriti – ma patriottismo non è proprio tra questi.
I Cinque Stelle, unitamente alla Lega, intanto chiedono il voto palese proprio per evitare qualche giocata sporca, ma Schifani, mai come in questo momento, si avvinghia visceralmente alle “regole”: “Non è previsto da Regolamento del Senato, il voto è segreto”.   E la cosa francamente puzza. C’è da dire che i Grillini non fanno testo. Sia per espressa azione di Napolitano, che li ha prontamente ghettizzati annullandone ogni peso con le Larghe Intese, e sia perché, spesso e volentieri, ci mettono del loro  – anche grazie ai quotidiani “smadonnamenti” a 360 gradi del loro fondatore.  Un vero peccato, davvero un peccato! Adesso persino quando fanno qualcosa di sacrosanto, come difendere la costituzione dagli sciacalli, salendo con striscioni sul tetto di Montecitorio, vengono trattati come scolaretti indisciplinati, puniti e puntualmente ignorati – rischiano la bocciatura per la Preside Boldrini.
Anche Bersani tenta di correre ai ripari, vuole sincerarsi che non vi siano “franchi tiratori” a dichiara che farà di tutto per rendere il voto “riconoscibile”. Il guaio è che a Palazzo Madama non è possibile, e visti i precedenti che lo vedono coinvolto è difficile pensare che abbia una tale “autorità” per garantire e rassicurare sui suoi.

Insomma, fino alla fine ci dobbiamo aspettare di tutto. Anche un salvataggio segreto  in aula per Berlusconi – come quello che salvò Craxi nel 93’ -, e così sorbirci l’ennesimo libro “leccaculesco” di Vespa, già immagino il titolo: “Berlusconi, vita di un grande statista: dalle Ribaltabili al Ribaltaccio!” 

venerdì 13 settembre 2013

GENNAIO 2014, ARRESTATO IL LATITANTE BERLUSCONI DETTO O'PAPI. ERA FUGGITO DAI SERVIZI SOCIALI


Tutto ha inizio dopo la pausa Natalizia. Berlusconi martedì 7 non si presenta nella casa di Cura […] per scontare la conversione della pena ad un anno per frode fiscale, e da quel momento in poi se ne perdono le tracce. Berlusconi aveva manifestato la sua insoddisfazione sin dall’inizio, quando gli fu negata la volontà di essere assegnato come consulente personale e talent scout “testatore” di aspiranti veline, visto che a casa aveva tutto il necessaire per intraprendere questa attività socialmente utile: palo di lap dance, telecamere nascoste, videocorsi tutorial contrassegnati con la dicitura “documentari educativi svedesi”, costume da Boccassini, maschere di vario tipo, manette, lingerie masticabile – anche per celiaci e diabetici – e corde e lacci di vari spessori e gradi di resistenza.
Dopo 24 ore dalla scomparsa e un solo sms mandato al direttore della clinica per anziani, nel quale genericamente avvertiva: “Farò tardi, purtroppo il botulino di qualità c’è solo in Svizzera Cribbio!”, il condannato si dà alla macchia. A quel punto scattano le ricerche e gli investigatori scoprono che quella Svizzera era una falsa pista. Il latitante viene avvistato però nella dimora di altro condannato a pena restrittiva, tale Nicola Cosentino, detto “Pepp o Padrin”, ma dopo un breve colloquio, nel quale i due avevano in mente di fondare un partito in Estonia ed espatriare, O’Papi fa si dilegua nuovamente, lasciando a Cosentino un ingente numero, non ancora precisato, di penne Bic e collant per invadere il mercato dell’est alla anni 80’! I telefoni e i cellulari dei suoi più stretti collaboratori vengono allora messi sotto controllo; ma anche qui gli inquirenti fanno un buco nell’acqua! A parte scoprire che Bondi si veste segretamente da Santanché e la Santanché pure, del fuggitivo nessuna notizia. Ma nel frattempo si ricostruisce l’iter della latitanza: Sallusti ammette di aver ospitato e nascosto Berlusconi per cinque giorni nel suo “sarcofago diurno” precisando più volte che questo gesto ha messo a rischio la sua stessa “non vita” esponendosi pericolosamente ai raggi del sole. Iniziano a parlare anche Razzi e Scilipoti, ma nessuno ci capisce un cazzo… e le loro dichiarazioni non vengono prese in considerazione, tranne una chiara e lampante, scandita miracolosamente alla perfezione da Scilipoti: “Se vi dico dove sta quanto mi date?” 

A questo punto, grazie al collaboratore d’ingiustizia “cacoliaco”, le indagini arrivano ad una svolta: Berlusconi viene trovato dentro l’unico macchinario al mondo “contro l’epilazione” - regalo infelice restituito da Ruby illo tempore - conservato nel villone di Arcore ed archiviato sotto la voce: “cazzate enormi”. Silvio, dopo esser stato nascosto da Sallusti, aveva fatto ritorno a casa e da lì non si era mai spostato- anche se c’è da dire che aveva utilizzato un lato della dimora disabitato, quello che confina col Veneto!

Al momento dell’arresto non ha opposto resistenza, ha solo iniziato a cantare – accompagnato immancabilmente da Apicella – “Nessuno mi può giudicare” di Caterina Caselli!